• Dom. Set 19th, 2021

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Matteo Berrettini: “Da piccolo pensavo di essere scarso a tennis. Il successo? Non perderò la testa”

“Il momento in cui ho chiuso 7-6 il primo set della finale con Djokovic è stato speciale: urlavo di gioia ma non riuscivo a sentire la mia voce, il boato del centrale di Wimbledon la sovrastava”. Le emozioni sono ancora fresche per Matteo Berrettini, primo tennista italiano ad arrivare in finale al torneo inglese. Il 25enne si è arreso all’esperienza del serbo Djokovic, ma alla sua impresa ha applaudito non solo l’Italia, ma anche i giornali stranieri.

Si legge sul Corriere della sera: 

“Io sono una persona molto privata, ormai mi conoscete. Essere al centro dell’attenzione non mi piace particolarmente e quando sono troppo esposto mi viene addosso una sensazione di disagio, come se sentissi di non meritarmi tanti complimenti. Però credo che la finale a Wimbledon abbia scritto un po’ di storia del nostro tennis, forse le attenzioni di questi giorni un po’ me le sono meritate…”

Da bambino, racconta, pensava di essere scarso a tennis. Ora tutti parlano di lui, tutti lo cercano. 

“Non rischio di perdere la testa. Le cose succedono però dovrò essere bravo a ricordarmi di essere solo un giocatore di tennis: ho cominciato per il piacere di usare la racchetta, per il divertimento di vincere un match, non certo per avere successo. Non vivo per questo. Questi sono giorni euforici ed è giusto così, ma presto mi rimetterò sotto a lavorare”

Dopo la partita, Berrettini ha raggiunto lo stadio di Wembley, per assistere alla finale degli Europei di calcio

 “Sono arrivato nell’intervallo di Italia-Inghilterra, quando perdevamo 1-0. Non ho fatto in tempo ad entrare nella lounge alle spalle della tribuna d’onore, che mi è venuto incontro il presidente della Repubblica Mattarella. Lui a me! Mi ha colto di sorpresa… Complimenti, mi ha detto, ho visto i primi due set della tua partita, sei stato pazzesco…”

 

Articolo proveniente da Huffington Post Italia