• Mar. Ago 3rd, 2021

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La moglie del marò Latorre: “Penso al tempo che ci hanno rubato. Le ferite sono ancora aperte”

A sinistra, Salvatore Girone e Massimiliano Latorre, a destra la moglie di Latorre, Paola Moschetti

Ieri la vicenda dei marò è stata definitivamente archiviata. L’India ha annullato i procedimenti a carico di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone e l’Italia verserà un milione alle famiglie delle vittime. Ma la moglie di Latorre, Paola Moschetti, non riesce a nascondere l’amarezza per gli anni passati. Parla al Corriere della Sera dell’ictus che ha colpito il marito nel 2014, della difficoltà psicofisica di affrontare questa lunga vicenda giudiziaria e diplomatica. Per il momento Moschetti non riesce a ritrovare la fiducia:

Dopo nove anni e mezzo di tribolazioni mi sento come una bambina che deve imparare a camminare e ha paura di cadere. Se per me è così, figuriamoci per Massimiliano. Per lui è ancora peggio, le sue ferite sono ancora più profonde e tutt’ora aperte.

Moschetti ha accusato lo stato di averli trattati come carne da macello. E nonostante riconosca che la conclusione della vicenda sia un fatto positivo, ammette:

Non riusciamo ancora a non sentire addosso il peso dell’ingiustizia subìta in tutti questi anni. Non riusciamo a capire come sia stato possibile considerare Latorre e Girone quasi alla stregua di due pistoleri, quando invece è evidente che siamo di fronte a due militari che hanno agito con lealtà e professionalità al servizio dello Stato italiano

Se si guarda indietro, pensa agli anni che sono stati sottratti a lei e alla sua famiglia.

Articolo proveniente da Huffington Post Italia