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Vaccinazioni in Campania, i fragili restano indietro. L’allarme dei medici di base: “Per noi mancano le dosi”

La campagna vaccinale in Campania procede spedita e supera le 50mila somministrazioni quotidiane, ma lascia indietro le categorie – come quella degli ultraottantenni e disabili non deambulanti – che non riescono a recarsi negli hub e avrebbero bisogno di ricevere il farmaco direttamente dai medici di famiglia. Così mentre le isole del golfo diventano “covid free”, gli anziani e i più fragili restano ancora esposti al virus.

“I medici di medicina generale ricevono a rilento i vaccini e hanno problemi a effettuare i richiami che spesso slittano di alcuni giorni – conferma Luigi Sparano, segretario provinciale del sindacato Fimmg – in molti si sono recati al centro vaccinale della Mostra d’Oltremare per recuperare le dosi. È evidente che il vero problema è ancora l’insufficiente numero di vaccini a disposizione“.

Un tema che si pone però anche a livello nazionale. Il segretario generale Silvestro Scotti ha infatti inviato una lettera al commissario Figliuolo per chiedere nuove forniture: “Ci giungono, pressoché da tutte le realtà locali, segnalazioni sempre più numerose che riguardano principalmente la mancata o insufficiente fornitura di vaccini ai medici di medicina generale a vantaggio invece dei grandi hub vaccinali”. Una situazione in contrasto con l’accordo siglato tra sindacati, governo e regioni, che aveva riconosciuto i medici di medicina generale come “fondamentali” per la copertura vaccinale della popolazione, anche in relazione alla diretta vicinanza che questi hanno con i pazienti.

Il numero di Usca (Unità speciali di continuità assistenziale) per le vaccinazioni domiciliari a chi è costretto a casa per motivi di salute è insufficiente per rispondere alle numerose richieste. Dai dati diffusi dall’Unità di crisi, aggiornati alle 12 di ieri, su oltre 50 mila ultra-ottantenni non deambulanti, in 36 mila hanno avuto la prima dose e solo 14580 il richiamo. L’immunizzazione è quindi al 40%, dato che rende impossibile considerare “completata” la fascia dei fragili in Campania.

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