• Mar. Lug 27th, 2021

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Donna uccisa e data alle fiamme, il killer: “Un raptus, non trovavo la Postepay”

Ha parlato di un “raptus”, Andrea Napolitano, l’uomo che ha confessato di aver ucciso Ylenia Lombardo a San Paolo Belsito. Calci e pugni, in seguito a un litigio: non riusciva a fermarsi, nonostante le resistenze della donna, che gli ha anche graffiato il viso. Quando lui ha lasciato l’appartamento lei era priva di sensi, l’autopsia stabilirà se era già morta prima dell’incendio che l’uomo ha poi appiccato dentro casa sua. “Non trovavo la mia Postepay, pensavo me l’avesse rubata”, ha detto ai carabinieri al momento dell’arresto.

Dopo l’omicidio ha chiuso la porta con la chiave e l’ha gettata via, “ma non ricordo dove”. Poi ha montato in sella alla sua bicicletta “con le ruote grandi”, come riferito da alcuni testimoni, ed è andato a comprare un giubbino nuovo, avendo notato che quello che indossava si era strappato, probabilmente durante la colluttazione. Tornato a casa ha lavato le scarpe sporche di sangue e le ha messe ad asciugare: anche i pantaloni erano macchiati, così come un pedale della sua bicicletta: dettagli notati dai carabinieri, che lui stesso ha fatto chiamare da un suo amico, ex sindaco del piccolo centro, Manolo Cafarelli. Quest’ultimo conosceva la condizione di Napolitano, che soffre di disturbi psichici. In strada gli ha confessato tutto, ed ha chiesto di far arrivare sul posto i carabinieri, che erano già sulle sue tracce.

Nel decreto di fermo che ha portato Napolitano in cella con l’accusa di omicidio aggravato e incendio, la Procura di Nola parla di delitto commesso “con particolare crudeltà”. Per la Pm Luisa D’Innella, titolare delle indagini, l’uomo ha agito “con sconcertante sicurezza”. Ora si dovrà stabilire se quanto detto da Napolitano corrisponde perfettamente alla dinamica dell’omicidio. Oggi il giudice dovrà anche esprimersi sulla convalida del fermo.

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