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Da Moro e Pannella la campagna iscrizioni di Nessuno Tocchi Caino ispirata da Ambrogio Crespi

“Compresenza” è il titolo della campagna pubblicitaria, ispirata da Ambrogio Crespi e realizzata dal nipote Niccolò, a favore delle iscrizioni a Nessuno tocchi Caino-Spes contra spem. “Testimonial” della campagna saranno persone che non sono più tra noi ma che continuano a essere fonte di ispirazione per molti di noi.

La vulgata vuole che il morto non debba afferrare il vivo, che il morto è morto e non torni più. È vero invece che, quando una persona muore, si crea con essa un legame profondo, per certi versi più intimo di quando è in vita. È la «compresenza dei morti e dei vivi», una «realtà liberata», una «realtà di tutti», quel miracolo vivente del quale parlavano Aldo Capitini e Marco Pannella. La morte cessa di essere un evento assoluto, insuperabile. Il mondo diventa amore e nonviolenza, il male solo un fenomeno passeggero, la vita “un vuoto dove passa ogni cosa”.

«Su ogni assemblea passa il soffio della compresenza», secondo Capitini. Quel soffio è «il vento dello spirito che muove il mondo» del quale parlava Marco Pannella nella sua lettera a Papa Francesco, quando qualche anno fa, prima di morire, dal suo letto di casa all’ultimo piano non perdeva la vista dei gabbiani e la passione per la vita. Questo soffio, Nessuno tocchi Caino lo ha sentito tante volte nel suo “viaggio della speranza” dalla violenza alla guarigione, dalla maledizione al logos. Un viaggio, che dura ormai da 28 anni, alla ricerca del superamento della pena di morte, della pena fino alla morte, della morte per pena.

Il ciclo di spot inizia con Aldo Moro e prosegue con Leonardo Sciascia, Marco Pannella, Mariateresa Di Lascia. Questi primi quattro spot dedicati alla vita e alle lotte di Nessuno tocchi Caino-Spes contra spem sono legati dal filo della trama della compresenza, di un abbraccio collettivo. Starci, aderire, iscriversi significa dare un valore a «una politica che, così come la facciamo noi – diceva Mariateresa Di Lascia – è anche il nostro vivere». Il primo spot, quello con Aldo Moro, verrà lanciato sabato 8 maggio con una conferenza in diretta da e su Radio Radicale. Nessuno tocchi Caino sceglie, nel giorno del 43° anniversario della sua morte, di essere compresente, “presente con” Aldo Moro, con l’essenza della sua umanità, del suo senso di giustizia e speranza che poi è ciò che ha “liberato” i suoi stessi “sequestratori”, salvandoli dalla pena di morte e dalla pena fino alla morte.

Negli scritti giovanili, nella Costituente e da professore universitario, Moro ammoniva che «La storia sarebbe estremamente deludente e scoraggiante, se non fosse riscattata dall’annuncio, sempre presente, della salvezza e della speranza». Giovanissimo docente di Bari, nel 1943, iniziò la sua prima lezione con un «la persona prima di tutto!», convinto che «la pena dell’ergastolo che priva così com’è di qualsiasi speranza… appare crudele e disumana, non meno di quanto lo sia la pena di morte». Aldo Moro portava i suoi studenti in gita in carcere per farli riflettere sul senso della pena. Con Gustav Radbruch, si spingeva a riflettere sul superamento del carcere cercando «non un diritto penale migliore ma qualcosa di meglio del diritto penale». Il giorno del sequestro in Via Fani teneva accanto a sé sul sedile della macchina le tesi di laurea dei suoi studenti: una era intitolata “La pena come rinnovamento interiore”.

Da Presidente del Consiglio, fece la legge sull’Ordinamento Penitenziario del 1975. Una rivoluzione copernicana che guarda all’art 27 della Costituzione e al superamento del “carcere cimitero dei vivi” che aveva caratterizzato la fase post unitaria, il regime fascista, i primi anni della Repubblica. Una riforma incentrata sulla speranza perché «l’uomo è dignità e moralità e reca in sé la molla stupenda della libertà, il senso della giustizia piena per tutti». Nessuno tocchi Caino-Spes contra spem ha posto il pensiero di Aldo Moro al centro del suo Congresso, tenutosi nel carcere di Opera e raccontato nel libro Il viaggio della speranza. Un viaggio che, anche grazie allo spot di Niccolò Crespi e insieme ad Ambrogio Crespi e ai detenuti dei Laboratori del cambiamento “Spes contra spem” nelle carceri di Rebibbia, Voghera, Opera, Parma, Secondigliano, continua verso nuovi livelli di coscienza, di liberazione dalla pena di morte, dalla pena fino alla morte, dalla morte per pena.

Due studenti di Moro, nei giorni del rapimento, confidavano nel fatto che i suoi sequestratori, conoscendolo, lo avrebbero liberato. Non accadde e non accade mai, nella storia, quando l’umanità si esaurisce nei processi sommari, ieri nelle “prigioni del popolo” e oggi in quelle “nel nome del popolo”. Mai lo Stato, nel nome di Abele, può divenire Caino, pena una eterna logica della vendetta. Quando lo Stato non viola il sacro limite, quello del Diritto, anche Caino può incarnare il cambiamento, esprimere lo spirito vitale del mondo, divenire costruttore di città.

L’articolo Da Moro e Pannella la campagna iscrizioni di Nessuno Tocchi Caino ispirata da Ambrogio Crespi proviene da Il Riformista.