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I numeri della connessione

DiRed Viper News Manager

Apr 29, 2021

I dati sono un ottimo modo per analizzare fenomeni, raccontare storie e valutare pratiche politiche. Con Numeri alla mano facciamo proprio questo. Una rubrica settimanale di brevi notizie, con link per approfondire. Il giovedì alle 7 in onda anche su Radio Radicale. Vai ai nostri articoli su “Diritti digitali“.

 

85,8%

le famiglie europee che nel 2019 erano coperte da una rete con almeno 30 Mbps di download. Raggiungere il 100% dei cittadini europei coperti da una connessione di base è uno degli obiettivi prefissati all’interno dell’agenda europea digitale per il 2020. Target ancora più ambiziosi sono quelli fissati dall’Ue per il 2025, cioè l’accesso alla connettività che offre almeno 100 Mbps per tutte le famiglie europee, la copertura ininterrotta 5G per tutte le aree urbane e i principali percorsi di trasporto terrestre e la connettività gigabit per tutti i principali autori socioeconomici. Obiettivi ritenuti necessari da raggiungere per ridurre i divari digitali ancora presenti sia tra gli stati membri che all’interno di ciascun paese a livello locale. Vai all’articolo.

76,1%

è la media italiana delle famiglie che hanno accesso a internet da casa nel 2019. Un valore che nel corso dell’ultimo decennio è aumentato, ma che delinea ampi divari tra le regioni italiane. Infatti, nel 2010, nella regione più distante dalla media nazionale di allora (52,5%), il Molise, la quota di famiglie con accesso a internet da casa era il 43,9%. Quasi 9 punti in meno della media e a 14 punti dalla regione che allora aveva più famiglie connesse (il Lazio, 58,2%). A quasi un decennio di distanza, nel 2019, la regione meno connessa (Calabria) ha una quota di famiglie con accesso a internet molto più alta: 67,3%. Ma il divario con la media nazionale è ancora di quasi 9 punti. E anche il ritardo rispetto alla regione più connessa (il Trentino Alto Adige, 81,1%) è rimasto quasi invariato: 13,8 punti percentuali. Vai all’articolo.

36,8%

la quota delle famiglie italiane coperte dalla banda ultraveloce (sopra i 100Mbps). Una percentuale ancora molto distante dall’obiettivo nazionale di raggiungere con questa velocità di connessione l’85% della popolazione entro il 2020. Considerando invece la banda larga veloce (sopra i 30 Mbps) la percentuale di famiglie raggiunte aumenta ampiamente, arrivando fino al 68,5%. Ancora di più sono poi le abitazioni raggiunte da una banda larga di base (con velocità inferiore ai 30Mbps), cioè il 95,1%. Ciò dimostra come all’aumentare della velocità della rete fissa, diminuiscano le famiglie che la ricevono. A livello locale, sono i grandi centri urbani e le zone limitrofe ad avere accesso a una maggiore velocità di connessione. Se consideriamo le famiglie raggiunte dalla banda larga ultraveloce (100 Mbps o superiore), sono Roma, Milano e Bologna i comuni a presentare le quote più alte. Vai alla mappa.

6%

la quota di bambini e ragazzi intervistati che in Italia non hanno potuto prendere parte alle lezioni da remoto a causa di una connessione internet inadeguata. Dopo quasi un anno in cui le scuole sono rimaste chiuse, le famiglie hanno dovuto far fronte alle problematiche relative alla connessione in modo da permettere lo svolgimento delle lezioni da casa. In particolare questa difficoltà ha colpito maggiormente i territori periferici e ultraperiferici, dove le famiglie raggiunte almeno dalla banda larga veloce (oltre 30 Mbps) non arrivano al 40%. Al contrario nei comuni polo, centrali nell’offerta di servizi, queste sono più dell’80%. Una disuguaglianza digitale che rischia di aggravare le disuguaglianze sociali già esistenti. Vai alla mappa.

51,7%

la quota di famiglie effettivamente connessa alla banda larga veloce (oltre 30 Mbps) sul totale delle famiglie raggiunte da questo tipo di connessione. Un dato che rende evidente come la copertura non sia rappresentativa di un effettivo utilizzo. Vi sono infatti in questo caso altre questioni, principalmente relative al costo dei contratti, che rendono inaccessibile il servizio per molte famiglie. Il gap tra famiglie raggiunte e famiglie effettivamente connesse si aggrava inoltre in alcune regioni del mezzogiorno, in particolare in Calabria e Sicilia. Vai al grafico.

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