• Mar. Set 28th, 2021

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Moretti e “Tre Piani”: un tango ci libera tutti da paure e ossessioni

Nanni moretti

“Tre piani” di Nanni Moretti? Un oggetto strano. Sicuramente non un film ‘à la Morettì’, con l’accento, come lo chiamano qui in Francia. Partendo per la prima volta da un romanzo bello denso, quello dell’israeliano Eshkol Nevo dallo stesso titolo (Neri Pozza editore), è come se il Nanni nazionale avesse voluto concentrare in due ore una serie tv, genere che certo non frequenterà mai. Anche perché il crocevia di malesseri, nel film che per forza condensa il libro, è tale da far perdere il filo.

La quieta palazzina a tre piani, nel libro alla periferia di Tel Aviv,  si sposta a Roma, zona Prati. E le famiglie che la popolano, secondo lo scrittore, simboleggiano i tre livelli della personalità secondo Freud: L’Es, cioè gli impulsi, l’Io, cioè la mediazione, e il Super-io, dominato dalla morale e dalle regole. 

Secondo Moretti il suo “è un film doloroso, ma anche un inno alla vita, all’umanità e alla pietà”, da cui le donne escono meglio degli uomini, “perché sono più aperte, più sane nelle reazioni ai fatti che accadono, più pronte a risolvere”. I maschi invece “rimangono incistati nelle loro rigidità, ossessioni, schematismi, inchiodati ai loro ruoli all’interno della famiglia”. E poi “le nuove generazioni, diverse dai padri, per fortuna”. 

Nel ruolo del Super-io c’è Nanni Moretti medesimo, giudice implacabile sposato con Margherita Buy che al figlio ubriaco che ha investito una donna uccidendola dice testualmente, scandendo bene: “Tu sei sempre stato un problema per noi. Tu ci hai sempre deluso. Sei un cretino completo, lo sei sempre stato: andrai in prigione, te lo meriti”. Logico che il figlio lo prenda a calci.

L’Es ha l’aria di essere Alba Rohrwacher, sposata con Adriano Giannini che però non c’è mai, nemmeno per vederla partorire, e per questo soprannominata ‘la vedova’. La mamma è rinchiusa in una clinica psichiatrica e anche lei è disturbata non poco.

Per esclusione, la famiglia di Riccardo Scamarcio dovrebbe essere l’Io.

Quando l’anziano vicino, smemorato per via dell’Alzheimer, sparisce con la figlia bambina Scamarcio perde la testa e convinto di molestie inconfessate aggredisce il povero vecchio. Dopo pochi giorni però non esiterà a sverginare la sua nipotina minorenne. Devo riferire che la scena della seduzione e la denuncia che ne consegue sono state scandite, alla mia proiezione, da un concerto di risatine. E’ ufficiale : Moretti è a disagio con le scene di sesso. 

 

 

Comunque i maschi sono tutti maneschi: anche Giannini malmena l’odiato fratello Stefano Dionisio. Stacco. Cinque anni dopo il figlio di Moretti esce dal carcere e giustamente sparisce, perché sua madre ha accettato l’aut aut del consorte : o lui o io. Scamarcio è sotto processo. Rohrwacher ha fantasie erotiche su Dionisio e continua a vedere un corvo nel salotto di casa.

So che sembra il  riassunto di una serie tv, ma è un resoconto preciso. Altro salto di cinque anni e forse tutti ritroveranno la pace, anche perché il giudice è passato a miglior vita lasciando la moglie finalmente libera di respirare. Il simbolo di liberazione è una kermesse ambulante di ballerini di tango, tanto colorata quanto era cupo e notturno l’investimento mortale all’inizio del film.

Sarò ottusa ma non ho colto “l’invito ad aprirsi al mondo esterno che riempie le nostre strade, fuori dalle nostre case” di cui parla il regista. Che aggiunge: “Ora sta a noi non rinchiuderci nuovamente nei nostri tre piani”. Variante Delta permettendo, infatti, nessuno ha voglia di farlo. Ma so che il mio è un commento prosaico. Forse l’invito è racchiuso il quell’antonioniano tango sulla pubblica via. 

Moretti è tra i pilastri di quella schiera di autori che si è guadagnata la simbolica medaglia al valore di Cannes 2020, l’edizione perduta. Come Carax e Verhoeven ha scelto di congelare il film per un anno – in Italia esce a settembre- per non tradire il suo Festival di riferimento. Anche per questa sua fedeltà militante – che ha aggiunto bollini- premio a un culto che da quarant’anni non accenna a sbiadire – in Francia possono scrivere senza imbarazzo che in Italia c’è solo e soltanto Moretti, come in Spagna c’è solo Almodovar. Non è un pensiero cortese verso i nostri registi, ma il tifo transalpino, in piena finale calcistica, non gli mancherà.

Tre Pianni - Nanni Moretti

Articolo proveniente da Huffington Post Italia