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Guerra di Gaza, Israele bombarda grattacielo sede di Al-Jazeera e AP: “Inorriditi, il mondo saprà meno cose ora”

DiRed Viper News Manager

Mag 15, 2021

Israele ha abbattuto il grattacielo Al Jala, che agli ultimi piani ospita gli uffici dei media di Al Jazeera e Associated Press e di altre agenzie di informazioni, perché “Hamas lo usava come nascondiglio”. Prosegue la guerra nelle Striscia di Gaza con l’ultimo bombardamento che ha fatto crollare l’edificio di 12 piani. In precedenza Israele aveva bombardato i tunnel dei miliziani costruiti dopo lo scontro del 2014 e un campo profughi provocando la morte di diversi bambini.

“Hamas ha trasformato zone residenziali a Gaza in postazioni militari”. Ha giustificato così l’attacco il portavoce militare israeliano. “Usa edifici elevati a Gaza per fini militari di vario genere come la raccolta di informazioni di intelligence, la progettazione di attacchi, operazioni di comando e controllo, e per le comunicazioni”. Il portavoce ha aggiunto che la aviazione israeliana ha avuto cura di non colpire civili, “ricorrendo a messaggi sms” e “colpendo preventivamente il tetto” dell’edificio con un primo attacco di avvertimento “che fa rumore e non danni”.

Hamas minaccia: “Residenti Tel Aviv state attenti”

“Tutti i grattacieli colpiti da Israele erano sfruttati per fini militari”, ha rimarcato, specificando che “quando Hamas utilizza un edificio elevato per fini militari, esso diventa un obiettivo militare legittimo. Il diritto internazionale è chiaro”. All’attacco è seguita la reazione di Hamas, che ha minacciato nuovi razzi contro Tel Aviv. Abu Obeida, portavoce dell’ala militare, le Brigate Izz al-Din al-Qassam, ha annunciato una dura reazione: “I residenti di Tel Aviv e del centro d’Israele devono stare attenti”, ha detto, citato da Times of Israel.

 

In precedenza, l’ultimo lancio di razzi su Tel Aviv aveva provocato un morto in un edificio colpito a Ramat Gan, sobborgo cittadino. La vittima è un uomo di 50 anni, colpito nel suo appartamento dalle schegge innescate dall’esplosione. Hamas ha fatto sapere che l’attacco è “la vendetta” per i morti nella famiglia Abu Hatab, colpita a Gaza all’alba, con unico superstite un bimbo di pochi mesi.

La reazione di AP: “Scioccati e inorriditi”

“Siamo scioccati e inorriditi dal fatto che l’esercito israeliano abbia preso di mira e distrutto l’edificio che ospita l’ufficio di AP e altre organizzazioni giornalistiche a Gaza. Conoscevano da tempo l’ubicazione del nostro ufficio e sapevano che c’erano dei giornalisti. Abbiamo ricevuto un avviso che l’edificio sarebbe stato colpito”, ha dichiarato il presidente dell’agenzia americana AP Gary Pruitt, “Stiamo cercando informazioni dal governo israeliano e siamo impegnati con il dipartimento di Stato degli Stati Uniti per cercare di saperne di più. Questo è uno sviluppo incredibilmente inquietante. Abbiamo evitato per un pelo una terribile perdita di vite umane. Una dozzina di giornalisti e liberi professionisti di AP erano all’interno dell’edificio e per fortuna siamo stati in grado di evacuarli in tempo”. “Il mondo”, ha concluso Pruitt, “saprà meno di ciò che sta accadendo a Gaza a causa di ciò che è accaduto oggi”.

La Casa Bianca: “Garantire incolumità giornalisti”

“Abbiamo comunicato agli israeliani che garantire la sicurezza e l’incolumità dei giornalisti e dei media indipendenti è una responsabilità fondamentale”. Lo ha scritto su Twitter la portavoce della Casa Bianca Jen Psaki.

Giornalista Al Jazeera: “Lavoriamo in ospedale”

E’ l’ospedale Al Shifa di Gaza City “l’unico posto più sicuro che conosciamo” e dove “siamo in grado di lavorare”. Ad riferirlo è la giornalista di Al Jazeera Youmna al-Sayed che ha poi spiegato che il proprietario dell’edificio ha ricevuto e quindi comunicato l’ordine di evacuazione soltanto un’ora prima dell’attacco e che i militari israeliani hanno rifiutato di concedere ulteriore tempo.

Francia, tensioni al corteo pro-Palestina

In decine di città francesi si stanno tenendo manifestazione a sostegno dei palestinesi mentre continua il conflitto tra Israele e Hamas. L’attenzione è concentrata in particolare su Parigi dove i manifestanti hanno deciso di marciare nonostante il divieto emesso dalle autorità e confermato dal tribunale amministrativo. Il capo della polizia di Parigi Didier Lallement ha ordinato la chiusura dei negozi intorno al punto di partenza della marcia in un quartiere operaio nel nord di Parigi. Gli organizzatori hanno affermato che intendono “denunciare le aggressioni israeliane” mentre la polizia ha avvertito che userà gli idranti contro chi sfida il divieto.

Le proteste sono state consentite in numerose altre città, tra cui Lille e Marsiglia. Le autorità hanno giustificato il divieto a Parigi ricordando che nel 2014 una protesta pro-palestinese vietata contro l’offensiva israeliana a Gaza è degenerata in violenze e scontri con la polizia. L’escalation degli attacchi missilistici tra Israele e Hamas ha messo a dura prova le autorità francesi, che temono il conflitto possa accendere violente proteste nel Paese.

Manifestazioni pro-Palestina anche in Inghileterra

Un fiume di manifestanti a sostegno della Palestina ha sfilato per le vie di Londra lungo Hyde Park verso l’ambasciata israeliana a Kensington. Lo riporta il sito della Bbc. Alcuni fumogeni rossi e verdi – riferisce l’emittente britannica – sono stati salutati da applausi dai manifestanti che sventolavano bandiere palestinesi. Tra i cori “Palestina libera” chiedono che Israele fermi gli attacchi aerei e che il governo britannico intervenga.

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