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Superano quota 200 i comuni attualmente sciolti in Italia

DiRed Viper News Manager

Giu 23, 2021

Prosegue il monitoraggio dell’osservatorio sui comuni commissariati. Un focus sugli scioglimenti degli enti locali e le loro cause, dai conflitti politici nella maggioranza, all’incapacità di approvare il bilancio, fino al caso più patologico: l’infiltrazione della criminalità organizzata. In collaborazione con Giulio Marotta.

Cos’è successo nell’ultimo mese

La novità più importante è il commissariamento per infiltrazioni di Marano di Napoli, deliberato dal consiglio dei ministri dello scorso 17 giugno. Era accaduto già in passato, sempre in base all’art. 143 del testo unico degli enti locali.

Più precisamente il comune era già stato sciolto per questo motivo nel 1991, nel 2004 (decreto successivamente annullato dai giudici amministrativi) e nel 2016. Si tratta del quinto commissariamento per mafia del 2021.

FONTE: openpolis
(ultimo aggiornamento: sabato 19 Giugno 2021)

Gli altri scioglimenti deliberati nell’ultimo mese, in base al testo unico degli enti locali e alla normativa delle regioni a statuto speciale, hanno riguardato 17 comuni.

L’instabilità politica resta la prima causa degli scioglimenti.

Tali scioglimenti sono causati prevalentemente da ragioni politiche, in linea con la tendenza rilevata l’anno passato. In alcuni casi la crisi politica della maggioranza in consiglio comunale è stata conseguenza anche delle inchieste della magistratura.

Il consiglio comunale di Foggia è stato sciolto dopo le dimissioni del sindaco, in seguito al coinvolgimento in un’inchiesta della magistratura che ha riguardato anche alcuni consiglieri e dipendenti. Sono tuttora in corso gli accertamenti della commissione d’accesso per la verifica di eventuali infiltrazioni della criminalità nell’ente locale.

Per accertare il condizionamento delle organizzazioni criminali sull’ente, il ministro degli interni nomina un’apposita commissione di indagine.
Vai a “Come funzionano i commissariamenti per infiltrazioni mafiose”

A Nocera Terinese (Catanzaro) si è verificata l’impossibilità di surroga dovuta alle dimissioni di numerosi consiglieri. A seguito dell’inchiesta “Alibante” della direzione distrettuale antimafia, è stata avviata la procedura di accesso per verificare l’esistenza di infiltrazioni della ‘ndrangheta nell’ente locale.

Dimissionari anche i sindaci di Lona Lases (Trento), Cambiago (Milano) e Opera (Milano): nell’ultimo caso le dimissioni del sindaco fanno seguito ad un provvedimento limitativo della libertà adottato dai magistrati.

Le dimissioni contestuali della maggioranza dei consiglieri si sono verificate a San Tammaro (Caserta), Itri (Latina), Solopaca (Benevento), Genazzano (Roma), Lesa (Novara), Serrara Fontana (Napoli), Lauro e Forino (Avellino), Bagnoli Irpino (Avellino). In quest’ultimo caso lo scioglimento fa seguito ad un’inchiesta della magistratura sull’ente.

Si è verificato il decesso dei sindaci di Nogaredo (Trento) e Merlino (Lodi), dove consiglio e giunta rimangono in carica fino al prossimo turno elettorale.

Nominate commissioni per gestire il dissesto finanziario.

Si segnala infine che presso il comune di Trabia (Palermo), sciolto nel 2019 per la mancata approvazione del bilancio, è stata nominata la commissione straordinaria di liquidazione in seguito al ricorso alle procedure di risanamento finanziario. La stessa procedura ha riguardato anche altri quattro comuni attualmente sciolti. In particolare Crucoli (Crotone, commissariato per infiltrazioni mafiose nel 2018), Maniace (Catania, commissariato per infiltrazioni mafiose nel 2020), Santa Domenica Vittoria (Messina, sciolto a maggio per dimissioni dei consiglieri) e Decollatura (Catanzaro, sciolto l’anno scorso per dimissioni del sindaco).

Gli enti locali attualmente sciolti

Sono 205 i comuni attualmente sciolti. A questi si aggiungono le unioni dei comuni Valle del Giovenzano e Terre d’Acqua, le aziende sanitarie calabresi commissariate per infiltrazioni mafiose oppure ai sensi della legge n. 60 del 2019 e della legge n. 181 del 2020, nonché le altre aziende sanitarie commissariate a vario titolo in diverse regioni italiane.

La mappa include i comuni sciolti dal governo nazionale e quelli deliberati dalle regioni a statuto speciale sulla base dei rispettivi ordinamenti (in giallo quelli commissariati a seguito dell’esito negativo delle ultime elezioni amministrative).

FONTE: openpolis
(ultimo aggiornamento: sabato 19 Giugno 2021)

La quota di comuni sciolti per mafia non è omogenea sul territorio nazionale.

Dei 205 comuni sciolti, 41 (ovvero il 20% del totale) sono stati commissariati per infiltrazioni criminali. Con un impatto che varia molto all’interno del paese. In Calabria la metà dei comuni sciolti, cioè 15 su 30, è stato commissariato per mafia. In Puglia sono 6 su 15 (40%), in Sicilia 13 su 33 (39,4%), in Campania 5 su 26 (19,2%). In Basilicata ci sono 4 scioglimenti in corso, di cui uno per mafia, mentre in Valle d’Aosta sono 2 gli scioglimenti in corso, di cui uno – Saint-Pierre – sciolto per infiltrazioni oltre un anno fa (10 febbraio 2020).

Nella categoria altro sono compresi tutti gli scioglimenti diversi dal caso di infiltrazioni criminali (motivi politici, bilancio, elezioni non valide ecc.). Ai fini dell’elaborazione non sono considerati i provvedimenti emanati in base a norme specifiche per la sanità calabrese (leggi 60/2019 e 181/2020)

FONTE: openpolis
(ultimo aggiornamento: sabato 19 Giugno 2021)

Continua a crescere il numero degli enti locali sciolti

Con l’approvazione della legge 58/2021 sono state rinviate all’autunno (15 settembre – 15 ottobre) le elezioni previste per questa primavera, con la conseguente proroga delle amministrazioni in carica, sia di quelle elettive, sia di quelle a gestione commissariale.

Per questo motivo il numero degli scioglimenti in corso, esattamente come avvenuto nel 2020, è destinato ad aumentare progressivamente fino all’autunno.

Il dato mostra gli scioglimenti in corso rilevati al primo di ogni mese, e nel conteggio sono inclusi quindi anche quelli relativi ad anni precedenti e non ancora terminati. Non va letto come numero di scioglimenti deliberati in una certa data. Per il mese in corso è presentato anche il dato più recente rilevato.

FONTE: openpolis
(ultimo aggiornamento: sabato 19 Giugno 2021)

Proprio come nel 2020, in cui all’inizio dell’anno i comuni sciolti erano meno di 160, cresciuti fino ai 273 di settembre, anche nel 2021 la curva è quindi destinata a salire fino all’autunno. Quando, tra settembre e ottobre, andranno al voto circa 1340 comuni. Un dato ancora provvisorio, perché si aggiungeranno quelli sciolti entro il termine ultimo del 27 luglio prossimo.

Anche in Sicilia, a seguito dell’ulteriore rinvio delle elezioni degli organi degli enti di area vasta, prosegue la gestione commissariale delle città metropolitane di Messina, Palermo e Catania e dei liberi consorzi municipali di Trapani, Siracusa, Ragusa, Enna, Caltanissetta, Agrigento.

I casi di infiltrazione negli enti locali campani

Lo scioglimento di Marano di Napoli riaccende l’attenzione sul rischio di condizionamento da parte della camorra delle amministrazioni locali. Con questo commissariamento, salgono a 356 i commissariamenti per infiltrazioni dal 1991 ad oggi.

FONTE: openpolis
(ultimo aggiornamento: sabato 19 Giugno 2021)

Dal 1991 si sono registrati in Campania 112 commissariamenti di enti locali per infiltrazioni della criminalità organizzata (10 dei quali annullati dai giudici amministrativi), tra cui due aziende sanitarie locali. La maggior parte dei commissariamenti si sono verificati nella città metropolitana di Napoli (61 casi), seguita dalle province di Caserta (37), Salerno (8), Avellino (5), Benevento (1). In 41 casi la procedura di accesso si è conclusa con l’archiviazione.

87,5% dei commissariamenti per infiltrazioni della camorra in Campania si concentrano nelle aree di Napoli e Caserta.

In trent’anni i comuni campani commissariati sono stati 76, per un totale di 110 decreti di commissariamento. Sono stati 10 quelli successivamente annullati, tutti precedenti al 2009. È in questo quadro che va inserito anche il caso di Marano di Napoli, commissariato per infiltrazioni per la quarta volta nella sua storia, dopo gli scioglimenti del 1991, 2004 (questo annullato dai giudici amministrativi) e 2016.

Una periodicità che non riguarda solo questo comune, ma anche molti altri soprattutto nel territorio compreso tra la città metropolitana di Napoli e la provincia di Caserta.

FONTE: openpolis
(ultimo aggiornamento: sabato 19 Giugno 2021)

Anche i pluricommissariamenti si concentrano soprattutto tra Napoli e Salerno.

Sono 26 i comuni campani sciolti più volte per infiltrazioni criminali. Oltre a Marano, sono stati sciolti 3 volte San Gennaro Vesuviano e Arzano (Napoli), oltre a 4 comuni della provincia di Caserta: San Cipriano d’Aversa, Grazzanise, Casapesenna e Casal di Principe. Altri 19 comuni sono stati commissariati per camorra 2 volte: 10 nella città metropolitana di Napoli, 5 nella provincia di Caserta, 2 rispettivamente nei territori di Salerno e Avellino.

Si tratta di un dato, quello dei pluricommissariamenti nel tempo, assolutamente da non sottovalutare. Come abbiamo avuto modo di raccontare nell’ultimo aggiornamento, è uno dei fattori che più spesso rappresentano una criticità nel ripristino della legalità dell’ente.

I commissariamenti per infiltrazioni mafiose e gli accessi in corso

Oltre al commissariamento di Marano di Napoli, il consiglio dei ministri a giugno ha deliberato la proroga del commissariamento per altri sei mesi di 3 comuni. Il 4 giugno è stato prorogato il commissariamento di Amantea (Cosenza), il 10 quello di Sant’Antimo (Napoli) e il 17 quello di Saint-Pierre (Aosta).

Attualmente sono 42 gli enti locali sottoposti a una gestione straordinaria (41 comuni e 1 azienda sanitaria), situati tutti nelle regioni meridionali, con l’eccezione di Saint Pierre (Aosta). Nelle prossime elezioni amministrative dell’autunno, saranno rinnovati gli organi rappresentativi di 20 comuni che escono dal commissariamento per infiltrazioni della criminalità organizzata.

Tutte le commissioni di accesso in corso sono insediate in comuni del mezzogiorno.

Nell’ultimo mese è stata istituita una commissione di accesso presso il comune di Castellammare di Stabia (Napoli). Si tratta della modalità con cui viene accertata la presenza di infiltrazioni in base al Tuel. Questo ente era stato oggetto negli ultimi anni di diverse interrogazioni parlamentari.

Gli organi di stampa hanno dato notizia dell’avvio della procedura di accesso in due altri comuni in provincia di Catanzaro.

42 gli enti locali attualmente gestiti da una commissione straordinaria

Salgono così a 13 le procedure di accesso in corso, alcune delle quali peraltro avviate nel 2019, come nel caso di Paterno Calabro (Cosenza) e Melfi (Potenza). Per quest’ultimo comune, la relazione del Governo per il 2020 sulle commissioni straordinarie dà notizia di provvedimenti di sospensione di dipendenti e di interventi correttivi proposti dal prefetto all’amministrazione comunale, senza peraltro che sia stato ancora definita la conclusione del procedimento di accesso.

Le altre commissioni di accesso sono state istituite a Barrafranca (Enna: il comune era già stato sciolto nell’agosto 2020 in seguito alle dimissioni della maggioranza dei consiglieri), San Giuseppe Jato (Palermo, anch’esso sciolto per dimissioni del sindaco, della giunta e della maggioranza dei consiglieri), Villaricca (Napoli; questo comune era stato già sciolto nel 1994 per infiltrazioni della camorra), Calatabiano (Catania), Rosarno (Reggio Calabria), Foggia, Ostuni (Brindisi), Bolognetta (Palermo).

Cosa ha portato ai recenti commissariamenti per mafia

Nel precedente aggiornamento avevamo parlato della proroga del periodo di gestione straordinaria del comune di Scanzano Jonico (Matera).

Le relazioni allegate ai decreti presidenziali analizzano il lavoro avviato dai commissari per il ripristino della legalità, le iniziative assunte e i fattori posti alla base la proroga del periodo di commissariamento.

La relazione del prefetto di Matera su Scanzano Jonico, nel sottolineare la forte capacità della malavita locale di condizionare l’attività dell’ente locale (un dipendente del comune è stato recentemente accusato di associazione mafiosa e altri gravi reati per aver favorito imprese legate alla ‘ndrangheta) evidenzia la necessità di portare a termine le azioni avviate dalla commissione straordinaria, con particolare riferimento ai provvedimenti di contrasto dell’abusivismo edilizio, in materia urbanistica e di realizzazione del programma di opere pubbliche.

Le relazioni sui commissariamenti in corso offrono un quadro dell’attività delle gestioni commissariali insediate.

È stata inoltre presentata la relazione del governo sull’attività delle 54 commissioni cui è stata affidata nel 2020 la gestione straordinaria degli enti sciolti per infiltrazione di tipo mafioso. Questo documento fornisce un quadro generale delle irregolarità ed inefficienze verificate negli enti locali interessati, in particolare nel settore degli appalti pubblici e dell’urbanistica, con inevitabili riflessi negativi anche sulla situazione finanziaria. Il 30% di essi versa infatti in condizioni di deficit finanziario (a fronte di un dato a livello nazionale del 5%).

Una specifica situazione è dedicata alle misure di ripristino della legalità nelle due aziende sanitarie calabresi commissariate nel 2019 per infiltrazioni della ‘ndrangheta (riorganizzazione dell’apparato amministrativo, reclutamento di nuovo personale, revisione delle procedure di appalto e acquisti, miglior utilizzo del patrimonio immobiliare, risanamento finanziario etc.).

FONTE: openpolis
(ultimo aggiornamento: sabato 19 Giugno 2021)

 

Le recenti decisioni dei giudici amministrativi

Il Tar del Lazio ha respinto il ricorso contro il decreto di commissariamento del maggio 2020 del comune di Maniace (Catania). I giudici hanno confermato la validità degli elementi acquisiti dalla relazione della commissione di accesso. Sia riguardo ai collegamenti tra amministratori ed esponenti di Cosa nostra, sia alle irregolarità nella gestione amministrativa, cui è contestato l’accesso ai fondi europei destinati all’agricoltura ed all’allevamento di bestiame da parte di soggetti legati alla criminalità organizzata locale.

(…) una compagine politico-amministrativa composta da individui che, pur intercambiandosi nei ruoli e nelle responsabilità, è rimasta sostanzialmente immutata nel tempo, mostrandosi particolarmente coesa nel condividere strategie e metodologie di azione…….. nel caso di specie, non di contiguità si tratta ma di diretto coinvolgimento di esponenti delle istituzioni nella criminalità organizzata.

Il Tar Lazio ha anche giudicato inadeguati gli argomenti proposti dalla difesa per contestare la legittimità del decreto di commissariamento del dicembre 2019 del comune di Scanzano Jonico (Matera), di cui, come abbiamo detto, è stata disposta la proroga. La sentenza si sofferma in particolare su due vicende che sembrano indicare il ruolo degli interessi della criminalità organizzata sull’attività amministrativa.

In primo luogo, l’appalto del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti urbani, per cui la ditta incaricata sarebbe stata costretta a piegarsi alle richieste dei clan locali, per poi mantenere l’appalto per un lungo periodo, nonostante la contestazione di inadempienze e dello stato di insolvenza. In secondo luogo l’affidamento in gestione, senza le necessarie autorizzazioni e a titolo gratuito, di uno stabilimento balneare pubblico.

(…) l’attività dell’Ente è compromessa da condizionamento della criminalità organizzata: sussistono, in particolare, indizi del fatto che tale condizionamento sia reso possibile dalla presenza, nella struttura dell’Ente, di persone che hanno stretti contatti con i maggiori esponenti del locale clan mafioso, e che nella loro qualità sono in condizione di esercitare opportune pressioni sugli organi comunali competenti

Il Tar Lazio ha respinto infine il ricorso, da parte degli ex amministratori comunali, contro il decreto di commissariamento del giugno 2019 di San Cipirello (Palermo). Ponendo in evidenza, da un lato, il ruolo delle famiglie locali nella campagna elettorale e, dall’altro, le irregolarità nella gestione degli appalti volti a favorire imprese legate alla criminalità organizzata.

(Si registrano)…  sistematiche violazioni e irregolarità nella gestione delle attività comunali, idonee a dimostrare l’esistenza di un diffuso clima di illegalità e la compromissione della struttura burocratica e politica dell’ente

Le ultime sentenze riguardano anche il diritto di accesso in materia di commissariamenti.

Il Tar Sicilia ha considerato legittimo il comportamento dell’amministrazione, in tema di accesso alle relazioni delle commissioni prefettizie di verifica delle infiltrazioni mafiose. La prefettura aveva consentito la visione delle sole parti della relazione di interesse del soggetto richiedente (si trattava di un dipendente del comune che era stato licenziato in seguito al provvedimento di scioglimento dell’ente locale). Il giudice amministrativo sottolinea che la scelta della prefettura è volta a tutelare la riservatezza dei terzi ed il regolare svolgimento dei procedimenti penali pendenti, garantendo comunque la difesa del richiedente (sede Catania, n. 1632/2021).

Si segnala che il Consiglio per la giustizia amministrativa per la Sicilia (sentenza n. 497/2021) ha definitivamente confermato la legittimità dello scioglimento del comune di Catenanuova (Messina), deliberato dalla regione Sicilia nel 2020, dopo che il consiglio comunale aveva perso la metà dei consiglieri che si erano dimessi dall’incarico, senza possibilità di essere sostituiti.

Analogamente, il Tar Sicilia (sez. Catania, n. 1617/2021) ha confermato la legittimità del decreto di scioglimento del comune di Rosolini dello scorso marzo, in quanto la disciplina della legge regionale sul quorum necessario per la sfiducia del sindaco prevale su quella prevista dallo statuto comunale.

Composano, annullato lo scioglimento in consiglio di stato.

ll Consiglio di stato (sez. III, n. 4545/2021), riformando la precedente sentenza del Tar Campania (sentenza n. 3228/2021) ha invece annullato lo scioglimento marzo 2021 del comune di Camposano (Napoli). Il massimo organo amministrativo ha ribadito che la surroga dei consiglieri dimissionari può avvenire anche in sede di seconda convocazione, quando la prima convocazione sia in astratto possibile. Ciò anche al fine di evitare che consiglieri di minoranza possano sommare impropriamente le proprie dimissioni a quelle di consiglieri di maggioranza non motivate dalla volontà di sciogliere l’ente locale.

Respinti infine dal Tar Umbria (ordinanze n. 77/2021 e n. 87/2021) i ricorsi cautelari contro lo scioglimento dello scorso aprile del comune di Spoleto (Perugia).

Il ruolo delle sentenze nel definire la concreta applicazione delle norme è decisivo.

Attraverso ricorsi e sentenze, nel corso degli anni la giurisprudenza, in particolare quella amministrativa, ha chiarito molti ambiti di incertezza nella normativa sui commissariamenti per mafia e stabilito anche modalità di applicazione concreta. Per tenere traccia di questo lavoro, abbiamo raccolto un’analisi delle sentenze e delle decisioni di Tar e consiglio di stato che hanno permesso di capire concretamente cosa significa infiltrazione criminale negli enti locali. Una ricognizione, costantemente aggiornata, delle sentenze e decisioni di Tar e Consiglio di stato.

Le interrogazioni ed interpellanze parlamentari sui comuni sciolti

Dall’analisi degli atti di sindacato ispettivo rivolti dai parlamentari al governo possono emergere ulteriori informazioni su commissariamenti e scioglimenti.

1 risposta del Governo agli atti di sindacato ispettivo sugli enti locali.

Il sottosegretario agli interni ha risposto in commissione ad un’interrogazione su un grave episodio di inneggiamento della criminalità organizzata avvenuto al consiglio comune di Padova, ribadendo le condizioni previste dalla legge per lo scioglimento di un ente locale.

3 nuovi atti di sindacato ispettivo sugli enti locali.

Nell’ultimo mese sono state presentate interrogazioni sulle irregolarità nella gestione amministrativa dei comuni di Cercola (Napoli) e Nettuno (Roma) e nelle procedure di concorso dell’azienda sanitaria 1 di Napoli (già oggetto di un procedimento di accesso, concluso con l’archiviazione nel dicembre 2020).

Si segnala infine che nella seduta della camera del 15 giugno scorsonumerosi interventi hanno avuto ad oggetto un grave episodio di intimidazione ai danni di un parlamentare in relazione alla denuncia di voto di scambio avvenuta a Casteldaccia (Palermo), già oggetto in passato di diversi atti di sindacato ispettivo.

I dati mostrano le interrogazioni e interpellanze svolte nelle ultime 3 legislature (XVI, XVII e XVIII) sul tema dei commissariamenti.

FONTE: openpolis
(ultimo aggiornamento: sabato 19 Giugno 2021)

 

Questo articolo è parte dell’osservatorio sui comuni e gli altri enti sciolti e commissariati, curato da openpolis in collaborazione con Giulio Marotta.

Foto: comune di Marano di Napoli

 

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