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Killer-bestie, agguato durante la festa: bimbo di 6 anni in fin di vita, giustiziato lo zio

DiRed Viper News Manager

Lug 12, 2021

“E’ in coma farmacologico, intubato e connesso a un ventilatore meccanico per l’assistenza respiratoria”. Lotta tra la vita e la morte il bimbo di 6 anni raggiunto da un proiettile all’addome mentre si trovava sullo scooter insieme allo zio, Matteo Anastasio, 42 anni, vero obiettivo dei killer entrati in azione la scorsa notte durante i festeggiamenti per la vittoria dell’Europeo.

La mafia foggiana torna a uccidere a distanza di diverso tempo. Killer spietati a San Severo: approfittando del caos generato dai caroselli in strada, dal suono dei clacson, dai cori di gioia, i due sicari hanno portato a termine la loro missione, incuranti della presenza di un bambino di appena sei anni sullo scooter di grossa cilindrata (un Yamaha T-Max) guidato da Anastasio, raggiunto da diversi proiettili e deceduto poco dopo l’arrivo in ospedale.

Scene di panico si sono vissute in via Matteotti, una delle strade principali di San Severo (comune di 50mila abitanti in provincia di Foggia), dove si erano radunate centinaia di persone per festeggiare gli azzurri di Roberto Mancini. I killer sono entrati in azione poco dopo la mezzanotte. Erano in due con il volto coperto da casco integrale. Nonostante la presenza del piccolo, hanno esploso almeno quattro colpi d’arma da fuoco in due diverse circostanze. Dopo i primi spari andati a segno, Anastasio ha tentato la fuga ma è stato nuovamente avvicinato dai sicari che hanno finito il lavoro.

Sui social il video dell’agguato: moglie vittima scappa

In un video che sta circolando in rete, si vede una donna vestita di bianco (moglie della vittima) avvicinarsi allo scooter dopo la prima raffica di piombo. Cerca di soccorrere il marito e il nipotino ma è costretta ad allontanarsi perché i killer lasciano partire altri proiettili che stendono la vittima 42enne e il bimbo di sei anni. Sono tre i bossoli (partiti da una calibro 7.65) recuperati a terra dalla polizia. Ma i colpi esplosi potrebbero essere stati di più.

Anastasio morirà di lì a poco, il piccolo invece sta lottando nel reparto di Rianimazione del Policlinico Riuniti di Foggia. Inizialmente non era chiaro se fosse stato raggiunto anche lui da un proiettile. I medici hanno mantenuto il più stretto riserbo. Poi nel pomeriggio i dettagli raccapriccianti: si trova in coma farmacologico e le sue condizioni sono definite critiche anche se stabili.

“Al momento – fanno sapere dal Policlinico Riuniti – il bambino è in coma farmacologico, intubato e connesso a un ventilatore meccanico per l’assistenza respiratoria. Verrà strettamente monitorata l’evoluzione delle sue condizioni cliniche, soprattutto nella eventualità che si renda necessario un intervento chirurgico nelle prossime ore o giorni. Si occupa di lui una equipe multidisciplinare composta da rianimatori, chirurghi e radiologi”, concludono.

Indagini serrate, decisive telecamere e testimonianze

Le indagini sono affidate alla Squadra Mobile che ha visionato le immagini di videosorveglianza presenti nella zona oltre ai numerosi video amatoriali girati dai presenti dove vengono immortalati quei drammatici attimi. Al vaglio anche le testimonianze delle persone che si trovavano a quell’ora in strada, a partire dalla moglie di Anastasio che ha tentato invano di soccorrerlo.

Matteo Anastasio aveva precedenti per droga e in passato è stato associato dagli investigatori al clan Nardino. Dal regolamento di conti a uno sgarro mal digerito dalla criminalità organizzata locale, sono solo alcune delle ipotesi al vaglio dopo un omicidio di una brutalità inaudita.

Bimbo di 6 anni, il padre ucciso anni fa: nel 2020 ammazzò con un proiettile vagante 12enne

Il genitore del piccolo di 6 anni era Giuseppe Anastasio, anche lui morto ammazzato, il 5 febbraio 2017, sempre a San Severo in seguito a un agguato di mafia. Nel 2002 Giuseppe Anastasio nel tentativo di uccidere un rivale, colpì una bambina di 12 anni, raggiunta da un proiettile vagante mentre andava a gettare la spazzatura. Il 29 ottobre del 2003 con rito abbreviato venne condannato a 12 anni di reclusione per omicidio volontario e porto illegale di armi. In appello nel dicembre 2004 patteggio’ nove anni e sei mesi di reclusione.

 

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