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Pio e Amedeo travolti dalle critiche: per il duo “se vi chiamano neg*i o fro*i” basta “ridergli in faccia”

Avevano annunciato che avrebbero trattati temi spinosi già prima delle messa in onda della trasmissione, ma il lungo monologo di circa 17 minuti che il duo comico Pio e Amedeo ha recitato venerdì 30 aprile su Canale 5, nell’ultima puntata di “Felicissima sera”, è stato letteralmente travolto dalle polemiche. 

Un discorso sul politicamente corretto, senza peli sulla lingua, diventato però un autogol buttando “in caciara”, come si direbbe a Roma, argomenti sensibili. 

Secondo il duo comico foggiano formato da Pio D’Antini e Amedeo Grieco, diventato noto al grande pubblico col programma Emigratis, “il problema non è l’uso delle parole ma l’intenzione, va condannata la cattiveria. Se dici “i neri devono stare a casa loro” è peggio di “neg*o, ti vengo a prendere e ci mangiamo una cosa insieme”. Il problema qual è? La G in mezzo? Non basta la G al centro per lavare le coscienze dei cretini. Bisogna combatterli con le stesse armi. Quando vi chiamano “neg*o” ridetegli in faccia, disarmateli così”.

Non solo. Stesso discorso secondo i due è valido anche per gli omosessuali. “Se vi dicono “ricchi*ni” o “fro*i” per ferirvi, ridetegli in faccia. L’ignorante non saprà cosa fare. La cattiveria è il male e non risiede nelle parole, bensì nella testa. Il Gay Pride? Ma a cosa serve nel 2021? A me, etero, mi avete mai visto in un corteo a dire “evviva la fi*a”? Non serve più, non c’è bisogno, siamo tutti uguali”.

Invettiva che poi si è allargata ai cinesi, “terroni” ed ebrei, per concludersi con un “il politicamente corretto ha rotto il ca**o”.

Un discorso che non ha fatto ridere chi quelle offese le ha subite o le subisce ancora oggi in Italia, dove per la calendarizzazione del ddl Zan, che combatte proprio l’omotransfobia, ha scatenato una battaglia politica all’insegna delle fake news, con tanto di intervento della Conferenza episcopale italiana.

C’è chi ha fatto notare al duo comico su Twitter che “a 24 anni io ho sorriso a chi mi ha urlato “Frocio di merda” durante una fiera, mentre ero con i miei amici. Poi mi sono ritrovato in un’ambulanza, poi all’ospedale. Però ho sorriso eh…”.

Alberto quindi si rivolge a Pio e Amedeo e chiede: “Se quando mi chiamano “ricchione” per strada, se quando ho paura di camminare mano nella mano col mio ragazzo perché magari qualcuno potrebbe mettermi le mani addosso, scusate se in queste circostanze non rido. Sto sbagliando io”.

Ma a scagliarsi contro le parole dei due comici è anche Aurora Ramazzotti, col padre e cantante Eros che era venerdì sera tra gli ospiti della trasmissione. “Questa cosa che si continui imperterriti ad avere la presunzione di decidere cosa sia offensivo per una categoria di cui non si fa parte e di cui non si conoscono le battaglie, il dolore, le paure, il disagio, la discriminazione..rimane a me un mistero irrisolvibile”.

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