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Quando la politica, quella vera, viene nascosta per vergogna

“Le resistenze residue sono nate da esigenze politiche, non dal merito”, così la Cartabia sull’approvazione in Consiglio dei ministri della riforma sulla giustizia. Una frase apparentemente innocua ma che svela tragicamente come ormai in Italia la politica sia diventata (quasi) sinonimo di propaganda e strumentalità.

Se anche per un ministro della Giustizia il “merito” di una legge non è più l’essenza della politica, ma di un qualcos’altro non ben identificabile (il governo? la tecnica? la burocrazia?) allora significa davvero che l’Italia non può farcela. Perché una nazione senza politica è una gallina priva di testa che corre per l’aia senza un perché fino ad accasciarsi a terra, morta.

A ben vedere forse la malattia italiana è proprio questa: tutti considerano la politica “altro” rispetto a quel che dovrebbe essere, tutti scappano retoricamente dalla faticosa responsabilità del governare un paese.

Fateci caso. Tutti raccontano ai propri elettori una storia diversa rispetto alla realtà, come se si vergognassero dell’unica cosa di cui dovrebbero andare orgogliosi: essere alla guida di un grande paese. Con tutte le difficoltà, gli inciampi, i compromessi che comporta la sacra arte del governo. E invece niente.

Negli ultimi anni, da Monti in poi, tutti hanno governato con tutti, hanno fatto compromessi, hanno collaborato. Tutti però lo hanno fatto cercando di nasconderlo sotto una montagna di retorica elettorale, di urli identitari, di slogan pubblicitari.

Bene così, si potrebbe dire. Che ti lamenti a fare se alla fine è la concretezza a vincere… E invece è proprio qui il virus. Quando la politica, quella vera, viene nascosta per vergogna negli anfratti dei palazzi e dell’opinione pubblica alla fine anch’essa degenera a piccolo cabotaggio, a meschino gioco di occupazione di potere.

Tutto si svuota di senso. Anche l’unica cosa che dovrebbe avere un senso: il governo del paese. E allora siamo arrivati all’assurdo che bisogna giustificare una grande alleanza patriottica con la scusa dell’emergenza sanitaria. E già, oggi l’Italia sta affrontando gli anni forse più importanti e difficili della sua storia repubblicana, con un’alleanza di governo di cui quasi tutti si vergognano per colpa di una declinazione muscolare del confronto politico che diventa gabbia mentale e blocco psicologico.

È anche per questo, soprattutto per questo, che in Italia manca come l’aria un partito di destra liberale che cominci ad aver il coraggio di una visione politica fatta di contenuti, concretezza, realismo. Fatta di più responsabilità e meno insensatezza, di più governo e meno propaganda. Un partito che non rincorra populismi e sovranismi vari ma si faccia rincorrere nei territori della complessità politica.

Un partito che si riprenda il sacrosanto diritto di prendere decisioni anche difficili senza doversi vergognare. Anzi.

Articolo proveniente da Huffington Post Italia