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Palamara terremota la giustizia, Grassi (Lega): “Commissione parlamentare necessaria”

DiRed Viper News Manager

Apr 27, 2021

La giustizia è terremotata dal caso Palamara: il libro è un successo editoriale, ma a colpire è il messaggio che lancia e tutto ciò che svela. Di questo e dell’ipotesi di una commissione d’inchiesta sull’uso politico della giustizia, ventilata anche da Sabino Cassese, abbiamo parlato con il senatore della Lega Ugo Grassi, avvocato, ordinario di Diritto Costituzionale presso l’Università Parthenope di Napoli.

Senatore Grassi, perché riformare la giustizia è sempre un capitolo spinoso?
La giustizia oggi tocca un ganglo essenziale del potere politico: avere buoni rapporti con la magistratura pare quasi una precondizione per poter governare.

Quale dovrebbe essere, a suo avviso, la direzione che dovrebbe prendere una riforma del settore?
In primo luogo bisognerebbe da un lato abbandonare l’idea bizantina per cui basta cambiare le regole processuali per velocizzare d’incanto i processi e, dall’altro, puntare sull’efficientamento delle strutture operative: dunque edilizia, computer moderni, processi telematici, snelli e veloci e non come la Consolle attuale (che sembra funzionare molto male). Va assolutamente riequilibrato il rapporto tra giudice e Pm, oggi certamente sbilanciato in favore dell’accusa che ha molti più mezzi e uomini a fronte dei giudicanti, che invece in buona sostanza fanno tutto da soli. Se il Pm ha una squadra è chiaro che già è in posizione di “forza” rispetto al giudice che dispone solo di se stesso. L’unicità delle carriere può rimanere se però si realizza effettivamente l’obiettivo di far conoscere ai PM la cultura del giudice. In questo senso, pare saggia una vecchia proposta della ANM (se non sbaglio del 1960), che ipotizzava una temporaneità delle funzioni con periodico passaggio dalla requirente alla giudicante.

Qual è il suo punto di vista sul tema di una commissione d’inchiesta sull’uso della giustizia?
Mi pare che sia inevitabile viste le cose incredibili contenute nel libro di Palamara, da cui emerge una direzione chiaramente politica di alcune iniziative giudiziarie e addirittura del CSM in materia di sbarchi. Così come mi pare inevitabile anche per le gravi risultanze sull’utilizzo delle intercettazioni a mezzo Trojan nel processo Palamara dove – stando ad alcune autorevoli testate – addirittura si adoperavano server in città diverse da Perugia e Roma, e in particolare a Napoli, e non si capisce se egli uffici della Procura di Napoli o no, né per quali reali finalità: tanto che il procuratore di Napoli si è premurato di intervenire per negare assolutamente di essere a conoscenza che i server fossero usati anche per altre procure a sua insaputa. Mi pare poi che la commissione sia quanto mai necessaria anche perché per la prima volta vi sono processi per atti politici del ministro degli Interni e per la prima volta lo stesso CSM è stato stravolto da una indagine giudiziaria che tra parlamentari intercettati reiteratamente, Trojan che ogni tanto registravano e ogni tanto no e server occulti sparsi qua e là presenta peculiarità poco rassicuranti.

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