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A Milano un progetto per portare l’igiene in classe oltre la pandemia

DiRed Viper News Manager

Apr 16, 2021

MILANO – Il 61% dei genitori italiani è preoccupato per la scarsa igiene e la pulizia dei locali scolastici. Per il 59%, i bagni degli istituti sono vecchi, non manutenuti o non ben funzionanti; mentre il 61% denuncia la scarsità di materiali per l’igiene e il 60% ha dichiarato che gli standard igienici sono fondamentali nella scelta dell’istituto. È quanto è emerso da una ricerca condotta da Tork Italia che ha coinvolto 800 famiglie di studenti tra i 6 e i 14 anni. Un’indagine connessa al progetto pilota di Essity, che ha fornito a 50 scuole primarie e secondarie del comune di Milano prodotti per l’igiene degli alunni insieme a un pacchetto educativo rivolto a insegnanti e studenti. Se ne è parlato questa mattina durante il webinar ‘Igiene nelle scuole, oltre la pandemia‘.

“Il comune di Milano ha investito oltre 6 milioni in questi mesi per permettere una maggiore igiene nelle classi e per educare al rispetto di alcune regole– ha detto Laura Galimberti, assessora all’Educazione e Istruzione del Comune di Milano- i bambini più piccoli sono quelli che, alla fine, hanno interiorizzato più di tutti queste norme. Per questo è importante spiegargli questi aspetti relativi alla salute, magari con laboratori in cui possono imparare divertendosi”. Per Galimberti, l’evento drammatico della pandemia è stato un’occasione per porre l’attenzione sui nostri stili di vita e sull’importanza che il settore scolastico ricopre nelle nostre città. “Spero che questa consapevolezza resti- ha aggiunto- abbiamo capito quanto sia importante stare all’aria aperta, riflettere sul tema dei trasporti e sulla qualità dell’aria”.

Anche per Riccardo Trinfera, commercial director professional hygiene di Tork, “formare i ragazzi è molto importante affinché queste buone pratiche restino anche quando sarà finita la pandemia”. Un punto di vista condiviso dal medico di medicina generale Carlo Gargiulo. “Il Covid ci ha fatto capire l’importanza del lavaggio delle mani, che solitamente vengono in continuo contatto con virus e batteri. Per altre malattie non ce ne siamo resi conto perché non avevano questa rapidità di contagio– ha spiegato- ma il concetto di igiene è importante, perché è da qui che deriva la possibilità di frenare le pandemie. Speriamo che queste pratiche restino anche dopo”. Gargiulo ha auspicato poi che si apra uno spazio di dialogo educativo con le scuole. “I medici dovrebbero uscire dai loro studi ed entrare nelle classi, per portare la medicina tra i ragazzi, con l’aiuto degli insegnanti”, ha detto.

Per Diana De Marchi, insegnante e presidente della commissione Pari Opportunità e Diritti Civili del comune di Milano, ora l’obiettivo è portare queste buone pratiche anche tra gli studenti più grandi. “Vorremmo che queste abitudini si concretizzassero anche tra gli studenti delle superiori, che credono di essere più consapevoli ma vanno guidati- ha commentato– il tema della salute e del benessere deve essere centrale a tutti i livelli”. “L’auspicio è quello di non perdere queste abitudini quando si tornerà alla normalità– ha aggiunto Anna La Rocca, dirigente scolastica dell’Istituto comprensivo ‘Luigi Galvani’ di Milano- Adesso i bambini si lavano le mani in più momenti della giornata, ma senza sprecare carta e sapone. Perché è importante che, oltre all’igiene, crescano anche con la consapevolezza di un senso civico”.

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