• Dom. Set 19th, 2021

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Come rientrare in Italia se contraggo il Covid in vacanza? Il Green pass vale?

Sono almeno 150 i giovani italiani in quarantena obbligatoria a Malta. Tra loro, oltre 60 i positivi. I ragazzi, per lo più studenti delle scuole d’inglese, stanno soggiornando in un albergo a 4 stelle di St. Julians, trasformato in Covid hotel. Il loro è un esempio di cosa può accadere quando ci si contagia all’estero. A frenare la voglia di partire di tanti sono diversi quesiti: cosa succede se contraggo il Covid fuori dall’Italia? Quando e come posso rientrare nel mio Paese? Vale ancora il Green Pass?

È necessario tenere presente che, nel caso in cui ci si contagi o si venga sottoposti a quarantena per contatti stretti con positivi all’estero, non è possibile rientrare nell’immediato in Italia. A quel punto il Green pass è revocato, ed è previsto l’isolamento nei Covid hotel o nelle strutture previste dal Paese ospitante, generalmente (ma non sempre) a spese del governo che accoglie, ma con l’assistenza dell’Ambasciata italiana. In sintesi, una persona contagiata in vacanza o in quarantena deve sottostare alle regole di ingresso italiane, che sono chiare e rigide. 

Sul sito “Viaggiare sicuri” della Farnesina è possibile compilare un semplice questionario in cui inserire alcune informazioni: il Paese da cui partiamo, se siamo cittadini italiani etc. Al termine, il sistema ci indicherà se e come possiamo rientrare in Italia partendo proprio da quel luogo. Ad esempio, ci sono (almeno fino al 30 luglio) restrizioni per i viaggiatori che abbiano soggiornato/transitato in India, Bangladesh o Sri Lanka nei quattordici (14) giorni precedenti l’ingresso in Italia.Una volta in Italia, si è sottoposti ad un protocollo sanitario che prevede un periodo di dieci (10) giorni di isolamento in una struttura indicata dalle autorità sanitarie italiane (Covid Hotel), o a protocollo sanitario autorizzato dal Ministero della Salute. 

 

Ministero degli Esteri

 

Ma se ci accorgiamo di aver contratto il Covid o abbiamo il dubbio, cosa dobbiamo fare prima per rientrare in Italia? Sul sito del Ministero degli Esteri si legge che “in caso di insorgenza di sintomi compatibili con COVID-19, resta fermo l’obbligo per chiunque di segnalare tale situazione, con tempestività, all’Autorità sanitaria per il tramite dei numeri telefonici appositamente dedicati e di sottoporsi ad isolamento, in attesa delle decisioni dell’Autorità sanitaria. Per quesiti di carattere sanitario, contatta la ASL competente per territorio. Per quesiti relativi all’attraversamento della frontiera e le misure adottate sul territorio nazionale, contatta la Prefettura competente per territorio e la Polizia di Frontiera del punto di ingresso in Italia”. 

Per chi crede di poter rientrare in Italia perché in balia di particolari esigenze, è comunque sempre possibile contattare l’ambasciata o il consolato del Paese dove ci si trova, per verificare le possibilità per il rimpatrio in collaborazione con l’Unità di crisi della Farnesina. Bisogna ricordare, però, che nel caso degli studenti italiani bloccati a Malta questa opzione sembra non essere percorribile. Così come non è stata percorribile durante il Covid quando molti italiani sono rimasti “bloccati” all’estero a causa di quarantene o del cambio di disposizioni dei vari Paesi ospitanti. 

Articolo proveniente da Huffington Post Italia