• Mar. Set 28th, 2021

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Coppa, Maneskin e Recovery. L’Italia vuole cavalcare l’onda

Italy's Prime Minister, Mario Draghi (C) congratulates Italy's defender Leonardo Bonucci (R) as Italy's defender Giorgio Chiellini (L) holds the UEFA EURO 2020 trophy, and Italy's coach Roberto Mancini (Rear C) looks on, as players and staff of Italy's national football team arrive to attend a ceremony at the prime minister's office Palazzo Chigi in Rome on July 12, 2021, a day after Italy won the UEFA EURO 2020 final football match between Italy and England. (Photo by Tiziana FABI / AFP) (Photo by TIZIANA FABI/AFP via Getty Images)

“Possiamo cambiare un po’ il futuro della nostra economia. Serve lo stesso spirito di coesione che in questi giorni abbiamo tutti celebrato per la magnifica vittoria della Nazionale a Wembley”, dice soddisfatto il Commissario Europeo all’Economia Paolo Gentiloni. Il ministro Daniele Franco cita anche la vittoria dei Maneskin all’Eurovision, veramente dice “Moleskin”, ma il senso è quello e poi ci mette insieme anche l’impresa di Matteo Berrettini, il primo a portare l’Italia in finale a Wimbledon: “Sono tutti segni di dinamismo, di creatività del paese”. Nel giorno in cui a Bruxelles il Consiglio europeo dei ministri dell’Economia (Ecofin) dà l’ok definitivo al Pnrr italiano e ad altri 11 piani nazionali dell’Ue, Roma aggancia la scia dell’entusiasmo tricolore di Euro2020 per non farsi tremare i polsi e darsi slancio.

“Entro i primi di agosto – dice il ministro del Tesoro al termine della riunione all’Europa building – arriveranno i primi 25 miliardi di euro, in un’unica soluzione”. È l’anticipo del 13 per cento dei 191,5 miliardi di fondi europei che spettano all’Italia. La promozione definitiva di oggi sblocca questa tranche, frutto delle prime tre emissioni di bond da parte della Commissione sul mercato. Un pre-finanziamento sulla fiducia, diciamo così. Il resto dipenderà dalla capacità del governo di rispettare le scadenze per le riforme e gli investimenti previsti nel piano nazionale. Franco insiste sull’ispirazione emanata dai trionfi sportivi e musicali: ”È chiaro che per un paese come il nostro che per anni ha avuto un problema di dinamismo, difficoltà di innovazione e creatività e anche carenza a volte di fiducia, queste notizie, pur non avendo a che vedere con l’economia, possono contribuire comunque a dare fiducia all’interno del Paese’ e verso il Paese”.

Ma Franco resta coi piedi per terra. E non si sbilancia sulla possibilità di incassare anche il primo esborso di soldi del Next Generation Eu entro la fine dell’anno, dopo l’anticipo estivo. “Vedremo nei prossimi mesi, non ho una risposta precisa da dare, a noi oggi premeva portare a casa questo risultato e lo abbiamo ottenuto”, dice. Invece la Spagna, la prima a presentare il suo Pnrr a Bruxelles questa primavera, potrebbe farcela. “Probabile”, dice il vicepresidente della Commissione Europea Valdis Dombroskis.

Tutto è stato fatto nei mesi scorsi, nell’interlocuzione tra Roma e la Commissione Europea che ha portato al primo ok da parte di Palazzo Berlaymont. Oggi i ministri finanziari dell’Ue non hanno discusso dei piani da approvare, non ce n’era bisogno. Oltre all’Italia, hanno ottenuto il cartellino verde l’Austria, Austria, Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Grecia, Italia, Lettonia, Lussemburgo, Portogallo, Slovacchia e Spagna, appunto. Il 26 luglio un’altra riunione dell’Ecofin darà l’ok ai piani della Croazia, Slovenia, Lituania, Cipro e probabilmente anche l’Irlanda.

Mentre ci sono ancora problemi per i Pnrr di Polonia e Ungheria, i due paesi nel mirino europeo per le violazioni dello stato di diritto. L’incontro di ieri a Bruxelles tra la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen e il premier di Varsavia Mateusz Morawiecki non ha sbloccato l’impasse.

Quanto all’Ungheria, “l’esame continua – dice Dombrovskis al termine dell’Ecofin – stiamo esaminando le ultime risposte ricevute venerdì, ma la valutazione richiederà più settimane che giorni e proporremo all’Ungheria un’estensione dell’esame di due mesi”. Significa che quest’estate il premier di Budapest non potrà accedere all’anticipo del 13 per cento dei fondi, non potrà programmare dunque investimenti per la seconda parte dell’anno, la sua campagna elettorale per le elezioni del 2022 potrebbe risultare compromessa.

Intanto lui cerca di ingraziarsi la nuova presidenza slovena dell’Ue, di turno fino a fine anno. “Siamo fortunati che, in un periodo così difficile, la presidenza sarà tenuta dalla Slovenia e da un primo ministro, Janez Jansa, che appartiene al club emerso durante il periodo della resistenza anticomunista, cosa che gli dà una prospettiva storica nel giudicare le questioni Ue”, dice Orban. Ma per ora la presidenza slovena, pur criticata soprattutto al Parlamento europeo per le tendenze nazionaliste che a Lubiana molto spesso si abbattono sulla libertà di stampa, sta cercando di evitare scandali e polemiche. “Il piano ungherese verrà esaminato e trattato al pari degli altri”, ci dice il ministro dell’Economia sloveno Andrej Sircelj quando gli chiediamo di Orban.

Euro2020 a parte, Franco appare consapevole della sfida. “Il piano italiano ammonta a quasi la metà del totale dei piani approvati oggi: 390 miliardi per 12 progetti”, di cui 191,5 miliardi solo per l’Italia, appunto. Diventano “220miliardi”, aggiunge il ministro, se conteggiamo l’aggiunta di fondi nazionali. “Il piano ci dà la possibilità di effettuare investimenti enormi: abbiamo 220 mld, questo vuol dire che per i prossimi 5 anni possiamo raddoppiare gli investimenti delle pubbliche amministrazioni. È un’iniezione che dovrebbe rendere la nostra economica più dinamica, ma questo presuppone una capacità di innovazione e di inserire i giovani in questo processo”.

Ieri all’Eurogruppo, Franco è stato accolto dall’applauso dei colleghi europei per la vittoria di Wembley: “Ho risposto che abbiamo vinto per tutti voi, contro un paese che ha voluto lasciare l’Ue”. E ora, ‘fatta giustizia’ su Brexit, con il recovery plan più cospicuo di tutta l’Ue, l’Italia dovrà cercare di vincere la sfida della crisi per il bene di tutto il continente. Di nuovo.

Articolo proveniente da Huffington Post Italia