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Perché la casa di Anna Corona e Jessica Pulizzi è stata perquisita: le novità nel caso di Denise Pipitone

Altra giornata di notizie e sconvolgimenti nel caso di Denise Pipitone, la bambina scomparsa da Mazara del Vallo, provincia di Trapani, nel settembre 2004. I carabinieri della Scientifica di Trapani hanno effettuato un’ispezione nell’abitazione di via Pirandello, in passato in uso ad Anna Corona, l’ex moglie di Pietro Pulizzi, papà biologico della piccola Denise Pipitone. La donna è la mamma di Jessica Pulizzi. Il sopralluogo, disposto dalla Procura di Marsala, sta avvenendo “per verificare lo stato dei luoghi e se sono stati effettuati lavori edili”. Da alcuni giorni la Procura di Marsala ha riaperto le indagini sulla scomparsa di Denise. Fonti investigative di Marsala smentiscono che siano in atto ricerche del corpo di Denise. L’unica nota ufficiale sulla perquisizione dice che il sopralluogo è stato disposto dalla Procura di Marsala “per verificare lo stato dei luoghi e se sono stati effettuati lavori edili”.

LA VICENDA – Primo settembre 2004. Denise Pipitone ha quasi quattro anni. Figlia di Piera Maggio, casalinga, e Toni Pipitone, 40enne. Ha un fratello, Kevin, di 11 anni. La famiglia vive a Mazara del Vallo. Maggio, la madre, la mattina si era recata a un corso di informatica. Quando viene informata della sparizione torna immediatamente a casa. L’ultima volta che la bambina è stata vista erano le 11:35, giocava nel garage-cucina mentre la nonna preparava il pranzo. Si affaccia al cancello che separa la strada da casa della zia e da quel momento niente più. Nessuna traccia.

Negli anni sono state numerosi le segnalazioni: dal gruppo di nomadi a Milano – una segnalazione che sembra più attendibile delle altre, ma i nomadi spariranno nel nulla anche loro – fino all’avvistamento sull’isola di Kos in Grecia fino all’appello della ragazza russa Olesya Rostova, nel marzo 2021, che ha suscitato tanto clamore senza portare a nessuna conclusione. Il movente più accreditato resta quello privato: Denise Pipitone sarebbe figlia infatti di una relazione extraconiugale tra Piera Maggio e Pietro Pulizzi, sposato con Anna Corona e padre di Jessica. Proprio quest’ultima viene indagata per concorso in sequestro di persona, movente di “gelosia e astio”. Un rapimento compiuto con la complicità della madre e dell’ex fidanzato Gaspare Ghaleb.

LE INDAGINI E IL PROCESSO – “Io a casa c’è purtaj”, l’intercettazione ambientale sulla quale si basa il processo. Lungo e tortuoso il primo grado: 44 udienze e una richiesta di condanna a quindici anni avanzata dai pm. Il 27 giugno 2014 Pulizzi è assolta da ogni accusa di concorso nel sequestro per non aver sommesso il fatto. Sentenza confermata dalla Corte d’Appello di Palermo e quindi in Cassazione nell’aprile 2017. Non c’è nessuna prova, le intercettazioni vengono giudicate incomprensibili.

L’11 ottobre 2017 la Procura di Marsala ha riaperto il caso disponendo che tutte le impronte rilevate in vari luoghi e su diverse auto siano sottoposte a un esame per la ricerca del Dna. Una possibilità grazie all’utilizzo di nuovi strumenti. La Procura ha anche accertato che quando i Carabinieri si recarono a casa di Anna Corona, madre di Jessica Pulizzi, per la perquisizione, la donna accolse i militari nell’abitazione di una vicina. Il sopralluogo, a cui hanno partecipato anche i colleghi di Mazzara del Vallo, è stato disposto dalla Procura di Marsala per verificare alcuni lavori di ristrutturazione edile effettuati dopo il rapimento. La famiglia di Corona e Pulizzi non vive più lì.

Il caso è stato riaperto lunedì 3 maggio per capire se ci siano stati depistaggi o errori nell’inchiesta. Al vaglio degli inquirenti le rivelazioni della ex pm Maria Angioini, che all’epoca indagò sul caso: “Abbiamo capito che dopo tre giorni tutte le persone sottoposte a intercettazioni già sapevano di essere sotto controllo. A un certo punto, quando ho avuto la direzione delle indagini, ho fatto finta di smettere di intercettare, e poi ho ripreso da capo con forze di polizia diverse, nel disperato tentativo di salvare il salvabile”.

LA RIVELAZIONE  – Sul rapporto con Anna Corona, in una recente puntata la trasmissione su Rai 3 Chi l’ha visto?, le dichiarazioni di Piera Maggio: “Dico una cosa che in tutto questo tempo non ho mai raccontato pubblicamente ma questa sera la racconterò perché è tutto verbalizzato e messo agli atti. Io raccontai fin da subito gli atteggiamenti ambigui di Anna Corona nei miei confronti. Deve essere ben chiaro che io non ho portato il marito via a nessuno. Quando conobbi la loro famiglia il loro era un matrimonio già finito: era una coppia ‘scoppiata’ – ha aggiunto Maggio – ognuno può vivere la sua sessualità come vuole ma si deve essere chiari. Non si è mai capito cosa volesse da me la signora Corona, non sono mai stata amica di questa persona. Io penso che lei fosse gelosa di me come persona, ma non solo per il suo matrimonio finito male. Ho sempre sostenuto che si fosse infatuata di me. È tutto scritto agli atti”.

LA PERQUISIZIONE – “Sono choccata: ho saputo questa notizia dai giornali. Non sapevo nulla di questo accertamento: so che gli accertamenti devono essere fatti ma non immaginavo che si parlasse di un ‘cadavere’ di Denise. Avrei voluto un minimo di delicatezza e avrei voluto che mi fosse stata data notizia di questo accertamento attraverso il mio legale- lo sfogo di Piera Maggio nel corso della trasmissione Ore 14, su Rai 2, a seguito delle indiscrezioni, poi smentite, riguardanti l’accesso dei carabinieri nell’appartamento in cui aveva vissuto Anna Corona- Tutto questo non è giusto. Qual è la delicatezza nei confronti di una madre? Cosa mi hanno dimostrato? Che parlano con me attraverso i giornalisti?”. Fonti investigative, si ribadisce, hanno intanto smentito che siano in atto ricerche del corpo. La casa è stata acquistata da una famiglia che vive all’estero.

L’articolo Perché la casa di Anna Corona e Jessica Pulizzi è stata perquisita: le novità nel caso di Denise Pipitone proviene da Il Riformista.