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Per i vaccini contro il Covid è stato messo a bando un miliardo di euro

DiRed Viper News Manager

Apr 20, 2021

In poco più di un anno di pandemia lo stato e le altre amministrazioni pubbliche italiane hanno indetto più di 14mila bandi con l’obiettivo di acquistare beni e servizi necessari a fronteggiare l’emergenza. Di questi, più di cento riguardano le vaccinazioni.

Finora sono stati messi a bando importi pari a 15,6 miliardi di euro, se escludiamo gli accordi quadro, vale a dire le procedure che prevedono un affidamento diretto all’impresa, ma in seguito alla conclusione di una convenzione con una serie di aziende fornitrici. Di questo volume di risorse pubbliche, somme pari a quasi un miliardo di euro sono state bandite per i vaccini e forniture legate alle vaccinazioni anti-Covid.

Sono questi alcuni dei dati significativi dell’osservatorio bandi covid, attraverso il quale da mesi monitoriamo gli acquisti pubblici effettuati dall’inizio dell’emergenza coronavirus in Italia.

15,6 miliardi di euro messi a bando per l’acquisto di beni e servizi nell’emergenza Covid, esclusi gli accordi quadro, all’8 aprile 2021.

Chi acquista cosa

Rispetto all’ultimo aggiornamento dei dati dell’osservatorio, le tendenze generali che nell’ultimo anno sono andate via via consolidandosi non sono mutate. Dei 15,6 miliardi messi a bando, 5,7 miliardi risultano ad oggi aggiudicati. Continua ad essere centrale il ruolo della struttura commissariale, dal 1 marzo guidata da Francesco Paolo Figliuolo.

La maggior parte degli importi (il 54,3%), infatti, è stato bandito dal commissario straordinario per l’emergenza Covid-19, che dal 17 marzo all’8 aprile ha aumentato la sua centralità (+2% rispetto all’ultimo aggiornamento). L’85,9% degli importi, inoltre, è stato assegnato con procedure semplificate, attraverso la procedura negoziata senza previa pubblicazione del bando (66,9%), l’affidamento diretto in adesione a un accordo quadro (10,7%) e l’affidamento diretto (8,3%).

Con la procedura negoziata senza previa pubblicazione le stazioni appaltanti possono negoziare i termini del contratto con un minimo di 5 operatori economici (se sussistono in tale numero) senza pubblicare preventivamente un bando di gara.
Vai a “Cosa sono le procedure di scelta del contraente”

Questi tipi di procedure semplificate vengono incoraggiate dalla normativa in fase di emergenza, con l’obiettivo di velocizzare i tempi.

Gli acquisti più ricorrenti, inoltre, continuano ad essere legati alle mascherine e altri dispositivi individuali (il 55% del totale), seguiti dalle forniture di prodotti o servizi per l’analisi, come tamponi e test (13,6%) e da attrezzature per la terapia intensiva e la rianimazione (8,8% del totale). L’approvvigionamento legato alle vaccinazioni rappresenta il 6,3% del totale delle somme bandite dall’inizio dell’emergenza.

FONTE: openpolis – osservatorio bandi Covid 
(ultimo aggiornamento: giovedì 8 Aprile 2021)

Come detto, le mascherine e altri dispositivi di protezione individuale (dpi) rappresentano di gran lunga la tipologia di fornitura più acquistata nell’emergenza sanitaria: per questo tipo di prodotti, infatti, sono stati messi a bando 8,59 miliardi di euro, di cui 4,36 risultano aggiudicati.

Seguono i beni e servizi funzionali alle analisi, come test, tamponi e sistemi diagnostici (2,13 miliardi è la somma degli importi a base d’asta), le attrezzature per la terapia intensiva, rianimazione e farmaci (1,37 miliardi) e le infrastrutture o gli arredi legati alle scuole (1,33 miliardi). Per tutto ciò che riguarda le vaccinazioni sono stati banditi lotti per un totale di 977 milioni di euro.

Le spese per l’emergenza.

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I bandi per le vaccinazioni

Con l’ultimo aggiornamento dell’osservatorio bandi covid, per la prima volta siamo in grado di monitorare e analizzare anche i lotti relativi all’acquisto delle dosi di vaccino destinate all’Italia in base agli accordi presi a livello europeo, oltre che ai bandi per le forniture e i servizi legati alla vaccinazione, dalle siringhe, alla logistica per il trasporto, fino alla campagne pubblicitarie.

La Commissione europea stipula accordi preliminari con i produttori, gli stati acquistano in base alle dosi spettanti.

Com’è noto, l’Italia non è autonoma nell’approvvigionamento di vaccini, ma insieme agli altri paesi membri dell’Ue ha aderito alla strategia vaccinale europea. Secondo questo piano alla commissione Ue è attribuita la negoziazione con le cordate farmaceutiche che producono i vaccini, mentre gli stati devono dare attuazione alle politiche di vaccinazione in armonia con le strategie nazionali.

È la commissione il soggetto deputato a finalizzare gli accordi preliminari – attualmente conclusi per 6 tipi di vaccino – mentre gli stati nazionali procedono all’acquisto delle dosi, in base alla ripartizione europea prevista negli accordi.

Il totale degli importi a base d’asta per le vaccinazioni ammonta a a 1,54 miliardi di euro, se includiamo circa 558 milioni relativi ad accordi quadro. Di questi ultimi, la quasi totalità si riferisce a un accordo quadro di cui abbiamo già accennato lo scorso gennaio, volto al reperimento di personale medico per la somministrazione delle dosi, indetto alla fine dello scorso anno dall’allora commissario straordinario Domenico Arcuri, per più di mezzo miliardo di euro e vinto da 7 agenzie interinali.

Se escludiamo gli accordi quadro, dunque, le somme bandite dalle amministrazioni pubbliche nel comparto vaccinazioni ammontano a poco meno di un miliardo di euro. Si tratta di 117 lotti pubblicati tra l’11 giugno 2020 e il 29 marzo 2021.

977.395.122,35 euro messi a bando per l’acquisto di beni e servizi dedicati alle vaccinazioni, esclusi gli accordi quadro, all’8 aprile 2021.

Di questi, però, solo 2,6 milioni risultano bandi aggiudicati. Questa rilevante differenza tra importi a base d’asta e importi di aggiudicazione va ritrovata nella mancata pubblicazione dei dati e documenti di aggiudicazione. È importante ribadire che l’importo a base d’asta è il prezzo fissato alla pubblicazione del lotto, mentre l’mporto di aggiudicazione è il prezzo effettivo con cui l’azienda si è aggiudicata quel lotto.

Per esempio, sappiamo che i lotti per le dosi di vaccino sono stati chiaramente aggiudicati – essendo partita da tempo la campagna vaccinale – ma non essendo stati pubblicati i decreti di aggiudicazione del bando, non possiamo affermare inequivocabilmente a chi siano stati assegnati quegli importi. Questo rende incompleto il quadro delle aggiudicazioni.

FONTE: openpolis – osservatorio bandi Covid
(ultimo aggiornamento: giovedì 15 Aprile 2021)

All’8 aprile 2021 il commissario straordinario ha indetto 4 bandi per l’acquisto delle dosi vaccinali, uno per ogni tipo di vaccino. Il totale degli importi a base d’asta relativi ai quattro bandi ammonta a 864 milioni di euro, l’88,41% del totale delle somme relativa al settore delle vaccinazioni. I circa 113 milioni di euro rimanenti sono relativi a lotti emanati soprattutto per servizi logistici di movimentazione e magazzinaggio (70,6 milioni), aghi e siringhe (21) e padiglioni temporanei per la somministrazione dei vaccini (8,6).

Quest’ultimo lotto riguardava la costruzione delle strutture temporanee volute dall’ex commissario Arcuri, ma il bando è stato revocato e annullato lo scorso marzo dal suo successore Figliuolo.

I vaccini sono stati acquistati dal commissario straordinario mediante procedura negoziata senza previa pubblicazione.

Se analizziamo i lotti riguardanti le vaccinazioni, notiamo che sia in termini di stazioni appaltanti, che di modalità di procedura per la scelta del contraente, le tendenze che riguardano in generale i bandi per l’emergenza Covid vengono ampiamente confermate.

Per le vaccinazioni, infatti, il 98,89% delle somme sono state messe a bando dalla struttura del commissario straordinario, con altre 52 amministrazioni pubbliche (tra ministeri, regioni, aziende sanitarie e società pubbliche regionali) stazioni appaltanti del restante 1,11% degli importi.

Per quanto riguarda le modalità di scelta dei vincitori, il 98,12% delle somme messe a bando è stata assegnata con procedura negoziata senza previa pubblicazione. Tra queste ci sono i quattro lotti per le dosi di vaccino.

Sui contratti per i vaccini occorre maggiore trasparenza

Il principale lotto per vaccini è relativo all’acquisto di 21,2 milioni di dosi, per importi pari a 392,2 milioni di euro. Seguono altri tre lotti con importi di 216,2 milioni di euro (per 26,6 milioni di dosi), 184 milioni (per 80 milioni di dosi), 71,5 milioni (per 40 milioni di dosi). Tra i lotti considerati, 13 su 15 sono stati indetti dalla struttura commissariale. I due rimanenti dal ministero della salute e dall’azienda sanitaria locale “Città di Torino”.

L’elaborazione include importi di bandi emanati da tutte le amministrazioni pubbliche italiane, esclusi quelli relativi ad accordi quadro. L’importo a base d’asta è il prezzo fissato alla pubblicazione del lotto. Le tipologie di forniture sono state elaborate a partire dai codici CPV (Common Procurement Vocabulary), un codice univoco europeo di cui è dotato ogni bando, e che serve per descrivere la tipologia di bene, servizio o prestazione oggetto del bando.

FONTE: openpolis – osservatorio bandi Covid
(ultimo aggiornamento: giovedì 8 Aprile 2021)

Al momento non è possibile affermare con certezza quali tra i lotti di cui diffondiamo i dati siano corrispondenti ai contratti con BioNTech-Pfizer, Moderna, Astrazeneca e Johnson & Johnson, ossia le quattro cordate farmaceutiche produttrici dei vaccini attualmente autorizzati dalle autorità europee.

Chiediamo che vengano pubblicati tutti i contratti per la fornitura dei vaccini.

Non sono stati pubblicati ancora i contratti tra la Commissione europea e le aziende, fatta eccezione per Astrazeneca, oltre che per i vaccini CureVac e Sanofi-GSK, la cui somministrazione non è però ancora stata autorizzata. Il contratto tra commissione Ue e Astrazeneca, stipulato nell’agosto 2020 e reso pubblico lo scorso febbraio, contiene inoltre una serie di omissis che non permettono di visionare i prezzi delle dosi concordate.

Per gli altri bandi potremmo solo supporre di quali vaccini si tratti perché, a partire dal numero di dosi indicate nell’oggetto del lotto e dall’importo complessivo, si potrebbero dedurre i costi unitari per vaccino. Prezzi che, tuttavia, ad oggi sono emersi solo attraverso articoli di stampa, per esempio scritti a partire da un tweet pubblicato e poco dopo cancellato (ma mai smentito) dalla ministra del bilancio belga, o esclusive giornalistiche, come quella di Report, che il 17 aprile scorso ha pubblicato integralmente i contratti con BioNTech-Pfizer e Moderna.

Se è vero che in un’emergenza come quella che in mondo vive da più di un anno la rapidità di azione è un fattore fondamentale, è altrettanto doveroso garantire un reale processo di trasparenza, perché riguarda direttamente la salute della popolazione, oltre che l’impiego e la gestione di ingenti risorse pubbliche. Questo lo si può fare solo a partire da dati certi, e provenienti da fonti istituzionali, che al di là delle stesure contrattuali colleghino in modo comprensibile per tutti i cittadini i prezzi di acquisto e i relativi bandi.

Come abbiamo già fatto per i bandi relativi ai primi mesi dell’emergenza, torniamo a chiedere con decisione la pubblicazione di dati e contratti relativi a tutti i vaccini che vengono e verranno somministrati in Italia e in Europa. Affinché gli analisti, i media e soprattutto i cittadini possano comprendere a pieno chi acquista cosa e a quale prezzo. E di conseguenza, a partire dai dati, avere gli strumenti per valutare l’efficacia della campagna vaccinale.

Foto credit: Steven Cornfieldlicenza

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