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Loggia Ungheria, la versione di Storari: “Verbali di Amara dati a Davigo per tatto istituzionale”

Il pm Paolo Storari è stato interrogato a Roma nell’ambito del caso della cosiddetta Loggia Ungheria. Il confronto è durato circa due ore. Storari è il giudice della Procura di Milano che ha consegnato i verbali degli interrogatori di Piero Amara, l’avvocato siciliano che aveva raccontato della presunta organizzazione segreta, una sorta di lobby massonica con dentro magistrati, imprenditori e politici capace di influenzare nomine e affari tra Procure e politica. Storari è indagato per rivelazione del segreto d’ufficio per aver consegnato i verbali, senza timbro, documenti word, all’ex consigliere del Consiglio Superiore della Magistratura Piercamillo Davigo. Documenti poi trapelati – sospettata e indagata per le spedizioni è l’ex segretaria di Davigo Marcella Contrafatto – a due giornali, che non hanno pubblicato ma riferito alla Procura, e al consigliere Nino Di Matteo che ha segnalato la vicenda suggerendo un’ipotesi di calunnia.

Storari avrebbe consegnato i verbali a Davigo “per tatto istituzionale. Tenuto conto della delicatezza delle dichiarazioni che si ritiene siano oggetto di questa indagine”, ha detto l’avvocato Paolo della Sala, difensore del pm Storari, a margine dell’interrogatorio a Roma. “Riteniamo perfettamente legittimo e conforme a legge quanto accaduto. Tecnicamente il dottor Davigo era persona autorizzata a ricevere quegli atti, tale si era qualificato, e in tal senso aveva autorizzato il dottor Storari”, riporta Lapresse.

Il legale ha inoltre aggiunto che il pm “si sente sereno. Il dottor Storari è un magistrato, come ce ne sono moltissimi, la cui luce resta accesa fino a tardi la sera e tutti lo sanno, molto amato all’interno del foro e considerato anche dai colleghi, perché ha sempre saputo lavorare, anche con assoluta apertura, in condivisione con gli altri. Quindi è tutto meno che un soggetto portato all’individualismo”. L’avvocato ha specificato che “risponderemo ogni volta che verremo convocati davanti all’autorità giudiziaria”. Nessuna precisazione sul merito dell’interrogatorio “che è di assoluta pertinenza dell’autorità giudiziaria”. Non è stato quindi riferito un dettaglio al momento rilevante: Davigo nell’interrogatorio ha detto di aver ricevuto i verbali a Milano, Storari aveva invece fatto sapere che Storari consegnò i documenti al “dottor Sottile” a Roma. A seconda della verità la competenza sull’indagine dovrà essere assegnata a Brescia o a Roma.

Il pm milanese avrebbe consegnato i verbali a Davigo per “l’inerzia” con la quale la Procura stava trattando il caso. Davigo non ha comunicato formalmente la vicenda al Csm perché ne “avrebbe comportato il disvelamento”. Su questo punto è stato attaccato direttamente da Sebastiano Ardita, ex sodale, collega della corrente Autonomia&Magistratura, prima di una rottura mai sanata e segnalato dai verbali come affiliato alla Loggia. Ardita in diretta alla trasmissione Piazzapulita su La7 ha stigmatizzato il comportamento dell’ex amico, evidenziando la gravità del suo comportamento, e lo ha invitato a un confronto pubblico, anche in televisione. L’ultimo a rivelare di aver saputo dei verbali da Davigo è stato il Presidente della Commissione Antimafia Nicola Morra. Il Procuratore Capo di Milano Francesco Greco si sente parte offesa per il comportamento di Storari e ha respinto le accuse distasi investigativa sulla vicenda. A indagare sulla per il momento presunta loggia Ungheria è la Procura di Perugia.

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