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Vaccini, somministrati oltre 15 milioni: Speranza scarica sull’Oms il dossier ritirato sul piano pandemico

DiRed Viper News Manager

Apr 18, 2021

Superata quota 15 milioni. Alle 15:20 di oggi, domenica 18 aprile il sistema di monitoraggio della Struttura Commissariale ha rilevato il dato di 15.099.777 somministrazioni dall’inizio della campagna vaccinale. 

Numeri che finalmente quindi iniziano a salire rapidamente: delle dosi consegnate alle Regioni l’87,2% è stata somministrata.

Un dato commentato con soddisfazione dal ministro della Salute Roberto Speranza, che ospita di Mezz’ora in più di Lucia Annunziata su Rai3 ha ribadito che in questa fase “dobbiamo tenere insieme due parole: fiducia e prudenza. Siamo entrati in una fase diversa grazie alla campagna vaccinale: sono stati somministrati in 3 giorni un milione di dosi di vaccino, raggiunta quota di 15 milioni totali”.

Quanto alle prossime mosse dell’esecutivo, che dal 26 aprile prossimo consentirà nuovamente la zona gialla, oltre all’apertura di ristoranti a pranzo e a cena all’esterno, per Speranza “siamo nelle condizioni di costruire una road map con un passo alla volta, con un compromesso e con equilibrio. I dati ci parlano di una fase diversa, ma non ci sarà una fase ‘x’ dove tutte le misure scompariranno”.

IL PIANO PANDEMICO – Il ministro passa poi a difendersi sulla questione relativa al piano pandemico e all’inchiesta della procura di Bergamo su Ranieri Guerra, numero due dell’Oms. Speranza sottolinea infatti che le scelte fatte sul dossier dell’Oms sono state fatte dall’Oms stesso e non dal governo italiano.

Una difesa preventiva, in vista della puntata di Report che evidenzierà lunedì una mail del 14 maggio 2020 inviata da Ranieri Guerra al ministro della Salute dove Guerra annuncia l’uscita del dossier critico, il giorno stesso in cui viene ritirato. “Quella mail ci informava che era stato pubblicato quel report e ci riportava un dibattito legittimo all’interno dell’Oms, quelle scelte sono state tutte dell’Oms”.

Speranza infatti precisa che “è stato l’Oms a decidere di ritirarlo. Le istituzioni italiane – ha aggiunto il ministro – hanno preso atto di quel documento ma noi non abbiamo funzioni in questa partita. Sono dinamiche interne a Oms. Attenzione a non dare una lettura distorta di una cosa che è molto più lineare di quanto sembra. Penso che questa materia vada tolta dall’agone politico”.

Secondo il ministro della Salute comunque quel rapporto è “rispettabilissimo, è una fotografia del contagio. Riconosce alcuni meriti al nostro paese ma è un documento dove non c’è nulla di particolarmente rilevante per noi che in quelle ore eravamo occupati con gli ospedali pieni”.

Speranza ha ricordato che all’epoca dei fatti, “con assoluta onestà eravamo di fronte a una situazione incredibile, non avevamo gli strumenti adatti e sicuramente le scelte prese nei comuni come quelli lombardi o veneti sono state dure. Eravamo di fronte a una novità e non c’era il manuale delle istruzioni”.

SILERI E LA POLEMICA SUL COPRIFUOCO – A proposito di riaperture, oggi il sottosegretario alla salute Pierpaolo Sileri intervistato dalla Stampa ha spiegato che i “numeri non sono ancora così buoni da abbattere le restrizioni ed è presto per togliere il coprifuoco”. 

Una risposta al pressing di Matteo Salvini e Giorgia Meloni, i due leader sovranisti che subito dopo aver ‘ottenuto’ le riaperture anticipate hanno alzato puntato quindi alla cancellazione del coprifuoco alle 22, ipotesi però che fonti di Palazzo Chigi hanno negato ribadendo che per tutto il mese di maggio la misura restrittiva resterà in vigore. 

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