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Vaccino AstraZeneneca, a quali fasce d’età viene somministrato e perché si cambia spesso idea

Quella di AstraZeneca è una storia travagliata, al pari delle migliori serie televisive. Prima messo sotto accusa, poi sequestrato, poi destinato solo ad alcune fasce d’età, poi ad altre. Insomma tanti colpi di scena che hanno confuso i cittadini creando grande scetticismo in quanti saranno i prossimi a vaccinarsi.

Se dopo il clamore dei casi di trombosi, in Italia si era deciso di somministrare il vaccino AstraZeneca solo agli over 60, adesso si paventa all’orizzonte un nuovo dietrofront. Francesco Paolo Figliuolo, ha dichiarato che si sta valutando di estendere la somministrazione del vaccino AstraZeneca alla classe di età inferiore ai 60 anni, una decisione che sarebbe imminente e presa dopo aver consultato l’Istituto Superiore di sanità, il Comitato tecnico scientifico e l’Agenzia italiana del farmaco.

Chi può avere il vaccino AstraZeneca?

La confusione è dunque lecita ma fino a un certo punto. Da quando è stato approvato il vaccino AstraZeneca è sempre stato dichiarato dall’azienda che è approvato a partire dai 18 anni in su, ad eccezione dei soggetti estremamente vulnerabili. Dunque nulla è cambiato fino ad oggi. In aggiunta ci sono solo delle raccomandazioni.

Una circolare del 7 aprile del Ministero della Salute “raccomanda” di privilegiare l’uso di AstraZeneca per gli over 60. A questo si aggiunge l’indicazione, per chi avesse ricevuto una prima dose del vaccino AstraZeneca, a completare il ciclo vaccinale col medesimo farmaco.

Chi ha meno di 60 anni può già ricevere AstraZeneca?

Non c’è nulla che vieti di somministrare AstraZeneca al di sotto dei 60 anni, né una legge né una prescrizione scientifica. E non c’è nemmeno nulla che porti a ritenere il vaccino più rischioso per i più giovani. L’Ema, l’agenzia europea per il farmaco, continua la sorveglianza sui vaccini e recentemente (il 23 aprile) ha ribadito che i benefici del vaccino AstraZeneca superano i rischi in tutte le fasce d’età e che non ci sono limiti anagrafici per il suo utilizzo.

Perché si cambia spesso idea sulla fascia di età da vaccinare con AstraZeneca?

Tutto è iniziato con l’indicazione a usare il vaccino AstraZeneca per le fasce di età sotto i 55 anni. Questo perché i dati sull’efficacia negli studi clinici in Fase 3 sugli anziani non erano ancora sufficienti. Si trattava comunque sempre e solo di una raccomandazione, non di un preoccupante no.

Poi con il proseguire della vaccinazione di massa i dati a disposizione degli scienziati sono aumentati. Dai nuovi e più numerosi dati raccolti è emerso che AstraZeneca ha buona efficacia per gli anziani, ottima protezione da Covid grave e morte e marcata riduzione della trasmissione del virus da parte di soggetti vaccinati. Allora è caduta la precauzione che “escludeva gli anziani”.

Dopo il caso delle trombosi la decisione è rimasta nelle mani di ciascun governo che ha scelto indipendentemente. Le autorità europee hanno confermato un possibile legame con alcuni rarissimi casi di trombosi con sindrome da trombocitopenia e le raccomandazioni sono cambiate ancora. Ma Ema è rimasta salda: il vaccino è sicuro senza distinzioni di età o di genere.

A quel punto sono state introdotte limitazioni (si tratta sempre di raccomandazioni) basate su un principio di cautela, perché i casi di trombosi erano stati segnalati soprattutto in donne giovani, il cui rischio di subire una grave malattia da Covid era minore rispetto alla fascia di popolazione anziana, così si è arrivati alla circolare del ministero della Salute del 7 aprile.

In realtà il rapporto tra rischi e benefici è stato sempre a favore del vaccino e le complicazioni veramente rarissime, con un’incidenza di 1 a 100mila. In seguito, in Gran Bretagna e Francia, ci sono stati casi di trombosi rare anche tra uomini e persone più anziane, allontanando l’ipotesi che ci sia un legame tra l’insorgenza delle complicanze e l’età.

L’articolo Vaccino AstraZeneneca, a quali fasce d’età viene somministrato e perché si cambia spesso idea proviene da Il Riformista.