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Walter De Benedetto assolto, non è reato coltivare cannabis per uso medico

DiRed Viper News Manager

Apr 28, 2021

Il Tribunale di Arezzo ha assolto ieri “perché il fatto non sussiste” Walter De Benedetto, il malato di artrite reumatoide finito sotto inchiesta per aver coltivato in casa cannabis a scopo terapeutico. Anche il pm ne aveva chiesto l’assoluzione. L’uomo aveva optato per l’autoproduzione perché rimasto senza terapia a causa delle carenze del sistema sanitario: per questo era stato imputato di coltivazione di sostanza stupefacente in concorso con un amico che gli annaffiava le piantine.

«Siamo molto soddisfatti dell’assoluzione perché il fatto non sussiste – ha dichiarato l’avvocato Lorenzo Simonetti che lo assiste insieme a Claudio Miglio – È la soluzione auspicata perché da tempo avevamo chiesto l’archiviazione. De Benedetto non ha mai fatto uso di sostanze stupefacenti». Anche Walter si è detto «soddisfatto», però «non solo per me ma anche per tutti coloro che vivono nelle mie stesse difficoltà proprio perché è stato affermato il principio del diritto di cura con la cannabis a solo scopo terapeutico. Da questa sentenza possiamo partire per portare avanti la nostra lotta». Davanti al Tribunale per sostenere la sua causa e quella di molti altri pazienti nelle sue stesse condizioni c’erano Meglio Legale, l’Associazione Luca Coscioni, gli onorevoli Caterina Licatini (M5S) e Riccardo Magi (+Europa Radicali), il Segretario di Radicali Italiani Massimiliano Iervolino.

Per l’onorevole Magi, primo firmatario della legge per l’auto-coltivazione, «l’assoluzione di De Benedetto è un grido rivolto al Parlamento che non può più esimersi dal cambiare una legge sbagliata che produce costi insopportabili in termini di sofferenza, inutili operazioni di polizia e processi. La sentenza di oggi dà speranza a chi si batte per il diritto di troppi malati di ricevere le cure a base di cannabis che oggi è negato dallo Stato italiano. Ma dà anche speranza a chi, come noi, insieme a Walter crede non sia rinviabile una riforma del testo unico sugli stupefacenti a partire dalla completa depenalizzazione della coltivazione domestica per uso personale verso una vera legalizzazione della cannabis. Rispondano le forze politiche e i gruppi parlamentari a questo grido».

Contento della decisione anche Benedetto della Vedova, Sottosegretario agli Esteri: «Ringrazio De Benedetto per la sua iniziativa, che ha portato ad una sentenza che mette in luce come la legge sia ormai molto più avanti del parlamento paralizzato dal proibizionismo». L’onorevole M5S Mario Perantoni, presidente della commissione Giustizia, si è detto «sollevato da questa assoluzione e grato a De Benedetto per la sua coraggiosa battaglia di civiltà. Spero che il Parlamento onorerà il suo impegno con una legge che impedisca il ripetersi di questi procedimenti fuori dal tempo. In commissione è ripreso l’iter delle pdl e ribadisco il mio impegno per una soluzione positiva dell’iter».

Antonella Soldo, coordinatrice di Meglio Legale, ha chiarito che anche se Walter è assolto «il caso non è chiuso, ce ne sono molti altri aperti e ce ne saranno ancora se non cambiano le leggi. La storia di De Benedetto denuncia la finta guerra alla droga in atto nel nostro paese. Questa è una propaganda che colpisce i più deboli, i più fragili. In queste situazioni ci sono molti pazienti e consumatori mentre i narcotrafficanti sono lasciati liberi di agire, avendo in mano il monopolio delle sostanze». Di parere simile Marco Perduca, dell’Associazione Coscioni: «Non tutti gli imputati che hanno coltivato in “stato di necessità” potranno contare su avvocati preparati e impegnati né su magistrati attenti al bilanciamento del diritto alla salute con quello della rispetto del testo unico sulle droghe di stampo proibizionista con pene sproporzionate e irragionevoli. Oggi (ieri, ndr) festeggiamo ma da domani torneremo a chiedere riforme radicali di norme liberticide».

L’articolo Walter De Benedetto assolto, non è reato coltivare cannabis per uso medico proviene da Il Riformista.