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A 91 anni in fuga dalla Rsa, Giuseppe muore ma ora è libero

DiRed Viper News Manager

Mag 10, 2021

91 anni, Giuseppe Carluccio si è calato dalla finestra di una casa di riposo: il tubo di gomma che ha utilizzato non era però abbastanza lungo, mancavano due metri al suolo, li ha coperti lasciandosi cadere in volo. È finita male, anche se nell’attimo non è sembrato ci fossero troppi danni. Lui ha sorriso, ha chiesto scusa ai soccorritori, tutti hanno pensato che se la fosse cavata, invece un ematoma ha cominciato a portarselo via. Non dove avrebbe voluto andare lui, nella sua Lecce di cui era originario.

Aveva perso la moglie, la figlia lo aveva collocato nella fondazione Galtrucco di Robbio. A lui l’ospizio stava stretto, voleva la libertà, rivedere la Puglia, è saltato giù, ha corso il rischio, ha finito il suo tempo nell’ospedale di Vigevano. E per gli altri, per l’opinione comune, avrà fatto una stupidata, magari dipesa da una non totale lucidità. Per se stesso, forse, è stato un atto necessario: fosse stato pure l’ultimo, valeva la pena provarci. Ognuno ha una propria idea, una propria dimensione della libertà, e della prigionia. Comunque sia, Giuseppe è libero. Per i più sarà solo morto. E per i più, pure l’orso m49, Papillon, avrebbe dovuto rimanersene nella riserva comoda a cui l’aveva destinato l’uomo, invece di scappare su per i monti di Trento, con l’incombenza di procurarsi il vitto, di trovarsi un alloggio.

Per i più a lui è andata bene, è stato ricatturato alla seconda fuga, riportato in comodità: su di lui nascono leggende, è scappato di nuovo, o è stato ucciso sui monti di Trento. E dove sarà Grazianeddu Mesina? In fuga da quasi un anno per sottrarsi al carcere, a 79 anni a patire il freddo, la scomodità delle grotte del Supramonte. E Maurizio Di Marzio, che si è sottratto alla polizia di Macron, alla richiesta di estradizione in Italia, dove si nasconde? Conta maniacalmente le ore che lo separano dalla prescrizione di una condanna a cinque anni e rotti. Perché per alcuni esseri viventi la libertà ha un valore assoluto e per altri la vita, la salute, la sicurezza, valgono più dell’aria aperta?

Forse davvero Giuseppe Carluccio non era più lucido, e nessuno di quelli in fuga lo è: il mondo è in libertà vigilata da un anno e mezzo per scampare alla pandemia, e solo dei folli possono rompere le righe per sfidare la sorte, scambiare l’incerto con una tranquillizzante domiciliazione coatta. E qualunque sia la ragione, nobile o ignobile, della limitazione di ognuno, ogni volta che qualcuno tenta la fuga, per sfuggire a qualunque cosa che si senta oppressiva, è un favore che si fa all’umanità di tutti. È la certezza che ci sia ancora vita sul pianeta terra.

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