• Mar. Set 28th, 2021

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L’ultimo caso è stato quello della sindaca di Crema: Stefania Bonaldi ha ricevuto un avviso di garanzia per lesioni colpose per il ferimento di un bambino con una porta di sicurezza della scuola comunale. E per questo è stata ascoltata in Procura. Fa strano vederla in un Tribunale perché la Bonaldi è una sindaca molto amata dai suoi concittadini con cui ha condiviso momenti difficili come il sequestro di uno scuola bus che ha visto condannare l’autista a 24 anni di carcere.

E Bonaldi non è sola: Raffaello de Ruggeri, sindaco di Matera, è stato accusato di omicidio colposo per la mancata manutenzione di un tratto stradale della città il cui dissesto ha causato un incidente mortale nel novembre del 2018. E il più noto sindaco di Parma, Federico Pizzarotti, addirittura accusato di truffa ai danni dello Stato per non aver assunto un numero adeguato di musicisti nella rappresentazione di Rigoletto.

Insomma la storia dei sindaci e della giustizia, che poi è una storia di responsabilità, rischia di trascinare i primi cittadini in una dimensione che poco ha a che fare con l’amministrazione, ma al tempo stesso ne limita l’azione e li carica di obblighi.

È dunque giusta la mobilitazione per una revisione della legislazione che sovrintende al loro operato: ai primi di luglio hanno manifestato in Piazza Monte Citorio non per chiedere immunità, ma per maggiori tutele. Il loro agire infatti è spesso dettato da esigenze assolutamente legate alla dimensione in cui agiscono. Troppo spesso sono stati invece caricati di obblighi penali e civili su materie e contesti su cui non hanno assolutamente competenza, tendendo conto anche del fatto che il più delle volte si trovano ad agire in situazione di emergenza e con scarsissime risorse.

L’Anci, l’associazione dei Comuni, ha preparato un documento che ha poi consegnato alla presidenza del Consiglio, mai io sono convinto che sia anche il Parlamento a doversi far carico di queste richieste: chiediamo ogni giorno ai primi cittadini dei nostri quasi 8000 comuni di sovrintendere nel migliore dei modi al funzionamento della nostra vita quotidiana. Lo abbiamo fatto in momenti difficili, e chi più chi meno, loro hanno sempre risposto con partecipazione, se non con devozione. Non dimenticherò mai le immagini dei sindaci in giro per le città deserte durante il lockdown del marzo 2020: quei loro appelli alla prudenza, quegli aiuti dati senza esitazione ai più fragili, quei volti sconvolti di fronte alla morte di tanti concittadini.

Ecco forse è arrivato il momento di restituire loro un po’ della passione che ogni giorno mettono in quell’impegno: il Parlamento deve accogliere la loro richiesta e verificare le condizioni per migliorare le leggi sulle responsabilità degli amministratori, ma anche per semplificare le procedure, eliminare la burocrazia, e al tempo stesso approfittare delle risorse che arrivano dall’Europa per dotarli di strumenti per dare alle loro città servizi e strutture efficienti.

Ci avviciniamo a una tornata di elezioni amministrative molto importanti: io penso che il Partito Democratico debba sostenere i propri candidati assicurando loro il massimo impegno dei parlamentari per dare ai primi cittadini che verranno quello che coloro che li hanno preceduti chiedono.

Per tradizione, per storia, per vicende politiche anche recenti (l’elezione diretta dei sindaci è stata una delle riforme più azzeccate introdotte negli anni ’90) sappiamo che la rinascita dell’Italia può passare solo attraverso le nostre città: è li che le comunità escono dal campanile e si fanno portatrici di istanze diffuse. Vanno ascoltate.

 

Articolo proveniente da Huffington Post Italia