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Quanto spendono i comuni italiani per l’arredo urbano

DiRed Viper News Manager

Apr 28, 2021

Dopo un inverno molto difficile a causa della pandemia, in questi giorni sono migliaia i bar e i ristoranti ad aver riaperto al pubblico in tutto il paese, seppur solo con spazi predisposti per la consumazione all’aperto.

Per questo, complice anche l’arrivo dei mesi caldi, le piazze assumono nuovamente centralità nella vita pubblica delle città, soprattutto quelle dotate di centri storici.

Con lo scopo di andare incontro a un settore in sofferenza, molte amministrazioni locali hanno così deciso di ridurre o eliminare le tasse che i locali devono pagare all’ente per poter occupare il suolo pubblico. Di questo tipo di entrate comunali ci siamo occupati alcune settimane fa.

La spesa dei comuni per l’assetto del territorio

I comuni italiani hanno la possibilità di utilizzare le loro risorse anche per la predisposizione e la realizzazione di politiche urbanistiche e la programmazione dell’assetto territoriale. Non a caso, si chiama proprio “Urbanistica e assetto del territorio” la voce di spesa dedicata a questo genere di interventi nei bilanci delle amministrazioni locali. È contenuta nella missione più ampia “Assetto del territorio ed edilizia abitativa”.

In questa voce sono comprese le spese per la riqualificazione e l’arredo urbano, la manutenzione e il miglioramento degli spazi pubblici esistenti, come piazze e aree pedonali.

In questa parte del bilancio sono inclusi inoltre gli investimenti per la pianificazione di nuove zone di insediamento, per la redazione di piani regolatori, urbanistici, di zona e per i regolamenti edilizi. In altre parole, le spese per la pianificazione e l’urbanistica nel territorio di competenza.

I dati mostrano la spesa pro capite per cassa riportata nell’apposita voce di bilancio. Spese maggiori o minori non implicano necessariamente una gestione positiva o negativa della materia. Da notare che spesso i comuni non inseriscono le spese relative a un determinato ambito nella voce dedicata, a discapito di un’analisi completa. Tra le città italiane con più di 200mila abitanti, non sono disponibili i dati di Palermo e Catania perché alla data di pubblicazione non risultano accessibili i rispettivi bilanci consuntivi 2019.

FONTE: openbilanci – consuntivi 2019
(ultimo aggiornamento: martedì 31 Dicembre 2019)

Se guardiamo la spesa pro capite nei bilanci comunali delle città più popolose del paese, notiamo che è Napoli a spendere di più: 48,98 euro pro capite. Seguono nettamente distanziati i comuni di Venezia (32,43), Bari (26,47), Torino (26,01) e Messina (25,74).

A chiudere la classifica delle città con più di 200mila abitanti tre località del nord-est: Padova (10,35 euro pro capite), Trieste (10,25) e Verona (8,35).

I dati mostrano la spesa pro capite per cassa riportata nell’apposita voce di bilancio. Spese maggiori o minori non implicano necessariamente una gestione positiva o negativa della materia. Tra le città italiane con popolazione superiore a 200mila abitanti, sono state considerate le 5 che hanno speso di più per la voce considerata nel 2019.

FONTE: openbilanci – consuntivi 2016-2019
(ultimo aggiornamento: martedì 31 Dicembre 2019)

Se esaminiamo le 5 città che hanno speso di più per l’assetto del territorio e la pianificazione urbanistica nel 2019, notiamo che solo Torino ha diminuito la spesa, quasi dimezzandola (-43,5%) rispetto al 2016.

Le altre città hanno tutte incrementato gli investimenti per l’arredo urbano e la sistemazione delle piazze, oltre che per la pianificazione urbana: Napoli del 44%, Venezia del 36,1%, Bari del 20,5% e Messina addirittura del 99,1%. Tuttavia nella città siciliana è stata registrata nel bilancio consuntivo del 2018 un’entrata nettamente superiore a tutte le altre: 72,41 euro pro capite, pari a circa 17 milioni di euro di investimenti.

Per sapere quanto viene speso nel tuo territorio, clicca sulla casella Cerca… e digita il nome del tuo comune. Puoi cambiare l’ordine della tabella cliccando sull’intestazione delle colonne.

I dati mostrano per ogni comune italiano la spesa totale e la spesa pro capite destinata a “Urbanistica e assetto del territorio”. Da notare che spesso i comuni non inseriscono le spese relative a un determinato ambito nella voce dedicata, a discapito di un’analisi completa. Non sono disponibili i dati di alcuni comuni perché alla data di pubblicazione non risultano accessibili i rispettivi bilanci consuntivi 2019.

FONTE: openbilanci – consuntivi 2019
(ultimo aggiornamento: martedì 31 Dicembre 2019)

 

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I contenuti di questa rubrica sono realizzati a partire da openbilanci, la nostra piattaforma online sui bilanci comunali. Ogni anno i comuni inviano i propri bilanci alla Ragioneria Generale dello Stato, che mette a disposizione i dati nella Banca dati amministrazioni pubbliche (Bdap). Noi estraiamo i dati, li elaboriamo e li rendiamo disponibili sulla piattaforma. I dati possono essere liberamente navigati, scaricati e utilizzati per analisi, finalizzate al data journalism o alla consultazione. Attraverso openbilanci svolgiamo un’attività di monitoraggio civico dei dati, con l’obiettivo di verificare anche il lavoro di redazione dei bilanci da parte delle amministrazioni. Lo scopo è aumentare la conoscenza sulla gestione delle risorse pubbliche.

Foto credit: Jodie Donahoolicenza

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