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Riapertura scuole, vertice flop al Ministero: i sindacati chiedono di rimandare il rientro, il Governo ‘offre’ test salivari

DiRed Viper News Manager

Apr 19, 2021

Un nulla di fatto, una fumata nera che a una settimana dalle riaperture delle scuole fa temere il peggio. Non è andato a buon fine il vertice tenuto questa mattina al Ministero dell’Istruzione con i sindacati in vista della ripresa della didattica in presenza in tutte le scuole, anche le secondarie di secondo grado, se in zona gialla.

Il nodo fondamentale da sciogliere resta quello della sicurezza per personale scolastico e studenti. Il protocollo è infatti ancora fermo al 6 agosto 2020, quando non si poneva il problema delle varianti, in particolari quelle inglese, più aggressiva e trasmissibile anche tra i giovani. A tal proposito il Comitato tecnico scientifico non si è ancora riunito: il vertice è infatti atteso domani, 20 aprile, a soli sei giorni dalle riaperture.

Per questo la Flc Cgil, presente all’incontro di stamani al Ministero, ha chiesto espressamente di rivalutare la ripresa attività scolastiche in presenza al 100% dal 26 aprile. Il paradosso, secondo il sindacato, è che “ciò che sarebbe stato necessario per la riapertura in presenza al 100% in tutti gli ordini e gradi non è stato ancora realizzato, con il paradosso che la campagna di vaccinazione dedicata al personale scolastico è stata bloccata”.

Secondo Francesco Sinopoli, segretario generale della Flc Cgil, “ci troviamo davanti a un atto di volontà politica non supportato da condizioni reali. Prima di decidere la riapertura al 100% in presenza bisogna riprendere subito la campagna di vaccinazione, rinnovare i protocolli di sicurezza, effettuare tracciamenti, anche a campione, valutare i dati dei vaccinati, ancora non disponibili. In caso contrario non c’è alcuna garanzia per studenti e personale scolastico”.

A bocciare la mossa dell’esecutivo è anche la Cisl. Per Maddalena Gissi, segretaria Cisl Scuola, la riapertura delle superiori “creerà non poche complicazioni, non sono stati messi a sistema tutti gli interventi previsti. Mancano mascherine e impianti aerazione, c’è il problema delle vaccinazioni e dei tracciamenti, si rischia una scuola aperta e chiusa a macchia di leopardo”.

Opinione condivisa dalla Gilda degli Insegnanti, che tramite il coordinatore nazionale Rino Di Meglio parla di “riunione del tutto inconcludente, che lascia invariata la situazione sul fronte sicurezza e non accoglie le nostre istanze”.

Una delle soluziono ‘offerte’ per consentire una riapertura in maggiore sicurezza per studenti e personale scolastico è quella del test salivare. A farla il Ministero della Salute guidato da Roberto Speranza, che starebbe valutando l’evidenza del test salivare per monitorare, attraverso gruppi di alunni, e prevenire l’eventuale contagio importando il ‘modello Lazio e Bolzano’ a scuola un po’ in tutte le Regioni.

Ipotesi promossa da governatore del Friuli Venezia Giulia e presidente della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga, che intervistato da Rainews24 la definisce “di grande aiuto perché tecnicamente sono gli studenti che si prelevano la saliva, senza il coinvolgimento degli operatori sanitari che in questo momento stanno facendo un lavoro abnorme”.

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