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Cosa è successo a Christian Eriksen, il medico: “Era praticamente morto”

DiRed Viper News Manager

Giu 13, 2021

Christian Eriksen ha trascorso una notte tranquilla al Rigshospitalet di Copenaghen. Le condizioni del centrocampista dell’Inter restano stabili: l’atteso aggiornamento è stato fornito questa mattina dalla Federcalcio danese. Il giocatore dell’Inter resta sotto osservazione e verrà sottoposto nelle prossime ore a nuovi esami. “Gli abbiamo parlato, ha inviato i suoi saluti ai compagni”, ha comunicato la Dbu.

Nel pomeriggio, la conferenza stampa del medico della nazionale danese Morten Boesen ha tracciato un quadro più completo: “Eriksen è di buon umore e tutti i test finora sembrano a posto”. Sulle cause del malore, “non c’è ancora una spiegazione ed è questo è uno dei motivi per cui è ancora in ospedale. È per scoprire cosa è successo”. Di certo c’è che “l’intervento immediato del medici è stato cruciale”.

E che Eriksen ha davvero visto la morte in faccia: “È stato un arresto cardiaco. Se n’era andato, era praticamente morto e abbiamo fatto la rianimazione cardiaca. L’abbiamo ripreso dopo una defibrillazione”. Ora il giocatore “è vigile, attento e risponde in modo pertinente e chiaro”, ha aggiunto Boesen. La notizia che tutti volevano sentire, dopo la grande paura nella ‘serata peggiore di sempre’, come l’hanno definita i media danesi.

Segnata da quegli interminabili minuti in cui per il giocatore, crollato a terra sul finire del primo tempo del match con la Finlandia, si è davvero temuto il peggio. Soccorso tempestivamente da alcuni compagni di squadra, il capitano Kjaer in primis, il cui intervento è risultato decisivo, e poi dallo staff medico che gli ha praticato il massaggio cardiaco e il defibrillatore, Eriksen è uscito dal campo in barella per essere ricoverato in ospedale. Da lì in poi, la paura ha lasciato il posto a un cauto ottimismo, prima che il centrocampista fosse dichiarato fuori pericolo.

Tra le testimonianze che hanno portato sollievo quella in tarda serata di Beppe Marotta, a Sky Sport: “Christian ha scritto un messaggio nella chat interna dell’Inter in cui ha tranquillizzato tutti, auspicando un suo ritorno. Direi che sta molto meglio”. “Abbiamo vissuto un pomeriggio di grande trepidazione e paura, che si è concluso con una situazione lieta e positiva per tutti”, ha aggiunto l’ad nerazzurro. Chi ha vissuto momenti di angoscia sono stati, ovviamente, i compagni di nazionale di Eriksen, messi a dura prova dall’esperienza vissuta in diretta: i giocatori hanno ricevuto assistenza psicologica in hotel.

Il ct Kasper Hjulmand ha spiegato che dopo aver sospeso tutte le sue attività questa domenica, la squadra cercherà di tornare alla normalità domani, lunedì 14 giugno, riprendendo gli allenamenti e la preparazione per la partita di giovedì con il Belgio. Inevitabilmente, i dubbi che emergono in queste ore riguardano l’eventuale presenza di patologie nel giocatore. Sanjay Sharma, professore di cardiologia presso la St. George’s University di Londra che ha lavorato con il danese al Tottenham, ha assicurato che gli esami cardiaci “erano perfetti”. “Dal giorno in cui lo abbiamo ingaggiato – ha spiegato – è stato mio compito esaminarlo e testarlo ogni anno. E i suoi test fino al 2019 erano del tutto normali. Non c’erano difetti cardiaci evidenti e sottostanti”.

Piero Volpi, capo dello staff medico dell’Inter, ha commentato a ‘La Gazzetta dello Sport’: “Nei prossimi giorni sarà sottoposto a esami approfonditi. L’importante è che stia bene, ma mai c’era stato nessun episodio che, neppure lontanamente, aveva fatto intravedere un problema, né quando era al Tottenham, né tantomeno all’Inter. In Italia i controlli molto rigidi”. In attesa del prossimo bollettino, le buone notizie sulle condizioni di Eriksen non hanno evitato le polemiche per come le tv hanno ‘gestito’ l’evento.

La Bbc, dopo aver ricevuto proteste e lamentele, ha dovuto scusarsi per la mancata sospensione del collegamento durante i momenti drammatici seguiti al malore. Critiche sono state rivolte anche alla tedesca Zdf e a Espn, negli Stati Uniti. C’è poi chi sostiene che riprendere il match sia stato un errore, nonostante la Uefa abbia chiarito che la richiesta è arrivata dai giocatori. Michael Laudrup, leggenda del calcio danese, ha bacchettato l’organo di governo del calcio europeo. Il tecnico Hjulmand, che a caldo aveva difeso la scelta, oggi ha fatto retromarcia: “Penso abbiamo sbagliato a mettere i giocatori di fronte alla possibilità di proseguire o fermarsi. Forse non avremmo dovuto giocare, ma era difficile prendere una decisione in quel momento”, ha spiegato. (Fonte: LaPresse)

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