• Ven. Lug 30th, 2021

Red Viper News

L'aggregatore di notizie di Red VIper

Usa scommette sull’Italia green. G20 Ambiente a Napoli occasione strategica

-

La recente visita lo scorso maggio dell’inviato speciale per il clima del presidente degli Stati Uniti, John Kerry, ha un alto valore politico per il nostro Paese. L’Italia nel 2021 è infatti il palcoscenico privilegiato delle azioni concrete per una ripartenza nuova e sostenibile del pianeta dopo il Covid-19 con la co-presidenza della COP26 assieme al Regno Unito e la presidenza del G20.

Il governo italiano ha oggi una grande opportunità di leadership nel lavoro per affrontare la questione del cambiamento climatico e gli Stati Uniti, in una ritrovata relazione speciale con l’Italia, sono pronti ad aiutarlo. John Kerry sa bene che non è abbastanza dire “emissioni zero nel 2050” e conosce altrettanto bene quanto sia necessario oggi progettare ora le cose che renderanno possibile arrivare a quello di cui abbiamo bisogno nel 2050 in termini di sostenibilità ambientale e sociale assieme alla lotta alla crisi climatica.

Una missione che, a onor del vero, unisce statunitensi ed europei nella consapevolezza che non esiste un “pianeta B”. Un’espressione forse abusata nelle sue innumerevoli uscite ma non considerata completamente e soprattutto concretamente nel dibattito politico, specie in quello nostrano, malgrado alcuni slogan.

È ancora purtroppo evidente che quando si affronta il tema della tutela ambientale accostandolo alla formula “ma bisogna anche pensare al lavoro e alle imprese” si compie oggi un errore legato a ere geologiche e politiche da tempo – per fortuna – concluse. Chi investe sull’ambiente infatti innova di più, guadagna di più, produce più posti di lavoro e lavora per salvare la “Casa Comune”, per dirla con Papa Francesco.

Tant’è che proprio la vittoria di Joe Biden alla presidenza degli Stati Uniti si è giocata su diritti, lavoro, salute e soprattutto sull’ambiente. Il ritorno degli Usa nel febbraio 2021 negli Accordi di Parigi, dopo la “moratoria” Trump, ne è la prova e fa ben sperare sull’inizio di una nuova rivoluzione americana che vede un partenariato sempre più forte tra America ed Europa, anche per fare da contrappeso agli interessi cinesi. Un nuovo cammino che si fonda proprio sulla tutela del pianeta e sul rilancio di un “Patto Atlantico Green”.

Come non guardare quindi all’Italia che, oltre alla sua posizione strategica nel Mediterraneo e nonostante alcuni difetti antichi su cui la Commissione Europea ci ha chiesto di intervenire per sviluppare appieno il Next GenerationEU, ha però primati da record nell’economia verde e circolare.

In effetti, secondo il “Rapporto nazionale sull’economia circolare in Italia 2021”, preparato dal CEN-Circular Economy Network e da Enea, sommando i punteggi di ogni settore dell’economia circolare, l’Italia è per il terzo anno consecutivo prima con 79 punti, seguita dalla Francia con 68, dalla Germania e Spagna con 65 e dalla Polonia con 54. Nella produzione circolare il nostro Paese ottiene 26 punti, con un distacco di 5 punti dalla Francia, ancor prima dell’Eurovision…

Per la produttività delle risorse siamo in testa alla classifica. Ogni kg di risorsa consumata genera in Italia 3,3 euro di Pil, contro una media europea di 1,98 euro. In termini di quota di energia rinnovabile utilizzata rispetto al consumo totale di energia, l’Italia contende il podio alla Spagna: con il suo 18,2% ma davanti a Germania (17,4%), Francia (17,2%) e Polonia (12,2%). Il riciclo dei rifiuti urbani nel 2019, secondo i dati Ispra, è stato del 46,9%, in linea con la media europea, posizionando l’Italia al secondo posto dopo la Germania. La percentuale di riciclo di tutti i rifiuti è invece al 68%, nettamente superiore alla media europea (57%), al primo posto fra le principali economie europee. Il tasso di utilizzo circolare di materia in Italia nel 2019 è stato del 19,3%: superiore alla media dell’Ue27 (all′11,9%), inferiore a quello francese (20,1%), ma superiore a quello tedesco (12,2%).

Per quanto riguarda l’occupazione nei settori della riparazione, del riutilizzo e del riciclo, l’Italia è al secondo posto: dietro alla Polonia, davanti a Francia, Germania e Spagna. Nel 2018 nell’Ue27 le persone occupate nei settori dell’economia circolare sono state oltre 3,5 milioni e sono in crescita nel post pandemia.

Questi dati, assieme allo sviluppo tutto italiano di tecnologie per favorire qualità e risparmio energetico in edilizia, interessano molto gli Stati Uniti e costituiscono un efficace terreno di diplomazia ambientale ed ecologica utile agli americani e alla loro ripresa economica post-pandemica.

Anche per questo – il prossimo 22 luglio – Globe Italia e il WEC Italia promuovono side-event internazionale a latere del G20 Ambiente-Clima-Energia di Napoli alla presenza dei maggiori player italiani dell’energia e dell’economia circolare di cui l’Italia è “superpotenza” continentale. Italia e Usa posso esercitare un ruolo di leadership per convincere i nostri UE più reticenti che la transizione energetica e la lotta per la salvaguardia del pianeta sono un vantaggio e una grande opportunità per la nostra Terra.

 

Articolo proveniente da Huffington Post Italia