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Due carabinieri morti per Covid nella stessa caserma: contagiati per fermare la folla sulle piste da sci

DiRed Viper News Manager

Apr 18, 2021

Sono stati soli due giorni di follia, con oltre 3mila persone che hanno affollato gli impianti sciistici chiusi ma pronti per gite e scampagnate, bastati però per creare in un lampo una zona rossa e poi, come conseguenza, una impennata di casi che ha portato al decesso di due carabinieri che in quella folla provavano a garantire l’ordine e controlli.

È il quadro di quanto accaduto a fine febbraio tra Campo Staffi e Campo Catino, in Ciociaria, come racconta il Corriere della Sera. Assembramenti e folla che hanno avuto come effetto la zona rossa in provincia di Frosinone due settimane prima del Lazio, con paesi come Guercino che sono arrivati a contare picchi di 400 casi in pochi giorni.

Proprio a Guercino l’Arma dei Carabinieri ha pagato un prezzo salatissimo. Nella caserma di via Milani sono scomparsi a distanza di pochi giorni il comandante, il maresciallo maggiore Massimo Paris, deceduto al Campus Bio-Medico di Roma dopo una lotta durata oltre un mese contro il coronavirus, e poco giorni prima l’appuntato Roberto Ceci.

Entrambi sono rimasti contagiati in quei giorni di follia, nei servizi anti-assembramento sulle piste prese d’assalto dai turisti proveniente in particolare da Roma. Se Paris e Ceci hanno pagato con la vita, almeno una decina di colleghi carabinieri sono finiti in isolamento domiciliare, qualcuno ricoverato.

Il primo a perdere la battaglia col Covid è stato Ceci, 56 anni, sposato e padre di due ragazzi. Prestava servizio a Guercino dal 2003: l’appuntato ha scoperto di essersi ammalato il 6 marzo ed è deceduto nella sua casa di Vico stroncato da un infarto, forse causato dal  Covid. Tre giorni dopo si sarebbe vaccinato.

Paris, deceduto al Campus Bio-Medico di Roma dopo una lotta durata oltre un mese contro il coronavirus, sembrava addirittura in via di miglioramento. Il comandante della Stazione era stato ricoverato prima all’ospedale di Frosinone e poi alla clinica Città Bianca di Verol. Come spiegato dai colleghi al Corriere, ” livelli di saturazione si sono abbassati di nuovo, è stato necessario riportarlo a Frosinone e da lì, viste le sue condizioni, a Roma. Nell’ultima settimana purtroppo Massimo non ha risposto più alle cure”.

Anche il comandante lascia moglie e due figli: per 38 anni ha servito l’Arma prima alla stazione di Corsico, vicino a Milano, poi a Frattamaggiore (Napoli), Tor Tre Teste e Casilina (Roma), Veroli e infine Guarcino (Frosinone).

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