• Ven. Lug 30th, 2021

Red Viper News

L'aggregatore di notizie di Red VIper

L’addio al poliziotto Gianni Vivenzio, le lacrime di moglie, figlie e colleghi: “Papà eri invincibile, dura andare avanti”

DiRed Viper News Manager

Apr 21, 2021

“Gianni era un grande marito, un ottimo padre e un bravo poliziotto, non meritava questa fine, resterà sempre qui” dice toccandosi con una mano il cuore. Sono le parole di Ketty, la moglie di Giovanni Vivenzio, il 54enne sovrintendente capo della polizia morto all’ospedale Cardarelli di Napoli sabato 17 aprile in seguito alle gravi ferite riportate in un incidente in moto avvenuto lo scorso 6 aprile quando, insieme al collega Stefano Cascone, quando sono stati travolti da un’auto che non ha rispettato la precedenza. Il tutto mentre i due agenti della squadra investigativa del commissariato San Ferdinando si dirigevano in direzione Posillipo dove era stato segnalato uno scooter sospetto in fuga.

Lacrime e dolore per l’ultimo saluto a Gianni, così come veniva chiamato da familiari, amici e colleghi, nella basilica di San Francesco di Paolo in piazza del Plebiscito. Presente anche il neo-capo della polizia Lamberto Giannini, oltre al questore Alessandro Giuliano e a tutti i vertici locali di carabinieri, guardia di finanza, polizia municipale e polizia penitenziaria. Presenti anche il procuratore di Napoli Giovanni Melillo, il prefetto Mario Valentini, per il Comune l’assessora Alessandra Clemente e per la regione Campania l’assessore Mario Morcone.

La bara di Vivenzio è stata avvolta nel Tricolore con i colleghi in alta uniforme che l’hanno accolta con gli onori militari. La cerimonia è stata celebrata da don Tonino Palmese alla presenza di circa 200 persone. Presenti tantissimi colleghi di Gianni, soprattutto quelli del commissariato San Ferdinando guidato dal dirigente Pasquale Antonio De Lorenzo. Tutti si sono stretti intorno al dolore della moglie Carolina (detta ‘Ketty’) e delle figlie Giada, 23 anni, e Sara, 21 anni. Vivenzio viveva con la sua famiglia nel quartiere di Soccavo ed era definito il “pilastro” della giudiziaria del distretto dove lavorava grazie alle numerose e brillanti operazione realizzate nel corso della sua lunga carriera da poliziotto.

Commovente il ricordo della figlia Giada, intervenuta dall’altare: “Il tempo si è fermato a quel 6 aprile. Non accettiamo il fatto che non tornerai più a casa e ci rifiutiamo di andare avanti. Te ne sei andato senza darci il tempo di salutarci. Mi consola solo il fatto che te ne sei andato facendo quello che più amavi, il tuo lavoro, in sella ad una mota. Mi dispiace non averti reso ‘nonno sprint’ come amavi definirti”. Poi la conclusione: “Il tuo altruismo si è spinto oltre” perché “anche in tua assenza stai salvando la vita di cinque persone. Grazie per avermi guidato fino a qui, ora mi toccherà proseguire senza il mio invincibile papà. All’inizio zoppicherò ma spero che tu sia sempre dentro di me” conclude la figlia maggiore facendo riferimento alla non opposizione della famiglia a donare gli organi di Vivenzio che salveranno la vita a cinque persone.

“Siamo e saremo sempre al vostro fianco” ha ricordato il questore Alessandro Giuliano alla moglie e alle due figlie di  Vivenzio. “Caro Gianni ho imparato a conoscerti per come hai lottato in questi undici giorni e nello sguardo e nel dolore composto dei tuoi familiari. E ho visto con i miei occhi l’affetto dei tuoi colleghi che non hanno mai lasciato l’ospedale. Oggi è il momento per ricordare il lavoro oscuro di eroi normali come te Gianni, che non sarai dimenticato”.

“Ognuno di noi entrando in ufficio guarda la tua sedia: è vuota come sono vuoti i nostri cuori. Ci manca il tuo sorriso, le tue battute, le tue sfuriate, andare avanti senza di te non sarà facile. Sei un guerriero e per noi lo sarei sempre. In ogni attività mettevi tutto te stesso, sei stato per ognuno di noi un punto di riferimento” commenta l’ispettore superiore Vito Paradiso, collega di Gianni Vivenzio al commissariato San Ferdinando.

 

L’articolo L’addio al poliziotto Gianni Vivenzio, le lacrime di moglie, figlie e colleghi: “Papà eri invincibile, dura andare avanti” proviene da Il Riformista.