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Senza biglietto sul bus sei passeggeri su dieci: boom di verifiche sui mezzi Atac

DiRed Viper News Manager

Mag 10, 2021

Sui bus dell’Atac e nelle metropolitane sono tornati i controllori. Dopo un periodo di assenza per il covid il nucleo speciale dell’Azienda è tornato operativo e in prima linea. Una scelta dovuta anche al rischio contagio, visto che – nonostante le pressanti richieste dei sindacati – non si è riusciti ad inserire nel quadro “prioritario” di vaccinazione autisti e controllori appunto.
BATTAGLIA SINDACALE

A tenere fronte all’Azienda, che avrebbe voluto un ritorno anticipato dei controlli a bordo, ci hanno pensato i sindacati. Uno in particolare ha fatto la differenza sul fronte di trattativa: si tratta della Faisa Cisal. Una crescita, quella della Faisa Cisal, che gli stessi lavoratori dell’Atac (ad oggi la Faisa è il secondo sindacato per numero di iscritti in Azienda) hanno apprezzato: grazie al sindacato, infatti, i dipendenti hanno potuto portare avanti le battaglie in temi di sicurezza sul lavoro, rispetto delle norme anticovid e contrastare una politica che andava sempre più contro il lavoratore a fronte di impegni obiettivi che  vengono puntualmente centrati da tutto il settore lavoratori dei trasporti romani. In Atac, infatti, sta crollando l’assenteismo e il livello di produttività è salito in media del 18%. Dati che rendono Atac un’azienda modello sul piano lavorativo: “Anche questo – spiegano dal sindacato – è un dato che spesso l’Azienda e le varie amministrazioni tendono a nascondere. Fa sempre più notizia lo scandaluccio legato a una singola mela marcia. Ma su 11mila dipendenti si tratta di una percentuale che sfiora lo zero”.
VERIFICHE AL TOP

Se la Faisa – Cisal vola come iscritti in tutti i comparti aziendali, i numeri portati a casa dai dipendenti della verifica sono da record. In una sola settimana il dato di controlli effettuati sulle linee metropolitane e di superficie sfiora un’evasione del biglietto pari al 60%. Roba da Guinness dei primati. Nessuno, o quasi, a Roma pagava più il biglietto.  I numeri del profondo rosso sono annotati in un report chiesto dall’amministratore unico della partecipata, Giovanni Mottura: senza il ritorno dei verificatori, Atac perderà 30 milioni di euro nel 2021, solo alla voce “mancati incassi da bigliettazione“. Un colpo da KO per una società già chiamata a colmare una voragine finanziaria da 1,4 miliardi di euro, con un concordato fallimentare messo a punto prima della pandemia e che non teneva naturalmente conto degli effetti di lockdown e restrizioni.

L’articolo Senza biglietto sul bus sei passeggeri su dieci: boom di verifiche sui mezzi Atac proviene da Il Riformista.