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Discoteche, quando si potrà tornare in pista: “Ma gli abusivi fanno già ballare”

DiRed Viper News Manager

Giu 22, 2021

Le discoteche sono rimaste indietro, lasciate ad aspettare mentre le altre attività aprivano. Possono aprire, certo, in Zona Bianca – e quindi in tutta Italia eccezion fatta per la Valle d’Aosta ancora Gialla – ma senza la pista da ballo. Solo per consumare e per la musica. Una sorta di non-apertura, una ripartenza monca. Dopo settimane di discussioni sembra però esserci finalmente uno spiraglio, una possibilità che arriva anche grazie al green pass, la certificazione verde che dovrebbe permettere ai clienti anche di ballare.

“Entro i primi dieci giorni di luglio le discoteche potranno aprire e penso che il criterio del green pass possa essere applicato anche alle discoteche – ha detto il sottosegretario alla Salute Andrea Costa, su RTL 102.5 durante il programma Non Stop News – Ho appena avuto un colloquio su questo con il ministro Speranza”.

E in effetti lo stesso titolare del dicastero Roberto Speranza si era espresso in termini simili all’inizio del mese di giugno – “Per ora di riaprire non se ne parla, ma potremmo programmare per luglio la ripartenza delle discoteche riservandole a chi ha il pass vaccinale, in modo da spingere giovani a giovanissimi a immunizzarsi” – salvo poi lasciare le discoteche tra gli ultimi step nel piano delle aperture.

L’imprenditore Flavio Briatore aveva intanto proposto di vaccinare i giovani proprio nelle discoteche: “Potremmo fare degli hub al pomeriggio, non alla sera perché si creerebbero delle file. Ma al pomeriggio potremmo essere noi a convincere i giovani a vaccinarsi, dato che molti sono restii. Non ci si può sottoporre a 30 e più tamponi in tutta l’estate. L’idea di favorire i vaccini fuori dalle discoteche la trovo molto importante: ai ragazzi, dopo la vaccinazione, viene dato il passaporto vaccinale e possono entrare e muoversi senza più problemi”, aveva detto a La Verità il patròn del Billionaire. Niente da fare.

E nel resto d’Europa che succede, si balla? In Spagna intanto i locali notturni hanno riaperto in diverse Comunidad con specifiche restrizioni come divieto di ballo in luoghi chiusi oppure obbligo di indossare la mascherina; in Francia via libera il 9 luglio, i concerti in piedi dal 30 luglio; tutto rimandato al 19 luglio in Regno Unito dove il picco di contagi causato dalla variante Delta ha fatto rinviare le riaperture; San Marino ha invece riaperto il 20 giugno con obbligo di pass vaccinale o certificazione di guarigione o tampone; l’Austria riapre le discoteche il primo luglio; la Germania ha imposto il tetto di partecipanti di mille persone all’aperto e di 250 al chiuso.

“Questa settimana – ha aggiunto Costa nell’intervista – indicheremo una data in cui le discoteche potranno tornare a fare le loro attività, perché questo settore è ad oggi, rimasto l’unico senza avere una prospettiva e credo sia dovere della politica dare una risposta anche a questo”. Dalla sua, invece, Maurizio Pasca, presidente del Silb, associazione di categoria dei locali con sale da ballo, ha detto all’Ansa che andare oltre il 4 luglio sarebbe insostenibile: “Ci aspettiamo buonsenso. Il Governo non ci faccia perdere il primo weekend di luglio perché le nostre attività sono aperte al massimo due volte a settimana. Per il Paese quella data non cambierebbe nulla, ma a noi tanto. Anche perché la gente già va lo stesso a ballare in decine di locali che, tra l’altro, sono aperti senza green pass. Quindi ci facciano riaprire dal 4 luglio e il ministero dell’Interno vigili sull’abusivismo“. Il settore vale un fatturato complessivo di circa 4 miliardi di euro pari a 800 milioni di gettito fiscale all’anno secondo dati dello stesso Silb.

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