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Procura Antimafia, Lo Voi in pole position cerca i voti della sinistra

DiRed Viper News Manager

Apr 20, 2021

Francesco Lo Voi è sempre più in pole position per diventare il nuovo procuratore nazionale antimafia.
A febbraio del prossimo anno Federico Cafiero de Raho, attuale numero uno della Dna, lascerà la magistratura per sopraggiunti limiti di età. Il candidato al momento maggiormente gettonato è proprio il procuratore di Palermo, balzato agli onori delle cronache la scorsa settimana per aver chiesto e ottenuto il rinvio a giudizio di Matteo Salvini per il reato di sequestro di persona dei migranti che erano a bordo della nave della ong spagnola Open Arms.
La “linea dura” nei confronti del leader della Lega, che rischia 15 anni di prigione, potrebbe convincere i consiglieri di Area, il gruppo delle toghe progressiste che ha la maggioranza al Consiglio superiore della magistratura, a esprimersi favorevolmente per un magistrato non certo di “sinistra”.

Lo Voi, infatti, non fa mistero di essere appartenente a Magistratura indipendente, la corrente di destra delle toghe e di cui Cosimo Ferri, da sempre visto come fumo negli occhi dai colleghi di sinistra, è stato per anni il leader indiscusso. La sinistra giudiziaria non ha mai particolarmente apprezzato, per un usare un eufemismo, l’operato di Salvini in tema di migranti. Si ricorderanno le feroci prese di posizione di Magistratura democratica sui decreti sicurezza approvati quando il capo della Lega era al Viminale. Il posto di procuratore nazionale antimafia verrà messo a concorso dal Csm verosimilmente subito dopo l’estate. La nomina dovrebbe essere celere trattandosi di un incarico di grandissima responsabilità che da qualche anno ha competenza anche sull’eversione e sul terrorismo e che non può essere lasciato scoperto a lungo.

A favore di Lo Voi ci sarebbero i cinque togati di Area e i due ex davighiani, Ilaria Pepe e Giuseppe Marra. Incertezza sui tre di Unicost, l’ex corrente dello zar delle nomine Luca Palamara. Sul fronte dei laici, dato che la nomina avverrà nel pieno del dibattimento di Palermo, è ipotizzabile la contrarietà dei due consiglieri espressione del Carroccio a Palazzo dei Marescialli. Non pregiudizialmente contrari a Lo Voi i tre laici del Movimento 5 stelle e i due espressione di Forza Italia, Alessio Lanzi e Michele Cerabona, anche se da tempo non votano quasi mai allo stesso modo. Difficile fare previsioni per il voto dei pm antimafia Nino Di Matteo e Sebastiano Ardita. I due sono siciliani come Lo Voi. E su questa partita entreranno in gioco anche fattori che esulano dalla semplice appartenenza correntizia.

E i quattro togati di Mi? Il loro voto a favore di Lo Voi è scontato ma molto dipenderà dall’atteggiamento che i gruppi avranno su altri candidati, ad iniziare da Marcello Viola. Negli incastri delle nomine, su cui Palamara ha scritto un libro, spunta nuovamente il nome di Viola, procuratore generale di Firenze, penalizzato nel 2019 nella corsa alla Procura di Roma per la fuga di notizie dell’indagine di Perugia. Su Roma molto dipenderà dalla decisione della Quinta sezione del Consiglio di Stato, presidente Giuseppe Severini, sul ricorso di Viola contro la nomina di Michele Prestipino. Viola ha già vinto al Tar. Ma anche in caso di bis a Palazzo Spada il Csm difficilmente cambierà idea, insistendo sull’attuale procuratore di Roma con una “rimotivazione” della nomina. Per Viola si aprirebbero due scenari: Procura di Palermo, lasciata libera da Lo Voi, oppure Procura di Milano, in un derby con Nicola Gratteri, procuratore di Catanzaro e anch’egli simpatizzante di Mi.

Dopo le polemiche sulla nomina di Prestipino, preferito a concorrenti più titolati per il fatto di essere già a Roma e di conoscere meglio il territorio, il Csm non può permettersi altri passi falsi. Area, a differenza della Procura di Roma, avrebbe due candidati per il posto che Francesco Greco lascerà libero fra pochi mesi. Uno interno rappresentato da Maurizio Romanelli e uno esterno, direttamente dalla Capitale, rappresentato da Paolo Ielo. Sono però entrambi aggiunti e non hanno mai svolto funzioni direttive. Un handicap. Difficile che possano prevalere nei confronti di chi ha già svolto tali funzioni, si pensi a Gratteri che è anche procuratore distrettuale. Fuori dai giochi è Giuseppe Creazzo, procuratore di Firenze, che dovrà lasciare l’incarico la prossima estate avendo fatto gli otto anni previsti. Essendo sotto disciplinare risulta penalizzato per qualsiasi domanda. Va ricordato, infine, che questo Csm nominerà anche il prossimo procuratore generale della Cassazione. Il pm più importante d’Italia essendo il titolare dell’azione disciplinare nei confronti dei magistrati. La sua nomina arriverà comunque dopo quelle di Milano e della Dna.

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