• Ven. Lug 30th, 2021

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Zingaretti pronto a candidarsi per Roma: per il Pd ecco l’effetto Mourinho

Potrebbe essere l’effetto Mourinho sulla politica romana. Nicola Zingaretti potrebbe essere – neanche troppo a sorpresa – il candidato del centrosinistra per le prossime amministrative. Su di lui, in queste ore, gran parte della base Pd sta facendo un pressing mai visto. Ci sono due motivi fondamentali e il primo è che i Dem non possono perdere Roma. E con Gualtieri, che non è amatissimo dall’elettorato romano, la vittoria non è così scontata. Il secondo motivo è di prospettiva: dopo aver guidato la Regione per due mandati, traghettato l’emergenza covid, ricoperto il ruolo di segretario del Pd quale sarebbe il suo futuro? Assai triste sarebbe pensare all’ipotesi di un ruolo da deputato o senatore.

LA PRESSIONE DEI DEM

Questo in sintesi il discorso fatto in un vertice blindato da Bettini a Zingaretti. Lui a dispetto delle tre smentite al giorno che fa (…) ci sta pensando seriamente e se fino a tre giorni fa la bilancia ipotetica pesava per 70% sul piatto non mi candido, oggi siamo a un 60% mi candido. Non si tratta di paura, intendiamoci. Ma la sfida è da brivido: non tanto per la tornata elettorale (c’è un sondaggio – anche se forse un po’ azzardato – che lo darebbe eletto addirittura la primo turno), quanto per il futuro. Guidare Roma nel periodo post covid, con le risorse per la Capitale ridotte all’osso, gestendo un Giubileo e con l’incognita del turismo che al momento è sparito sarebbe una sfida a metà tra Superman e Rambo. Lui, Zingaretti, non ha voglia di candidarsi ma per spirito di partito sarebbe disposto a farlo, questa la sintesi del discorso fatto ai vertici Pd.
NO AL VOTO REGIONE E COMUNE INSIEME

La conditio sine qua non è quella di non accorpare il voto di Regione e Comune lo stesso giorno. Per candidarsi dovrebbe infatti dimettersi da Governatore: facendo ciò si profilerebbe un election day. Il problema che pone Zingaretti è che per Regione il voto è a tornata unica. Ipotizzando un ballottaggio del Comune e avendo in mano i sondaggi che danno il centrodestra avanti di almeno 8 punti, ci sarebbero 15 giorni di campagna elettorale in attesa del ballottaggio in Comune in cui il centrodestra farebbe da grancassa per il candidato sfidante di Zingaretti. Si aprirebbe così uno scenario di rischio che, nell’ipotesi più nefasta, vedrebbe la perdita di Comune e Regione in un colpo solo. Inacettabile, quindi. Ora la palla Zingaretti l’ha passata a Boccia e Letta che dovranno trovare una soluzione politica per dividere i due voti. A quel punto la strada per Zingaretti sarebbe aperta e il risultato dei Dem per la sfida al Campidoglio potrebbe essere come l’effetto Mourinho per i tifosi romanisti.

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