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Verona capofila dopo la crisi: vino, fiere e motori per il rilancio

DiRed Viper News Manager

Giu 22, 2021

Centinaia di appassionati a passeggio tra una Yamaha e una Kawasaki nei quartieri della fiera. Gruppi di riders con ciuffo rockabilly sulle loro fiammanti Harley-Davidson. Le Gallerie Mercatali riaperte per accogliere più di 250 produttori italiani di vino e 300 buyers provenienti da tutto il mondo. File di melomani ai botteghini, in attesa di ascoltare all’Arena le arie dell’Aida. I tavolini dei locali delle piazze principali tutti occupati. Tutto questo è Verona nell’ultimo weekend di primavera. La città scaligera, grazie ad una incredibile coincidenza di eventi, si trasforma nel simbolo vivente dell’Italia che si risveglia con la ripartenza di alcuni settori economici caratteristici.

Il 19 giugno (con una replica questa sera), l’Arena di Verona ha inaugurato la stagione dell’opera con la prima dell’Aida, l’opera di Verdi più conosciuta al mondo, e il direttore d’orchestra simbolo del nostro Paese, il maestro Riccardo Muti. Dopo il rinvio del Festival nel 2020 a causa della pandemia, solo 6 mila gli spettatori ammessi – invece dei 13.500 potenziali – in una inaugurazione sold out. Una festa della cultura ritrovata se si pensa che l’edizione del festival di quest’anno, organizzata dalla fondazione lirica diretta da Cecilia Gasdia, prevede l’abbinamento con un museo o a un sito archeologico per ogni titolo in calendario: Aida con il Museo Egizio di Torino, Cavalleria Rusticana con il Parco Archeologico della Valle dei Templi, Nabucco con il Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah di Ferrara, La Traviata con le Gallerie degli Uffizi. Un’alleanza delle arti che è anche economica. Con l’obiettivo di rilanciare un comparto stoppato da mesi e riattivare i flussi del turismo internazionale.

Sempre da Verona riparte il mondo delle fiere. Nel weekend dal 18 al 20 giugno Veronafiere ha ospitato Motor Bike Expo 2021 Special Edition, prima manifestazione in presenza dedicata al mercato della moto con una ricca lista di marchi partecipanti: Aprila, Moto Guzzi, Bmw Motorrad, Benelli, Harley-Davidson Honda, Kawasaki, Mv Agusta, Royal Enfield, Swm Motorcycles, Yamaha. «Nonostante la pesante situazione economica e le difficoltà di approvvigionamento di alcune componenti – spiegano gli organizzatori – il settore cresce». Le vendite sono aumentate del 42,73% rispetto al 2020, ma soprattutto del 26,6% sul 2019. Sono stati immessi sul mercato complessivamente 38.553 mezzi (1.940 ciclomotori, 20.526 scooter e 16.087 moto). Nei primi cinque mesi dell’anno il settore segna un aumento complessivo dell’84,1%, pari a 134.700 mezzi targati. In occasione dell’evento, Verona entra nella squadra di “Città dei Motori”, la rete Anci che raccoglie 32 comuni e promuove il Piano nazionale del turismo motoristico, tipica voce del made in Italy, per la ripresa dei flussi turistici nazionali e internazionali.

E a proposito di eccellenze nostrane, riparte da Verona anche il mondo del vino italiano con due giorni di eventi – 19-20 giugno – alle Gallerie Mercatali: OperaWine di WineSpectator e la Vinitaly Preview promossa di Veronafiere. «In una fase di grande cambiamento come quella attuale, il ritorno del trade in presenza è la risposta alle sfide che il settore sta affrontando sui mercati. La mappa della domanda di vino italiano sulle piazze internazionali è in grande fermento e registra segnali di risveglio», assicura Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere. E l’intermediazione delle fiere torna strategica per la conquista dei nuovi mercati vitivinicoli.

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