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Come curare il Covid a casa: no ad antibiotici e corticosteroidi, ok all’uso degli anticorpi monoclonali

DiRed Viper News Manager

Apr 27, 2021

È uno degli argomenti più dibattuti e di maggiore scontro tra medici (e pazienti): come curare i casi lievi di Covid a casa. Nella giornata di ieri, 26 aprile, una nuova circolare del ministero della Salute ‘Gestione domiciliare dei pazienti con infezione da Sars-Cov-2’ ha aggiornato le linee guida da seguire per la terapia domiciliare.

Le novità più importanti riguardando in particolare l’introduzione degli anticorpi monoclonali, la “misurazione periodica della saturazione dell’ossigeno tramite pulsossimetria”, il no confermato ai supplementi vitaminici e all’idrossiclorochina e la massima attenzione all’utilizzo di antibiotici, da somministrare solo in casi particolari.

Linee guida particolarmente attese dopo le polemiche e i ricorsi a Tar e Consiglio di Stato, che aggiornano così il precedente documento datato novembre scorso.

L’USO DEI MONOCLONALI – Novità importante riguarda l’introduzione della terapia con anticorpi monoclonali. La selezione del paziente da trattare con questa terapia è affidata ai medici “di famiglia (Mmg), ai pediatri di libera scelta (Pls), ai medici delle Uca(r) e, in generale, ai medici che abbiano l’opportunità di entrare in contatto con pazienti affetti da Covid di recente insorgenza e con sintomi lievi-moderati”.

Il paziente andrà quindi “indirizzato rapidamente ai centri regionali abilitati alla prescrizione degli anticorpi monoclonali per il Covid-19”. La circolare infatti raccomanda il trattamento nell’ambito di una struttura ospedaliera o comunque in un contesto “che consenta una pronta ed appropriata gestione di eventuali reazioni avverse gravi”.

NO AGLI INTEGRATORI – La circolare firmata dal direttore generale della Prevenzione del ministero Gianni Rezza e dal direttore della Programmazione sanitaria Andrea Urbani segnala inoltre che ad oggi “non esistono evidenze solide e incontrovertibili”, ovvero “derivanti da studi clinici controllati”, riguardo l’eventuale efficacia di “supplementi vitaminici e integratori alimentari, ad esempio vitamine, inclusa vitamina D, lattoferrina, quercitina – si legge nella circolare – il cui utilizzo per questa indicazione non è, quindi, raccomandato”.

VIGILE ATTESA E GESTIONE DELLA TERAPIA – L’aggiornamento delle linee guida del Ministero fa quindi ulteriore chiarezza sul concetto di “vigile attesa” nei soggetti a domicilio asintomatici o paucisintomatici. Per questi soggetti infatti arrivano indicazioni chiare sulla terapia farmacologica da seguire: sì alla misurazione costante e periodica saturazione dell’ossigeno tramite pulsossimetria, con un valore soglia che deve allertare fissato al 92%, con la valutazione del ricovero o dell’ossigenoterapia a casa con un livello più basso; via libera anche a trattamenti sintomatici, ad esempio paracetamolo o FANS (Farmaci Antinfiammatori Non Steroidei) in caso di febbre o dolori articolari o muscolari, a meno che non esista chiara controindicazione all’uso, mentre per altri farmaci sintomatici dovranno essere utilizzati su giudizio clinico.

Bocciato invece l’utilizzo di eparina, indicato solo nei soggetti immobilizzati per l’infezione in atto, così come è da evitare l’uso di antibiotici: il loro eventuale utilizzo è da riservare infatti solo a casi nei quali l’infezione batterica sia stata dimostrata da un esame 12 microbiologico e a quelli in cui il quadro clinico ponga il fondato sospetto di una sovrapposizione batterica.

Le linee guida aggiornata confermano quindi il ‘no’ all’utilizzo dell’idrossiclorochina, la cui efficacia non è stata confermata in nessuno degli studi clinici randomizzati fino ad ora condotti, così come per i farmaci corticosteroidi, terapia che si è rivelata “inutile se non dannosa in quanto in grado di inficiare lo sviluppo di un’adeguata risposta immunitaria”.

L’articolo Come curare il Covid a casa: no ad antibiotici e corticosteroidi, ok all’uso degli anticorpi monoclonali proviene da Il Riformista.