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Allevatore morto ammazzato, figlio si toglie la vita: “Non ha retto al dolore”

DiRed Viper News Manager

Mag 13, 2021

Si è tolto la vita uno dei quattro figli dell’allevatore Francesco Dessena, ammazzato con una fucilata in pieno volto il 6 maggio scorso in un terreno di Nule, nel sassarese. L’uomo, 43 anni, è stato trovato morto nella sua azienda agricola. Secondo chi lo conosce bene in paese non aveva retto al dolore per la morte di suo padre. È stata una sua dipendente a dare l’allarme dopo aver trovato il corpo nel primo pomeriggio. Inutile l’arrivo dei medici del 118: l’uomo era già morto. Sul posto i carabinieri del comando provinciale di Sassari e della compagnia di Bono. Suo padre era rimasto vittima dell’agguato di un killer, di cui al momento non si ha traccia, che ha portato a termine una vera e propria esecuzione, per ragioni non ancora chiarite.

Dessena, 77 anni, è stato raggiunto da un proiettile alla testa, tra la tempia e la guancia. Lo stato di devastazione della scatola cranica non ha reso possibile stabilire se all’uomo siano stati inferti uno o più colpi di fucile, né di che tipo, anche se la ferita prodotta lascia presumere che si tratti di pallettoni. Il fatto che sia stato colpito lateralmente non risolve il dubbio su quante persone abbiano partecipato a quell’agguato in pieno giorno, quasi sicuramente prima delle 18, né conferma l’ipotesi – sin qui avanzata dagli investigatori sulla base di altri elementi – che Dessena sia stato giustiziato mentre era inginocchiato a terra, come in un’esecuzione di matrice mafiosa.

Nei giorni scorsi, i familiari di Dessena avevano chiesto tramite l’avvocato Ivano Iai che sulle indagini cali il silenzio stampa, per rispetto nei confronti della famiglia e per non inficiare l’attività degli investigatori.

 

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