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Microsoft EDU Day 2021 e il ruolo vincente della formazione ibrida

DiRed Viper News Manager

Apr 21, 2021

ROMA – I nuovi modi di insegnamento vengono inseriti interamente in un contesto di nuove tecnologie in un cambiamento epocale contornato dal duro lavoro, ma anche da grandi conferme: le stesse che, in un formato tutto digitale, si sono palesate all’evento ‘Microsoft EDU Day 2021 – Esperienze Ibride’. Così il più grande evento dedicato al mondo della Scuola, dell’Università e della Cultura è giunto alla sua sesta edizione, all’insegna di una giornata ricca di ‘riflessioni digitali’ con l’intervento di grandi rappresentanti quali la ministra dell’Università e della Ricerca Maria Cristina Messa, il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi e il ministro della Cultura Dario Franceschini, insieme all’insegnante e scrittore Alessandro D’Avenia, all’amministratore delegato di Microsoft Italia Silvia Candiani ed Elvira Carzaniga, direttore Divisione Education di Microsoft Italia. L’obiettivo è quello di celebrare l’integrazione tra digitale e presenza fisica approfittando di un periodo che ha messo a dura prova, abbattendo muri nel mondo dell’apprendimento e della formazione e che si deve proiettare nella scoperta di nuove dimensioni per il futuro.

“Si aspira a una nuova mentalità di crescita da parte di una mente che sente il bisogno di abbracciare un cambiamento e creare un contatto nelle esperienze digitali- dichiara Anthony Salcito, il vicepresidente di Worldwide Education di Microsoft- Le opportunità di estendere l’insegnamento oltre le classi ora sono degli imperativi. Abbiamo visto i leader di tutto il mondo, abbracciando l’uso dei cloud, scalare il loro uso dei dati per fornire un impatto reale e per creare migliori risultati di apprendimento”.

Viene descritta la necessità di emergere da un ritardo digitale che ha portato a una spinta verso temi ancora troppo poco approfonditi, come quello dell’ibrido che, se in italiano può assumere connotazioni negative, qui è stato coscientemente definito ‘hybrid’ come l’unione tra elementi digitali e fisici per creare qualcosa di nuovo. Il punto di partenza rimane l’acquisizione di competenze tecnologiche che bisogna diffondere nel periodo della formazione scolastica accompagnandole a quelle di stampo umanistico: un ponte di comunicazione nel concetto d’interdisciplinarietà per “creare un collegamento tra scienza, arte e cultura” come sottolinea la ministra Messa.

Di punto in bianco le istituzioni scolastiche si sono trovate costrette a modificare il loro modus operandi con la Dad ma, nonostante tutte le difficoltà, “la scuola è sempre stata aperta” precisa il ministro dell’Istruzione Bianchi sul tema della formazione.
D’altro canto, parlando d’inclusione “si tratta di non perdere l’occasione straordinaria di attuare un cambiamento che nessuno aveva il coraggio di intraprendere prima e che il rapporto vivo tra maestro e discepolo- spiega lo scrittore Alessandro D’Avenia- il tempo è l’unità di misura che ci permette di capire quante attenzioni dedichiamo alla vocazione, unica e irripetibile, di ogni singolo studente all’interno di un relazione generativa che, in una cornice forte come quella dell’istruzione italiana, può essere anche tecnologica”.

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