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Maurizio Costanzo si racconta: “Unico errore la P2, ho intervistato 55mila ospiti ma quello ideale è Sgarbi”

DiRed Viper News Manager

Mag 13, 2021

Giornalista, scrittore, sceneggiatore e conduttore televisivo, Maurizio Costanzo è una memoria storica del giornalismo italiano e della televisione: il prossimo ottobre potrà festeggiare addirittura i quarant’anni del suo ‘Maurizio Costanzo Show’.

La lunga carriera nel mondo del giornalismo iniziata nel lontano 1956, con la collaborazione quotidiano Paese Sera e, l’anno successivo, al Corriere Mercantile di Genova. La prima svolta quando a 22 anni inizia a collaborare con TV Sorrisi e Canzoni riuscendo ad intervistare fra l’altro Totò. Pochi anni più tardi, nel 1960, diventa caporedattore della redazione romana del settimanale Grazia.

Dalla metà degli anni Settanta è ideatore e conduttore di numerosi spettacoli televisivi di un genere che all’epoca era agli inizi, il talk-show. Una serie di format, da Acquario a Fascination, che lo portano a realizzare il suo spettacolo, il più famoso e celebrato, quel Maurizio Costanzo Show in onda dal 1982, pur se con alcune interruzioni, da sempre registrato al Teatro Parioli di Roma di cui Costanzo è diventato anche direttore artistico dal 1988 al 2011.

Le interviste e gli ospiti

Una trasmissione in cui, come il giornalista rivela in una intervista concessa a Sette, ha intervistato “quasi 55.000 ospiti, una cittadina intera”. Costanzo, ovviamente non le ricorda tutte: anzi, “ho un meccanismo che tutela la memoria. Fatta una puntata, cancello tutto e via”.

Tanti ospiti ma uno è quello ideale secondo Costanzo: Vittorio Sgarbi. Il critico d’arte è, secondo Costanzo, “intelligente, colto, sempre reattivo. E Giampiero Mughini, per le stesse ragioni. Comunque l’ospite ideale è sempre quello che risponde subito: con le risposte crei altre domande. Quando qualcuno non risponde, inutile accanirsi. Ma se nella puntata c’è la giusta atmosfera, parlano tutti”.

Tra altri ospiti invece, rivela Costanzo, “c’è chi si secca quando scrivono che è stato scoperto dal Costanzo Show”. Un nome? “Valerio Mastandrea. Lui si dispiace quando gli ricordano degli esordi….Vabbè, è fatto così. Ma la verità è quella”:

L’iscrizione alla loggia P2

Un capitolo fondamentale della storia di Maurizio Costanzo, privata e professionale, è quello legato alla loggia massonica P2. La sua presenza negli elenchi di Licio Gelli comporta per Costanzo l’addio alla televisione, agli incarichi editoriali alla Rizzoli, al ruolo da direttore del quotidiano L’Occhio.

Costanzo ricorda “giorni giorni di telefono muto. Ero solo, in quel periodo, nella mia casa romana di viale Mazzini”. Un silenzio spezzato, un mese dopo, da una telefonata: quella di Sergio Zavoli, giornalista e parlamentare scomparso lo scorso anno. Racconta Costanzo: “Mi disse: la vuoi smettere di fare l’ambasciatore a san Marino? Mi spronò a riprendere, a rimettermi al lavoro. “Diamoci da fare”, mi disse. Ricominciai da zero. Da Videolina a Cagliari e da una tv di San Benedetto del Tronto, facevo le interviste lì”.

Quanto all’iscrizione alla P2, il giornalista la reputa oggi “un grosso errore, ma gli errori fanno bene e fanno crescere. Non credo a chi dice di non averne mai fatti, che fesseria… Però c’è anche chi, di grossi errori, ne fa due o tre. Io uno: e lo ammetto”

La carriera

La lunga carriera di Maurizio Costanzo nasce da “dagli inciampi”. L’esempio? Costanzo racconta come da ragazzino, avrò avuto undici anni, giravo il portasapone in bagno, lo trasformavo nella mia testa in un microfono, e fingevo di trasmettere in diretta alla radio leggendo commedie. Mia madre, poveraccia, era disperata. Però avevo capito dove volevo arrivare. E anche lei, penso. Un inciampo della sorte…”.

Entrando però più nel ‘concreto’, il creatore e volto del Costanzo Show spiega che “uno zio che aveva capito la mia passione precoce per il giornalismo, mi mandava a casa i ritagli della terza pagina del Corriere della Sera. Mi invaghii di Montanelli, trovai il coraggio di scrivergli, ero al liceo, ai tempi si andava metà settimana al mattino e metà al pomeriggio. Lui una mattina mi chiamò, avevamo il telefono appeso sulla parete in corridoio. Non ci credevo… Lo vidi alla redazione romana in via della Mercede. Mi aiutò nelle prime collaborazioni e mi incoraggiò per tutta la vita. Mi chiamava Costanzino. Lo ha fatto fino alla fine”.

Matrimoni e famiglia

Non solo una vita professionale, ma anche una vita sentimentale intensa quella di Costanzo. Ben quattro i matrimoni del giornalista: il primo con Lori Sammartino, il secondo con Flaminia Morandi, la madre dei figli Saverio e Camilla, il terzo con Marta Flavi, durato solo un anno, infine quello che lo lega a Maria De Filippi, 25 anni di nozze e 35 complessivi di storia.

A Sette Costanzo ammette di aver “sempre sperato di avere un’unione duratura, di condividere un’esistenza. Non rinnego il passato, la vita va vissuta per quella che è. Per fortuna ho incontrato Maria. Più di una fortuna. Molto, molto di più”.

Quanto ai figli Saverio e Camilla, i rapporti “sono solidissimi, tutti i giovedì pranzo con loro”. Terzo figlio è Gabriele, adottato con Maria De Filippi. Con lui è “un legame familiare intenso. Lui lavora con Maria, sono unitissimi. Gabriele rafforza il mio profondissimo rapporto con Maria. Ricordo ancora la mia commozione quando, avrà avuto dodici anni, mi chiamò “papà” per la prima volta. All’inizio è una paternità diversa. Poi diventa uguale all’altra, a quella naturale. Ritengo il suo arrivo un miracolo”.

 

 

 

 

 

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