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I trent’anni dei 99 Posse: “Non siamo il passato, nella politica c’è poco da salvare”

Trent’anni e sentirli tutti e festeggiarli “con atti continui di vitalità”. I 99 Posse, band napoletana, simbolo dei cosiddetti gruppi antagonisti, della sinistra estrema, di una generazione e di una gioventù più impegnata – quella dei primi anni Novanta. Della “fine della storia” e della caduta del Muro di Berlino e delle proteste della Pantera e del movimento no-global. Festeggeranno, dunque, con singoli nuovi e concerti. “Il passato lo teniamo presente ma non ci consideriamo un gruppo del passato”, rivendicano.

All’inizio di tutto il civico 99 di via Emanuele Gianturco, ex scuola Stefano Falco, quindi Officina 99. Fondato il primo maggio del 1991. Studenti e collettivi universitari, soprattutto dalle facoltà di Lettere, Scienze Politiche, Fisica, Sociologia della Federico II. Eredi e superstiti del movimento della Pantera – movimento di protesta contro la riforma Ruberti delle università. Spazio (concesso infine in comodato d’uso dal Comune agli occupanti nel 2005) attivo sul territorio e quindi che significò anche nuova arte e nuovi artisti, in periferia. Gente come Andrea Renzi, Mario Martone, Pippo Delbono, Marlene Kuntz ed Enzo Avitabile.

E quindi i 99 Posse. I fondatori Luca “O’Zulù” Persico, Marco Messina, Massimo “JRM” Jovine. “Abbiamo sempre praticato il non voto, la nostra idea di democrazia era il controllo popolare, la presenza nelle strade e nei luoghi di lavoro. Poi ci sono formazioni di sinistra vera che hanno la mia simpatia, ma il prezzo della loro coerenza è avere percentuali irrisorie in Parlamento”. A dirlo è Persico in un’intervista a Il Corriere della Sera, commentando l’attualità politica.

I 99 Posse hanno pubblicato 22 anni, 10 in studio, 2 live. Il primo album nel 1993. Curre curre guagliò, anche nella colonna sonora del film Sud di Gabriele Salvatores. Sono tornati con un nuovo brano Comanda la gang, con una copertina di Davide Toffolo che riprendeva come trapper, il Presidente del Consiglio Mario Draghi, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e i leader della Lega Matteo Salvini e quello di Italia Viva Renzi. “C’è poco da salvare. Predichiamo da 30 anni l’urgenza di cambiare modello di sviluppo, partendo dal benessere delle persone. Siamo stati osteggiati da tutti quelli che stanno al governo, spesso in maniera forte, con il carcere e le denunce. E intanto si sono susseguiti in varie formazioni fantasiose tutti quelli che ci ritroviamo oggi”.

Il gruppo in tra rap, patchanka, rock, elettronica è stato per anni punto di riferimento della musica antagonista, estrema sinistra, spesso al centro delle polemiche per i loro testi. Criticato anche per i riferimenti alle droghe: Persico racconta di non esserci “cascato: io avevo scelto l’autodistruzione e l’avevo scelta anche con una certa lucidità”. Ne è uscito grazie alla moglie Stefania e resta convintamente anti-proibizionista.

I 99 Posse Tornano in un contesto piuttosto diverso rispetto a quello degli esordi: non sono più i tempi delle università occupate, del rap impegnato, degli spazi collettivi. Non va più di moda tutto ciò. “O’Zulù” comunque non svaluta i movimenti dei giovani di oggi. Come per esempio gli ambientalisti Fridays for future: “La nostra scintilla è nata nei centri sociali. Se ora nasce sul web ha identica dignità”.

L’articolo I trent’anni dei 99 Posse: “Non siamo il passato, nella politica c’è poco da salvare” proviene da Il Riformista.