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La storia di Darboe, dalla fuga in barcone dall’Africa alla semifinale di Europa League con la Roma

Ebrima Darboe ha raccontato la sua storia a mezza voce, visibilmente emozionato, alla fine di Roma-Manchester United, semifinale di ritorno dell’Europa League. E ha raccontato la sua storia, nel dopo partita a SkySport. Dall’Africa al Mediterraneo alla semifinale di Europa League. Che alla fine la Roma ha vinto, 3 a 2, senza riuscire a qualificarsi alla fine in virtù del 6 a 2 dell’andata a Old Trafford. Un sogno che si avvera questa storia.

Darboe è nato a Bakoteh, in Gambia, nel 2001. Ha 19 anni. In Italia è arrivato senza i genitori. È un centrocampista, piede destro, gioca nella primavera dei giallorossi, titolare e leader. La Roma lo ha tesserato nel gennaio 2019. Quando è arrivato a Trigoria non aveva le scarpette, gliele presero in magazzino. La società si è occupata anche dei suoi studi. Prima aveva giocato nello Young Rieti, squadra amatoriale, dopo essere sbarcato ed essere entrato nel progetto Sprar (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo). Quindi l’affidamento a un assistente sociale, quindi il provino con la Roma.

Attualmente il suo cartellino vale 100mila euro secondo transfermarkt. Ha attraversato il Mediterraneo a 14 anni, portandosi dietro un pallone. “Un viaggio di 5mila chilometri”, ha raccontato in un video pubblicato sul suo profilo Instagram. Il 2 settembre 2019 la prima convocazione in Serie A. Una presenza finora nella massima serie, contro la Sampdoria. “Giocare contro il Manchester United è una cosa indescrivibile, non so come spiegarmi”. Quello di ieri è stato il suo debutto in Europa League.

 

“Avevo questo sogno fin da piccolo – ha raccontato Darboe in diretta – ma come sapete in Africa è difficile giocare a grandi livelli senza un aiuto. Quindi c’era un mio amico fraterno, che lì in Gambia mi diceva sempre: ‘Sei troppo forte, parla con i tuoi genitori per farti portare in Europa, sono sicuro che se arrivi lì ce la fai a giocare al top’. I miei genitori mi hanno dato una mano ma non era facile per il visto: non ho avuto scelta, sono fuggito con due amici, un viaggio duro. In Italia mi hanno raccolto in una casa famiglia, vorrei ringraziarli tanto. Dopo un anno ho conosciuto Miriam Berruti, una talent scout che da quando l’ho incontrata mi ha cambiato la vita e mi ha reso parte della loro famiglia: ero troppo piccolo, avevo bisogno di una famiglia. Vorrei ringraziare tutta la sua famiglia, so che mi stanno guardando.”.

Darboe è un altro dei prodotti della primavera allenata da Alberto De Rossi, figlio dell’ex capitano giallorosso Daniele De Rossi. Proprio quest’ultimo tra quelli che lo ha aiutato a inserirsi nella squadra con Aleksandar Kolarov e oggi Amadou Diawara. Nella semifinale è entrato al 30esimo del primo tempo, al posto del difensore Chris Smalling. Ha impressionato per la sicurezza e la serenità. “Ringrazio Dio e l’Italia per avermi dato questa opportunità”, ha detto ai microfoni il 19enne.

 

 

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