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Covid, il bollettino del 27 aprile nel Lazio: 939 casi e 34 morti nelle ultime 24 ore

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Apr 27, 2021

Nel Lazio su oltre 15 mila tamponi (+4.533) e oltre 24 mila antigenici per un totale di oltre 39 mila test, si registrano 939 casi positivi (-25), 34 decessi (-10) e +1.350 i guariti. Diminuiscono i casi, i decessi, i ricoveri e le terapie intensive. Il rapporto tra positivi e tamponi è a 5%, ma se consideriamo anche gli antigenici la percentuale è al 2%. I casi a Roma città sono a quota 400. (ANSA). TZ 27-APR-21 16:50 NNNN CRO S43 QBXL COVID: LAZIO, 939 CASI, 34 DECESSI Rapporto al 5% (ANSA) – ROMA, 27 APR – Nel Lazio su oltre 15 mila tamponi (+4.533) e oltre 24 mila antigenici per un totale di oltre 39 mila test, si registrano 939 casi positivi (-25), 34 decessi (-10) e +1.350 i guariti. Diminuiscono i casi, i decessi, i ricoveri e le terapie intensive. Il rapporto tra positivi e tamponi è a 5%, ma se consideriamo anche gli antigenici la percentuale è al 2%. I casi a Roma città sono a quota 400.
D’AMATO: SOS VACCINI
Nel Lazio ci sono due milioni di persone prenotate per il vaccino anti Covid, ma la struttura commissariale ha garantito nel mese di maggio solo un milione di dosi. Lo ha detto l’assessore alla Sanità e integrazione sociosanitaria del Lazio Alessio D’Amato in una intervista al Messaggero «Abbiamo prenotazioni per oltre due milioni di somministrazioni, ma al momento ci hanno confermato poco più di un milione di dosi». A livello di prenotazioni, nei prossimi 45 giorni, ha spiegato l’assessore D’Amato, 1,3 milioni di persone dai 60 anni in su hanno fissato un appuntamento. Da oggi si potranno prenotare anche gli under 60 con esenzioni per malattie, che sono altri 180 mila, A questi sono sommati i 600 mila laziali che devono ricevere il richiamo con AstraZeneca. Ma a oggi «abbiamo conoscenza, certezza soltanto dell’arrivo di 1.173.570 fiale a maggio. C’è un differenziale di un milione di dosi».
L’ASSESSORE: IN CREDITO CON IL GOVERNO
Il governo ha impedito alle regioni di acquistare le dosi, chiedendo di «attenersi alla cornice dell’Unione europea». Lo ricorda in una intervista al Messaggero l’assessore alla Sanità e integrazione sociosanitaria del Lazio Alessio D’Amato. «Va bene, rispetteremo le regole, ma a questo punto chiediamo di essere messi nelle condizioni di vaccinare i nostri abitanti», dice l’assessore. Non solo ricevendo i vaccini ma chiarendo e rendendo pubbliche «le reali forniture di AstraZeneca e Johnson&Johnson. Di più, chiediamo che il governo ci comunichi con un margine di 45 giorni le quantità a disposizione». Inoltre, per Alessio D’Amato, «Si deve riconsiderare il tetto per l’età per AZ e J&J. È solo una raccomandazione l’utilizzo sopra i 60 anni, ma se l’Aifa la rivedesse, daremo Johnson&Johnson a un milione di persone», «facendo firmare un consenso firmato rafforzato». Così si permetterebbe «anche a chi sotto i 60 anni di poter scegliere questi due vaccini. E chi lo farà, potrà essere vaccinato già a maggio, magari con una dose sola. E senza dover aspettare altre settimane per ottenere Pfizer o Moderna».

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