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Marco Mancini, chi è lo 007 italiano: dal caso Abu Omar all’incontro in autogrill con Renzi

Un incontro che sta facendo discutere: quello tra Matteo Renzi e Marco Mancini. E se il primo è noto, politico, ex Presidente del Consiglio, già segretario del Partito Democratico e leader di Italia Viva: il secondo è meno noto ma comunque una personalità di spicco: Mancini è caporeparto al Dis, l’agenzia che coordina Aisi e Aise, rispettivamente le agenzie dei servizi segreti che si occupano dell’interno e degli esteri. L’incontro sarà la ciliegina sulla torta di Report, la puntata in onda stasera su Rai3, il servizio di Giorgio Mottola.

Succede tutto il 23 dicembre: i due si incontrano in un parcheggio dell’autogrill di Fiano Romano. Una quarantina di minuti di tempo. Un’insegnante per caso assiste alla scena e quindi filma i due che parlano. Dice sia arrivato prima Mancini. Renzi, a quanto scrive Il Fatto Quotidiano, avrebbe commentato di aver ricevuto per Natale dei Babbi di Cioccolato, specialità romagnola. La questione sembra però girare intorno ai servizi segreti. O almeno così si lascia intendere senza troppi eufemismi.

Italia Viva da inizio novembre ha cominciato a pressare il governo Conte 2 sulla cybersecyrity e sulla delega governativa ai servizi che il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha tenuto per sé. La nomina di Pietro Benassi, ambasciatore, è arrivata soltanto il 21 gennaio 2021. Troppo tardi. Il 26 gennaio il governo cade.

Già a capo della Divisione controspionaggio del Sismi (Servizio Segreto Militare Predecessore dell’Aise) dell’antiterrorismo, Mancini è stato braccio destro del generale Nicolò Pollari. Ha riportato nel 2015 in Italia la giornalista de Il Manifesto Giuliana Sgrena, sequestrata in Iraq. La sua condanna a nove anni del 2013 per sequestro di persona, l’imam Abu Omar, è stata annullata dalla Cassazione. La Corte Costituzionale è intervenuta allargando i confini del segreto di stato sul caso. Mancini avrebbe puntato a un ruolo di ruolo più operativo nell’Aise o nell’Aisi, riassume l’articolo.

L’incontro, dunque, sarebbe stato ripreso da una semplice passante, che ha registrato Renzi alla luce del sole, a colloquio con un volto per niente noto al grande pubblico, tra l’altro coperto dalla mascherina. Come ha ricostruito Anna Rita Leonardi: “Un’insegnante che sta dentro la sua macchina, prende il cellulare e si ferma spontaneamente a registrare Matteo Renzi che parla con uno, che lei riconosce nonostante sia assolutamente un volto sconosciuto. E, guarda un po’, sempre questa insegnante decide di inviare il video a Report. Questo dovrebbe dimostrare chissà quali segreti o manovre di GomBlotto ordite da Renzi”.

Italia Viva ha presentato un’interrogazione parlamentare a firma Luciano Nobili per “una presunta fattura da 45mila euro ad una società lussemburghese per confezionare servizi contro Renzi”. La risposta immediata della trasmissione di Rai3. “Si tratta di fango: Report in 25 anni non ha mai pagato una fonte e soprattutto non ha mai realizzato servizi contro”, la risposta del giornalista Sigfrido Ranucci.

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