• Mar. Ago 3rd, 2021

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Euro 2020, Finlandia-Russia e gli eroici soldati sciatori che nel 1940 bloccarono Stalin

Oggi alle 15 si gioca Russia-Finlandia. La Russia è 38esima nel ranking Fifa, la Finlandia 54esima. Ma è la prima volta nella storia che i finlandesi riescono a qualificarsi alla fase finale di un campionato europeo o mondiale. E sono reduci dalla clamorosa vittoria sulla Danimarca, decima al mondo.

Quindi godono dell’abbrivio dell’entusiasmo, il famoso ‘momentum’. Diversamente dai russi, reduci dal deprimente 0-3 contro il Belgio di superLukaku. Il Belgio guida la classifica Fifa e arrivò terzo all’ultimo mondiale, ma resta sempre un Paese di 11 milioni di abitanti rispetto ai 144 della Russia. Figurarsi se i russi dovessero sfigurare anche contro la Finlandia, che ha appena cinque milioni di abitanti.

I finlandesi noi li conosciamo bene: sono arrivati secondi nel girone eliminatorio vinto dall’Italia nel 2019, battendo Grecia, Bosnia, Armenia e Liechtenstein.

Ma gli amanti della storia conoscono la Finlandia anche per altri motivi. Indro Montanelli, innanzitutto. Che nell’inverno 1939/40 scrisse articoli memorabili per il Corriere della Sera sulla guerra Finlandia-Urss. Scatenata da Stalin il quale, d’accordo con Hitler, voleva ingoiare il pacifico Paese in base alla parte segreta del patto Molotov-Ribbentrop. La Finlandia aveva conquistato l’indipendenza per la prima volta nella storia nel 1917, dopo essere stata sempre sottomessa nei secoli a Svezia o Russia. E a 30 sottozero resistette molto più a lungo dei poveri polacchi, appena spartiti fra nazisti e comunisti. Una guerra epica: 115 aerei finlandesi contro 2.300 sovietici.

Cosicché all’armistizio del marzo 1940 Stalin dovette accontentarsi di annettere la Carelia.

Nel dopoguerra, e fino al crollo del comunismo, la Finlandia ha poi dato il proprio nome allo stato di soggezione in cui cadono certe Nazioni deboli, succubi di vicini potenti e arroganti: “finlandizzazione”. Urho Kekkonen, vecchio ed eterno presidente finlandese dagli anni ’50 agli ’80, guidava in sostanza un Paese satellite di Mosca, anche se rimaneva una libera democrazia. In cambio la Finlandia ebbe le Olimpiadi del 1952 e la conferenza di pace del 1975. Anche oggi a Cina e Russia piacerebbe ‘finlandizzare’ l’Europa intera.

Il terzo motivo per cui la Finlandia è conosciuta in Italia è la sua lingua impossibile: “ugrofinnico” è sinonimo di incomprensibile.

Il massimo dell’indecifrabilità fu raggiunto dall’incredibile impresa del 28 maggio 1987, quando il 18enne tedesco Mathias Rust riuscì a volare da Helsinki a Mosca su un piccolo aereo privato, atterrando indisturbato davanti al Cremlino. Quella perforazione del massimo apparato militare mondiale da parte di un pacifista brufoloso provocò all’impero sovietico un’umiliazione da cui non si riprese più.  

Dopo di allora la Finlandia non ha più fatto notizia. Perché è un Paese civilissimo, dove quindi non succede mai niente. L’unica epopea è stata quella della Nokia, gigante dei telefonini negli anni ’90, poi crollata e ora risorta. Questo post è scritto su un Nokia.

Per il resto, il maggior brivido che può scuotere la felice e monotona vita di un abitante di Helsinki è quello di imbarcarsi la sera dei weekend su un traghetto per Tallinn (Estonia). Oltrepassato il limite delle acque territoriali, sbronze a volontà: sui liquori non grava più la supertassa che cerca di limitare la piaga dell’alcolismo. Andate a vedere il film ‘Un altro giro’ e capirete.

Perciò, se alle 17 di oggi i calciatori finlandesi vincessero o anche solo pareggiassero contro la Russia, finirebbero nei libri di storia come gli eroici soldati sciatori finlandesi del 1940.

Articolo proveniente da Huffington Post Italia