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A che punto è l’Italia con le piste ciclabili

DiRed Viper News Manager

Giu 24, 2021

Negli ultimi anni, il tema della mobilità sostenibile ha acquisito un maggior peso nel dibattito pubblico. Questa crescente attenzione è dovuta a due motivi, in particolar modo. Da una parte, la maggiore sensibilità verso il cambiamento climatico ha fatto sì che molte più persone scelgano alternative maggiormente ecologiche rispetto al proprio mezzo personale, per esempio gli autobus a zero emissioni o i servizi di car e bike sharing, che spesso propongono anche auto ibride.

Una delle principali cause del cambiamento climatico è l’elevata presenza di gas serra nella nostra atmosfera. Sono numerose le attività umane che liberano questi agenti nell’aria, tra queste l’utilizzo di vetture a motore.
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Dall’altra parte, si sta diffondendo una domanda di turismo e tempo libero che privilegia la scoperta dei territori con mezzi ecologici. Infatti, esplorare una città o un paese in bicicletta incentiva un’esperienza di mobilità innovativa permettendo di vedere angoli cittadini che in macchina non sarebbero accessibili. Inoltre, una maggiore offerta di questo servizio assieme alla presenza di una pista ciclabile rende lo spostamento con questo mezzo, oltre che più ecologico, anche più sicuro e piacevole.

Tuttavia, la situazione italiana denota delle differenze regionali non marginali per quanto riguarda l’offerta di piste ciclabili.

Le piste ciclabili nei capoluoghi italiani

Nel 2018, ci sono in media 23,4 chilometri di piste ciclabili per 100 chilometri quadrato di superficie nei comuni italiani capoluogo di provincia. Un valore che nel corso degli ultimi 5 anni è aumentato considerevolmente. Infatti, nel 2013 il chilometraggio non raggiungeva i 20 km ogni 100 kmq. Tuttavia, nonostante la crescita del chilometraggio e una maggiore sensibilizzazione nazionale verso le questioni ambientali, si assiste a una spaccatura tra i capoluoghi del nord Italia rispetto a quelli del centro e del sud.

56,3 km di piste ciclabili ogni 100 kmq di superficie dei capoluoghi del nord Italia.

Questo valore cala notevolmente già nei capoluoghi del centro della penisola con 14,8 km di ciclabili ogni 100 kmq, ma scende ulteriormente nel mezzogiorno, fino a 5,2 km.

I dati raffigurano la densità di piste ciclabili nei comuni capoluogo di provincia misurate come km per kmq di superficie territoriale.

FONTE: elaborazione openpolis su dati Istat
(ultimo aggiornamento: lunedì 31 Dicembre 2018)

Nel 2018, Padova ha più di 180 km di piste ciclabili ogni 100 kmq, il dato più alto in Italia. Seguono Brescia (167,9 km), Mantova (164,4 km) e Torino (159,2 km). Padova, seppur con il tasso di chilometri più alto, ha assistito a un aumento dal 2013 di soli 7,6 km ogni 100 kmq. Tra i capoluoghi con la crescita più consistente ci sono Brescia (+36,6 km ogni 100 kmq), Milano (+29,7 km) e Pescara (+29,1 km). Dati molto incoraggianti a fronte di un aumento nazionale di solo +3,5 km ogni 100 kmq.

32,8 km di piste ciclabili ogni 100 kmq nei capoluoghi di città metropolitane nel 2018, con un aumento di quasi +6 km rispetto al 2013.

I capoluoghi di provincia del sud invece hanno ancora poche piste ciclabili. Tra questi Viterbo nel 2018 aveva solo 0,2 km di piste ciclabili ogni 100 kmq. Seguono Ragusa, Matera e Avellino che non raggiungono neppure 1 km ogni 100 kmq. Il capoluogo lucano è tra le 7 città, tra quelle considerate, in cui si è assistita una riduzione delle piste negli ultimi 5 anni. Infatti, tra queste sono incluse Taranto (-0,3 km ogni 100 kmq), Matera (-0,7 km), Roma (-1,2 km), Massa (-1,6 km), Trani (-1,7 km), Pordenone (-7,3 km) e Lodi (-7,7 km).

Questi dati potrebbero essere variati nel corso degli anni successivi, in coerenza con gli incentivi del governo in questa direzione. Infatti, nel 2020 è stato promosso l’eco bonus all’interno del decreto rilancio volto a incentivare anche l’acquisto di bici. Questa misura potrebbe aver favorito anche una maggiore richiesta di piste ciclabili. A tal proposito Legambiente ha svolto un’indagine confrontando i dati pubblicati dalle amministrazioni locali nei piani urbani di mobilità sostenibile del 2019 e le iniziative comunali avviate nel 2020.

La programmazione nei piani comunali

Nell‘ultimo report di Legambiente dedicato al progetto “Covid lanes”, viene analizzato l’impatto che la pandemia ha avuto sulla mobilità sostenibile delle biciclette. Nel dossier si approfondisce sia la nascita del nuovo fenomeno delle piste ciclabili pop-up che gli interventi pianificati nell’ultimo piano urbano per la mobilità sostenibile.

193,92 km di piste ciclabili pop-up realizzati nelle grandi città italiane nel 2020.

Per ciclabili pop-up si fa riferimento a corsie riservate alle bici realizzate in brevi tempi e a costi contenuti. Sono caratterizzate da interventi leggeri (con segnaletica orizzontale e verticale) lungo gli assi prioritari e coprono tendenzialmente le tratte più frequentate. È uno strumento urbano volto a definire gli spazi necessari per poi dotarli di protezioni e passaggi esclusivi, con l’obiettivo di trasformarli nei mesi successivi in vere ciclabili. Solo nel 2020 a Milano sono stati realizzati 35 km di piste di questo tipo e a Genova 30 km.

Oltre a questa misura attuata in un periodo di crisi e non programmata, ci sono anche i piani urbani di mobilità sostenibile (Pums), documenti di pianificazione degli interventi volti a favorire la mobilità sostenibile. I Pums hanno solitamente una visione e una lista di provvedimenti da realizzare nel corso dei successivi 10 anni.

I dati rappresentano i chilometri di pista ciclabile già presenti nelle grandi città italiane e quelli previsti dall’ultimo piano per la mobilità sostenibile di ciascun comune.

FONTE: elaborazione openpolis su dati Legambiente
(ultimo aggiornamento: martedì 31 Dicembre 2019)

Negli ultimi piani di programmazione redatti dalle città considerate sono previsti oltre 2.600 km di piste ciclabili, che si aggiungerebbe ai già presenti 2.341 km. Bologna è la città italiana che, considerando il Pums del 2019, ha programmato il chilometraggio maggiore di ciclabili, pari a 721 km. Questi, una volta realizzati, si andrebbero a sommare ai già presenti 248 km, per un totale di 969 km di pista ciclabili da realizzarsi entro il 2030. Considerando i piani redatti, Roma è la seconda città con 293 km di pista ciclabili programmati che si aggiungerebbe ai già esistenti 254 km nel caso venissero eseguiti, come previsto entro il 2030. Seguono Milano con 186 km programmati e 220 km già realizzati e Parma con 170,5 km che verranno realizzati.

Il Pums è uno strumento di programmazione previsto nel quadro europeo, che ne detta le linee guida.

Nel complesso, le città che hanno previsto la realizzazione del maggior numero di chilometri di piste ciclabili sono situate ancora nel nord e centro Italia. Napoli è la settima città, tra quelle considerate, e la prima del sud con 163 km previsti dal Pums.

Tra le città con il numero più basso di chilometraggio programmato, Genova si trova nell’ultima posizione. Infatti, il comune nell’ultimo pums ha previsto 18 km di pista ciclabile, un dato estremamente basso se paragonato ai precedenti. Inoltre, Genova è anche tra i comuni con il numero più basso di piste ciclabili attualmente esistenti, pari a 11,4 km. Ovviamente in questo caso specifico influisce notevolmente la morfologia collinare del territorio, soprattutto nel centro.

Foto credits: Kande BonfimUnsplash

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