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Grillo spacca i 5 Stelle, imbarazzo ‘dietro le quinte’ per la difesa del figlio: “Discorso grave, si è dato una mazzata”

DiRed Viper News Manager

Apr 20, 2021

Un Movimento 5 Stelle in palese difficoltà, con chat interne infuocate tra imbarazzi e spaccature. La sparata di Beppe Grillo, col garante che lunedì in un video pubblicato su Facebook ha difeso il figlio Ciro dall’accusa di stupro ai danni di una ragazza italo-svedese 19enne nella villa di famiglia in Sardegna, nell’estate 2019, sta terremotando il ‘partito’.

Accanto alla difesa e alla solidarietà di Alessandro Di Battista e Paola Taverna, molti altri deputati e senatori in privato hanno provato imbarazzo per il video del co-fondatore, con le urla disperate in difesa dell’innocenza del figlio Ciro, addossando le responsabilità dell’intera vicenda alla presunta vittima dello stupro, parlando di “ragazzi che si divertono e ridono in mutande e saltellano con il pisello” e di una denuncia che, se presentata 8 giorni dopo il fatto, prova l’innocenza dei figlio e dei tre amici.

Disagio che dalle chat è emerso anche con alcune prese di posizione pubbliche, come quella della deputata Federica Daga, che in un’intervista a Repubblica ammette di essere rimasta “senza parole”. “Grillo ha fatto un discorso grave che mi ha fatto rivivere tutto il mio dramma. Un discorso da uomo arrabbiato. Ma come si fa a dire che una violenza non è violenza se viene denunciata otto giorni dopo? Io sono stata massacrata di botte e perseguitata da un uomo che sono riuscita a denunciare soltanto a sei mesi dalla fine di quell’incubo”, ha spiegato Daga, che nel 2015 ha subito violenze dalla persona con la quale aveva una relazione.

Imbarazzo confermato dalle parole a La Stampa della vicepresidente della Camera, la grillina Maria Edera Spadoni: “Credo fermamente che ogni donna debba poter denunciare in qualsiasi momento, quando se la sente, perché ci vuole tempo per elaborare”. Ammette le difficoltà create all’interno del Movimento dal video pubblicato da Grillo anche la senatrice Alessandra Maiorino: “Non era assolutamente il caso di pubblicarlo quel video, per tutti, anche per il figlio. Il tempo che passa dalla violenza subita al momento in cui si denuncia è irrilevante. Chiunque si occupi di violenza sessuale sa che è una cosa difficile da denunciare”.

Aggiusta il tiro anche un’altra big del Movimento 5 Stelle, come l’ex ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina: “Credo che in questa vicenda stiano soffrendo tutte le persone coinvolte e le rispettive famiglie – dice l’ex ministro – la violenza sessuale è un tema drammaticamente serio, come serie sono le leggi che tutelano i diritti delle donne. Lasciamo lavorare i giudici”.

Ma il silenzio che più imbarazza è certamente quello dell’uomo che dovrebbe prendere le redini del Movimento 5 Stelle, l’ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte. L’avvocato del popolo infatti non ha proferito parola: la ‘sparata’ di Grillo sul figlio Ciro è infatti una mazzata non solo per la sua leadership del M5S, ma anche per il difficile compito di riallacciare i rapporti col Partito Democratico.

Le donne del PD si sono schierate compattamente contro l’uscita di Beppe Grillo, condannando le sue accuse alla ragazza, fatta passare per una mitomane che accusa ingiustamente il figlio, ergendosi di fatto a giudice. Ma nel Movimento il giudizio nei confronti del garante è duro: “Oggi Grillo si è dato una mazzata contro, questa storia non può che danneggiarlo – dice un parlamentare a Repubblica – Dovevano fermarlo e invece è evidente che qualcuno lo ha consigliato male. Non vorrei che Conte, a questo punto, decidesse di desistere”.

L’articolo Grillo spacca i 5 Stelle, imbarazzo ‘dietro le quinte’ per la difesa del figlio: “Discorso grave, si è dato una mazzata” proviene da Il Riformista.