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Rifiuta prelievo per salvare la figlia malata e abbandonata alla nascita: “Condanna a morte”

DiRed Viper News Manager

Apr 22, 2021

Daniela ha letto la comunicazione della Procura di Como come una “sentenza di morte”. La madre ha rifiutato un prelievo del sangue. Potrebbe esserle fatale. Aveva lanciato un appello per avere un campione del sangue della madre biologica, che non ha mai conosciuto perché abbandonata da piccola. È malata di tumore e quel prelievo potrebbe permetterle di accedere a una cura per salvarsi.

Daniela Molinari ha 47 anni. La sua storia è stata raccontata dal quotidiano La Provincia di Como, che ha raccolto il suo appello, e quindi ripresa dalla trasmissione su Rai3 Chi l’ha visto? e da altri quotidiani. È infermiera, madre di due figlie. È nata nel marzo del 1973, lasciata nell’orfanotrofio di Rebbio, quartiere del capoluogo lariano. È stata adottata ed è cresciuta, ha studiato, si è costruita una famiglia. Il suo appello è stato raccolto da diversi media. La mappatura genetica di un genitore potrebbe permetterle di accedere a una cura sperimentale che potrebbe salvarla.

Il Tribunale di Como ha rintracciato la donna – il nome nella cartella relativa al parto conservata all’ospedale Sant’Anna – ha dovuto comunicare a Molinari che la madre si è opposta, ha detto al giudice che non si sottoporrà al prelievo e che non vuole essere contattata. La donna si è rifatta una vita, ha figli e nipoti, è diventata nonna. Non vuole saperne. Dietro il rifiuto ci potrebbe essere una storia di violenza e sofferenza. “Il tuo rifiuto di aiutarmi è una condanna a morte – ha detto Daniela – Ti chiedo ancora una volta di ripensarci, non voglio conoscerti o sapere il tuo nome: ti chiedo solo di sottoporti a un prelievo del sangue che a te non cambierebbe nulla, ma per me vorrebbe dire poter vivere”.

 

Chi l’ha visto? aveva ospitato la donna già un paio di mesi fa. Alla madre è stata assicurata ogni forma di garanzia e di anonimato e di tutela. Niente da fare. Secondo le parole di Daniela la madre, diventata intanto nonna, avrebbe riconosciuto la figlia dagli appelli, ha scritto il Corriere della Sera. Probabilmente non ha mai raccontato a nessuno di quella figlia avuta nel 1973. Una storia incredibile.

“Mi chiedo come tu ti addormenti la sera – dice Daniela – come fai a vivere sapendo che hai negato senza possibilità di ripensamento la cosa che ti è stata chiesta: un prelievo di sangue in totale anonimato organizzato secondo le tue regole e la tua volontà, che non andrebbe a cambiare nulla della tua situazione di vita attuale, perché nessuno saprebbe, e che a me invece consentirebbe di far crescere la mia bambina che ha solo 9 anni e ha il diritto di avere al suo fianco la sua mamma – e poi ha aggiunto – Da quando ero bambina ti ho sempre difesa dicendo che ti ero comunque grata perché avevi fatto la scelta di donarmi la vita. Ma ora mi hai spiazzata emotivamente, mi stai togliendo consapevolmente e lucidamente la stessa vita che avevi allora deciso di donarmi. Spero ancora che tu possa ripensare alla tua decisione, il Tribunale è pronto comunque in caso ad aiutarti”.

L’articolo Rifiuta prelievo per salvare la figlia malata e abbandonata alla nascita: “Condanna a morte” proviene da Il Riformista.