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Campania, i migranti sfruttati sono più di 12 mila

DiRed Viper News Manager

Mag 13, 2021

Negli ultimi quattro anni, in Campania, si sono registrate 12.444 potenziali o effettive vittime di tratta, sono state 611 le uscite delle unità mobili di strada tra Napoli, Salerno e Caserta, 1.184 le persone prese in carico di cui 781 inserite in un programma individuale di assistenza e integrazione sociale. I dati emergono dal report di Fuori Tratta, il progetto con capofila la cooperativa sociale Dedalus e finanziato dal Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei ministri.

Nel 90% dei casi si tratta di donne vittime di sfruttamento sessuale: spesso nigeriane oppure originarie dell’Est, di età inferiore ai 30 anni, in alcune circostanze giovanissime o addirittura minorenni. Gli uomini sono circa il 7%, prevalentemente vittime di sfruttamento lavorativo: hanno tra i 18 e i 35 anni e vengono da Marocco, Tunisia e Algeria. «Fuori Tratta è uno dei 21 progetti finanziati dal Dipartimento per le Pari Opportunità – spiega Andrea Morniroli, portavoce della Piattaforma nazionale antitratta – In ogni regione c’è un progetto che si occupa di portare a termine gli obiettivi del piano nazionale». Il progetto sostiene attività di consulenza legale, assistenza sanitaria, corsi di lingua italiana, sostegno economico e psicologico, preparazione alla licenza media e al diploma di scuola superiore, corsi e laboratori formativi, percorsi di orientamento e inserimento nel lavoro. «Ogni regione ha una rete territoriale formata da tanti soggetti – prosegue Morniroli – Ci sono il civismo attivo, la Questura di Napoli, la Procura, il Comune, la Regione, l’Azienda ospedaliera dei Colli Aminei, la comunità religiosa Rut, la cooperativa laica Eva. Soltanto stando tutti dalla stessa parte riusciamo a rispondere a un fenomeno complesso come la tratta e lo sfruttamento che include ovviamente la criminalità».

Ogni persona che viene sfruttata in un campo agricolo o su un marciapiede ha alle spalle un progetto migratorio: molto spesso, con quell’attività, la sua famiglia restituisce un debito; in ogni caso si tratta di situazioni in cui sguazzano le organizzazioni criminali. «Negli ultimi quattro anni più di 300 vittime hanno denunciato i loro sfruttatori e sono moltissime quelle che si sono sottratte ai trafficanti – racconta Morniroli – Ogni vittima sottratta ai trafficanti significa sottrarre alle organizzazioni criminali tra i 40 e i 50mila euro l’anno».

Nel frattempo, tra poco ci sarà un cambio al vertice di Palazzo San Giacomo. «Al prossimo sindaco chiederei di considerare le politiche sui diritti delle persone più fragili come una delle priorità trasversali dell’azione amministrativa – conclude Morniroli – Una città come Napoli, attraversata dall’emarginazione e dal lavoro sommerso, non può pensare di uscire dalla crisi senza un investimento sul contrasto alla povertà: non sono politiche che vengono dopo lo sviluppo, ma politiche senza le quali lo sviluppo non è possibile».

Il dramma della tratta di esseri umani è nell’agenda anche di Elena Bonetti, ministra per le Pari Opportunità: «È stato appena pubblicato un bando da 24 milioni, uno e mezzo dei quali destinato alla Campania, a sostegno di interventi per le vittime dello sfruttamento. Non  è solo uno stanziamento di risorse, ma un segno di corresponsabilità. C’è bisogno di azioni sinergiche che coinvolgano amministrazioni pubbliche, magistratura, forze dell’ordine, associazioni non governative e terzo settore».

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