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Riuscirà il Covid a svuotare le carceri campane?

Sono prorogate dal 30 aprile al 31 luglio le «misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da Covid-19 in ambito penitenziario». È così che nelle carceri campane si prova a fronteggiare la minaccia del virus. È vero che da giorni è stato avviato un piano di vaccinazioni anche per i detenuti: fino a ieri erano 646 tra Santa Maria Capua Vetere, Salerno, Eboli, Vallo della Lucania, Poggioreale, Secondigliano e Nisida, mentre da martedì saranno immunizzati i primi 115 reclusi tra Sant’Angelo dei Lombardi, Bellizzi e Ariano Irpino. Altrettanto vero è, tuttavia, che il rischio resta alto.

La proroga riguarda i detenuti in semilibertà, quelli che possono beneficiare di permessi premio e quelli che possono chiedere la detenzione domiciliare laddove la pena non sia superiore a 18 mesi, anche se si tratta di un residuo di una condanna di durata maggiore. Il garante regionale dei detenuti Samuele Ciambriello accoglie con soddisfazione la decisione di prorogare le misure straordinarie nelle carceri, ma ritiene che non si stia facendo abbastanza per svuotare le carceri in considerazione dell’emergenza in atto. Per il garante l’ambito applicativo della norma è troppo limitato: «Perché chi ha meno di quattro anni di reclusione da scontare per reati non ostativi – spiega – ha già la possibilità di uscire dal carcere». Inoltre «quello dei 18 mesi e dei reati ostativi sono limiti che riducono notevolmente la platea dei beneficiari delle misure», dice Ciambriello proponendo di «portare il limite dei 18 mesi ad almeno 24», «far cadere quello dei reati ostativi», «incentivare i permessi premio anche perché il numero dei detenuti vaccinati è in aumento».

Ma qual è lo stato attuale nelle quindici carceri della Campania? Secondo i più recenti dati diffusi dal Ministero della Giustizia, in Campania si contano 6.458 detenuti a fronte di una capienza regolamentare di 6.085. Le donne sono 319, gli stranieri 862. Le misure straordinarie, da oggi prorogate fino alla fine di luglio per fronteggiare la minaccia del Covid, riguardano dunque una piccola percentuale della popolazione carceraria: basti pensare che i detenuti in semilibertà in Campania sono 152, secondo il report aggiornato al 31 marzo. Osservando i dati relativi all’ultimo bilancio annuale, quello del 2020 che è stato l’anno dell’esplosione della pandemia e l’anno del primo lockdown, si rileva invece che il numero dei permessi premio concessi ai detenuti in Campania è stato pari a 865 su un totale nazionale di 13.672. E colpisce che il dato sia sensibilmente inferiore a quello del 2019, quando in Campania risultano concessi ai detenuti 2.469 permessi premio in un anno a fronte di un totale nazionale pari a oltre 40mila. E il 2019 si rivela un’eccezione se si considera che, nel bilancio annuale del 2018, i permessi premio concessi ai detenuti sono stati 17.205 in tutta Italia e 1.187 quelli concessi ai detenuti delle carceri in Campania.

Tornando ai giorni più attuali, è proprio nelle celle che il Covid continua a rappresentare una minaccia visto che gli spazi sono ridotti e il distanziamento è una misura di prevenzione difficile da rispettare. Attualmente i detenuti positivi sono undici, dei quali dieci a Poggioreale e uno a Santa Maria Capua Vetere. Perciò avvocati, associazioni e garanti chiedono misure straordinarie per intervenire in maniera più incisiva sul sovraffollamento delle carceri e un’accelerazione sul piano vaccinale. «Una vaccinazione massiccia e non a macchia di leopardo- conclude Ciambriello – allevierà le sofferenze che il Covid ha procurato in questo luogo chiuso e rimosso».

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