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Il figlio di Del Turco querela Travaglio: “Mio padre assolto, non ha mai preso un solo euro di denaro pubblico”

DiRed Viper News Manager

Apr 15, 2021

Per Ottaviano Del Turco il Senato decide oggi. Alle 12,30 torna a riunirsi il Consiglio di Presidenza di Palazzo Madama: la revoca alla sospensione del vitalizio per l’ex governatore dell’Abruzzo va oggi esaminata e deliberata, o respinta. Dopo una serie di rimandi, l’agenda parlamentare ha rimesso la questione al centro; i casi di Formigoni, dell’ex senatore Pd Forcieri e di Maria Fida Moro – tutti ben diversi tra loro – hanno dato fuoco alle polveri dei populisti. A Formigoni è stato sbloccato il trattamento pensionistico parlamentare, a norma di legge, e apriti cielo: a corto di argomenti, dilaniati dalla querelle tra Conte e Casaleggio, ai Cinque Stelle non è parso vero. E per 24 ore hanno riempito il web di insulti verso l’ex governatore lombardo, conditi dalle scandalizzate dichiarazioni di questo o quell’altro pentastellato.

Travaglio scorge una breccia e sul Fatto quotidiano titola “Derubano la sanità e vincono il vitalizio” affidando al fiele di cui gronda il suo editoriale qualche parola di troppo. E qualche numero vistosamente gonfiato. Costringendo l’amministratore di sostegno di Ottaviano Del Turco, suo figlio Guido, sempre lontano dai riflettori, a presentare una querela tonda per diffamazione. Della chiamata in giudizio nei confronti del direttore del Fatto si occupa l’avvocato Gian Domenico Caiazza. Mentre il legale prepara le carte, il figlio dell’ex governatore, su tutte le furie, smentisce punto per punto la stilettata di Travaglio. «Nessuna sentenza osa addebitare a Ottaviano Del Turco di essersi impossessato di un solo euro di denaro pubblico destinato alla Sanità abruzzese, come invece falsamente titola il Fatto Quotidiano». «Mio padre – aggiunge – è stato assolto, nei vari gradi di giudizio, da tutte le originarie imputazioni per le quali fu arrestato con molti esponenti della sua Giunta (poi assolti anche essi), che lo accusavano di aver preso denaro (sei milioni e mezzo di euro) dall’imprenditore Angelini, asservendo la politica sanitaria regionale in favore delle ruberie predatorie di questo signore».

«Sono rimaste incredibilmente in piedi, così salvando almeno la faccia di quella sciagurata inchiesta – prosegue – quattro ipotizzate dazioni di denaro (sulle 25 originariamente contestate) da Angelini a mio padre (per 850mila euro, non 850 milioni come invece scrive il Fatto), letteralmente senza alcuna causale». Il Fatto parlerà di una svista, come al solito. Il caso ci vede sempre benissimo, quando c’è una svista. Riprende Guido Del Turco: «Già che c’era, papà se ne approfittò: questa, per quanto strabiliante, la motivazione della residua condanna». «Condanna che tuttavia riconosce che quelle pretese “mazzette” (mai provate oltre le parole di Angelini) furono del tutto estranee alle risorse finanziarie della sanità pubblica. Dunque, nemmeno quella residua condanna, scandalosamente ingiusta ed oggi oggetto di ricorso per revisione, osa addebitare a Ottaviano Del Turco di essersi impossessato di un solo euro di denaro pubblico destinato alla Sanità abruzzese» conclude il figlio dell’ex governatore.

Il Fatto d’altronde ha bucato la notizia che Angelini, l’unico accusatore di Del Turco, è stato appena condannato in via definitiva per truffa proprio ai danni della Sanità abruzzese, ed ha subìto il sequestro dell’intero patrimonio. Figuriamoci se Travaglio poteva andare a ricordare le dichiarazioni del giudice Nicola Trifuoggi ad avvallo dell’indagine: «Abbiamo trovato vagonate di prove schiaccianti su Del Turco», disse l’ineffabile Procuratore nel 2008. Nel 2012 andò in pensione senza mai averne prodotta neanche una. Anche su Formigoni, del resto, si cade in errore. Lo sblocco del trattamento pensionistico per Roberto Formigoni approvato ieri dalla commissione contenziosa del Senato applica la legge del 2019 che istituisce il reddito di cittadinanza e che indica i cittadini a cui va sospeso il pagamento dei trattamenti previdenziali in coloro che, condannati in via definitiva per reati che non sono di stampo mafioso o terroristico, si siano resi latitanti o siano evasi.

«E questo non è il caso di Formigoni che sconta la sua pena ai domiciliari», dice una fonte vicina alla Commissione contenzioso, guidata dal senatore azzurro Giacomo Caliendo. Oggi si vedrà se il caso produce un’analogia per Del Turco. Nell’ultima riunione dell’organismo che presiede Palazzo Madama, M5s e Lega avevano fatto mancare il numero legale. La proroga del beneficio a Del Turco, malato e non autosufficiente, è sostenuta da Forza Italia, LeU, Italia Viva e Pd. È l’ultimo appello per rispondere al populismo giudiziario con l’argine di una umanità giusta.

L’articolo Il figlio di Del Turco querela Travaglio: “Mio padre assolto, non ha mai preso un solo euro di denaro pubblico” proviene da Il Riformista.